I consigli della nostra biblioteca – estate 2020

Vi segnaliamo delle interessanti pubblicazioni da poter leggere durante questa estate 2020.

(Vi ricordiamo che la Biblioteca sarà chiusa per la pausa estiva dal 27 luglio al 23 agosto).

Il diavolo in Francia
Lion Feuchtwanger – Einaudi, 2020

Un popolare detto tedesco recita: “Di chi in Europa faceva la bella vita, si usava dire che viveva ‘come Dio in Francia’, e l’autore aggiunge: ‘ma nel 1940 anche il diavolo non doveva passarsela malaccio’ ”. Così Lion Feuchtwanger – uno degli scrittori  più noti della prima metà del ‘900 – narra con dovizia di particolari  il suo internamento in un campo di prigionia francese nell’estate del 1940 assieme ad altri duemila tedeschi e austriaci, mentre le truppe naziste avanzano nella Francia collaborazionista.

L’autore descrive con sapienza e occhio critico, non scevro da un pizzico di ironia, la cruda realtà dei campi di internamento e della condizione dell’emigrato.

Lettura avvincente, come del resto la maggior parte delle sue opere. Ne citiamo solo alcune: Süss l’ebreo, La trilogia di Giuseppe – che comprende: La fine di Gerusalemme, Il giudeo di Roma, Il giorno verrà – I fratelli Oppermann.

Verso casa
Assaf Inbari – Giuntina, 2020

Nascita e declino del  kibbutz Beth Afikim narrato da uno dei suoi membri, Assaf Inbari.

L’autore racconta con molta sincerità e ironia, elementi caratteristici che troviamo spesso nella narrativa israeliana, la vita dei primi pionieri.

L’ammirevole forza e coraggio, ma anche i sogni utopistici dei “padri fondatori” riempiono le 335 pagine di episodi di vita di un gruppo di giovani ebrei immigrati dall’Unione Sovietica nella Palestina sotto il Mandato Britannico: le loro passioni politiche, le polemiche, le contraddizioni, le gioie e le disgrazie.

Al centro il Kibbutz stesso, vero protagonista del romanzo, e le sue trasformazioni durante quasi un secolo di storia israeliana.

Riflessioni sulla questione antisemita
Delphine Horvilleur – Einaudi, 2020

L’autrice è la terza donna rabbino della Francia ed è una rappresentante del Movimento ebraico liberale.

Ecco un libro che, adocchiando in libreria copertina e titolo, probabilmente non attirerebbe lo sguardo di lettori in vacanza! Invece è un piccolo capolavoro di poco più di 90 pagine molto diverso da quanto scritto finora sull’argomento. L’indagine, infatti, non verte sul perché alcuni popoli abbiano respirato e praticato l’antisemitismo. La Horvilleur compie invece una moderna analisi psicologica e sociologica partendo dall’esame di alcuni episodi noti e meno noti dei testi sacri e dalla tradizione rabbinica.

L’Autrice mette in campo anche la psicanalisi  per mostrare cha all’origine dell’odio antiebraico vi sarebbe “una storia di gelosia, di invidia e di rifiuto, la volontà frustrata di far parte di una famiglia che non ha alcuna propensione ad allargarsi”. Curioso!