La mostra documentaria, grazie al prestito di archivi pubblici e privati, ricostruisce le vite di Dino Molho e Dario Molho, due ragazzi ebrei milanesi colpiti dalla Shoah.
Le due vicende sono emblematiche dell’esperienza ebraica in quegli anni. Cresciuti nella stessa via, entrambi di origine greca, Dino e Dario condivisero l’esclusione dalla scuola pubblica e l’approdo alla scuola ebraica nel 1938. I rivolgimenti della Seconda guerra mondiale e le politiche contro gli ebrei stranieri in Italia segnarono in modo differente le loro famiglie. Esposti ai bombardamenti alleati su Milano, poi agli arresti e alle deportazioni nazi-fasciste, dall’autunno del 1943 le loro traiettorie cominciarono a divergere. Il primo, entrato in clandestinità, riuscì a salvarsi; il secondo fu deportato il 9 giugno 1944 da Milano, prima al campo di Fossoli, poi ad Auschwitz-Birkenau.
La mostra — organizzata dalla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano assieme alla Fondazione CDEC — si propone di mettere in luce la persecuzione degli ebrei in Italia come processo punteggiato di atti amministrativi, restrizioni progressive e vessazioni, intrecciato a circostanze fortuite, soccorso o indifferenza. Il percorso espositivo è frutto di due ricerche: lo studio dell’Università degli Studi di Milano sulla spoliazione dei beni ebraici e l’indagine storica della Fondazione CDEC sugli effetti delle leggi antiebraiche nelle scuole di Milano. I materiali provengono sia dagli enti attuatori delle disposizioni antiebraiche, sia dalla ricerca sulla deportazione e sulla memoria della salvezza.
INAUGURAZIONE
L’esposizione sarà inaugurata il 5 marzo 2026, in occasione della Giornata europea dei Giusti. Una scelta non casuale: l’iniziativa intende raccontare la salvezza come processo e non come singolo evento, dando voce anche a un “salvo”, Dino Molho; così facendo, l’iniziativa intende integrare la prospettiva che, in questa ricorrenza, tradizionalmente pone l’accento sulle figure dei soccorritori.
Sarà possibile visitare la mostra dal 5 marzo al 5 aprile 2026.
Curatela: Patrizia Baldi, Saverio Colacicco
Ufficio stampa: Bianca Ambrosio, Talia Bidussa
Ufficio eventi: Matteo Lenuzza
Grafica: Jasmine Ferrario Sardi
Con la collaborazione di Carlotta Volpi e Irene Uboldi
Si ringraziano:
Cittadella degli Archivi del Comune di Milano, Archivio storico Intesa Sanpaolo, Archivio storico Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Pascoli” di Milano, Archivio privato famiglia Molho

