Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC ONLUS  via Eupili, 8 - 20145 Milano  CF: 97049190156  IVA: 12559570150  Telefono 02.31.63.38; 02.31.60.92  Fax: 02.33.60.27.28
           

 

 

 

 

 

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La Fondazione CDEC per i Musei ebraici


 

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CDEC Digital Library

Mostra sulla Shoah in Italia

I Nomi della Shoah Italiana

Ebrei stranieri internati in Italia (1940-1943). Indice generale

Catalogo della Biblioteca / Library Catalogue

Quest. Issues in Contemporary Jewish History

Osservatorio antisemitismo

 

 

 

RASSEGNA STAMPA 25/04/2018

Bollettino della Comunità ebraica di Milano
01/01/2011  
pagina:  25

Una donna da ricordare
Eloisa Ravenna, che fece grande il CDEC
Liliana Picciotto
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L'Unione informa
09/06/2010  

Un’immagine per il contributo ebraico alla vita del paese
Rossella Tercatin
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Bollettino della Comunità ebraica di Milano
06/06/2010  

“Creatività ed ebraismo”: il tema del premio fotografico CDEC
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Corriere della Sera
01/06/2010  
pagina:  39

Avvenne nel ’42 in Bielorussia
Liliana Picciotto
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L'Unione informa
10/05/2010  

Qui Milano – Come cambia l’antisemitismo
Rossella Tercatin
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L'Unione informa
23/04/2010  

Qui Milano - La rassegna cinematografica del Cdec. Non solo memoria, ma anche cultura contemporanea
Rossella Tercatin
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Moked.it
20/04/2010  

"Quest" la nuova rivista della Fondazione CDEC
Lucilla Efrati
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Moked.it
20/04/2010  

Gli ebrei negli anni del Fascismo
Lucilla Efrati
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Corriere della sera
16/04/2010  
pagina:  55

I volenterosi alleati di Hitler
Michele Sarfatti
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Corriere della sera
16/04/2010  
pagina:  55

Rivista on line del CDEC
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Il Piccolo
19/03/2010  

Gli orrori del campo di concentramento di Fossoli
Marco Coslovich
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L'Unione informa
12/03/2010  

Memoria - Visitare il campo di Auschwitz. La responsabilità di aiutare a comprendere
Michele Sarfatti
leggi tutto

L'Unione informa
05/03/2010  

Qui Torino – Italiani brava gente, ma non sempre
Manuel Disegni
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Bollettino della Comunità ebraica di Milano
01/03/2010  
pagina:  35

I volti della memoria
La "Yad Vashem italiana": un progetto di archivio digitale di fotografie on line
Aurelio Ascoli
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Bollettino della Comunità ebraica di Milano
01/03/2010  
pagina:  28-29

Indifferenza. Il male è libero di agire
Ebrei italiani traditi e consegnati ai tedeschi; da Fossoli ad Auschwitz, nel pozzo dell’angoscia
Alessandro Dusio Schapira
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Bollettino della Comunità Ebraica di Milano
01/02/2010  
pagina:  41

Un nuovo successo della Fondazione CDEC
Aurelio Ascoli
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East
01/02/2010  
pagina:  130-135

Quegli ebrei nel campo di Fossoli. Intervista a Liliana Picciotto
Marina Gersony
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Pagine ebraiche
01/02/2010  
pagina:  26

Quell’ordine del papa non è una questione di fede
Michele Sarfatti
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Pagine ebraiche
01/02/2010  
pagina:  26

Pio XII, lasciamo che a parlare sia la storia
Liliana Picciotto
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L'Unione informa
31/01/2010  

Per combattere il pregiudizio, l'emotività dei media non serve
Guido Vitale
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Osservatore romano
27/01/2010  
pagina:  5

Nessuno si chiedeva perchè
Gaetano Vallini
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Gazzetta di Bari
27/01/2010  
pagina:  24

Gli ebrei di Albania. Il popolo ora ha un nome
Maria Grazia Rongo
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Corriere della Sera
27/01/2010  
pagina:  32

Fossoli, i repubblichini nel cono d’ombra dell’Olocausto ebraico
Antonio Carioti
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Vanity Fair
27/01/2010  
pagina:  43

L’amore italiano non la salvò da Auschwitz
Intervista a Liliana Picciotto
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Il Tirreno
24/01/2010  
pagina:  6

Shoah, i volti nel sacrario web
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Gazzetta di Bari
23/01/2010  
pagina:  16

Gli ebrei in Albania e la Shoah
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L'Espresso
22/01/2010  
pagina:  64-67

Quella Italia complice dell’Olocausto
Gianluca De Feo
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Corriere fiorentino
20/01/2010  

I volti della Shoah
Mauro Bonciani
leggi tutto

Corriere della Sera
19/01/2010  

I sorrisi dei bambini prima del lager
Gian Antonio Stella
leggi tutto

Bollettino della Comunità Ebraica di Milano
01/12/2009  
pagina:  41

Shoah: un progetto comune per gli archivi
Aurelio Ascoli
leggi tutto

Moked.it
10/11/2009  

Vent’anni dalle Intese - Giorgio Sacerdoti, una lezione sempre valida
leggi tutto

Ansa
09/11/2009  

EBREI: GATTEGNA, INTESA CON STATO CELEBRA COSTITUZIONE
leggi tutto

Bollettino della Comunità Ebraica di Milano
06/11/2009  
pagina:  39

Leah Rabin e il Libro della Memoria. La preziosa opera del CDEC a Milano
Aurelio Ascoli
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Mosaico.it
04/11/2009  

Vent’anni da pari a pari. L'Intesa tra Stato Italiano e Comunità ebraiche
Ester Moscati
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L'Unione informa
03/11/2009  

Vent'anni dalle Intese - Il convegno
Adam Smulevich
leggi tutto

Shalom
01/11/2009  
pagina:  31

Approvata la legge che finanzia il CDEC
leggi tutto

Corriere della Sera
16/09/2009  
pagina:  Lettere al Corriere

Tutti frutti
Dopo l’attacco a Giorgio Israel, la tentazione di ronde elettroniche anti-razzismo
Gian Antonio Stella
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Moked.it
14/09/2009  

Giornata della Cultura Ebraica – Ritratti di riti e tradizioni millenarie in un concorso fotografico promosso dal CDEC
Rossella Tercatin
leggi tutto

L'Unione informa
14/05/2009  

Il ruolo dell'ebraismo italiano
Rossella Tercatin
leggi tutto

Mosaico
14/05/2009  

Il comune senso del pregiudizio
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Moked.it
13/05/2009  

Esperienza ebraica e comune senso del pregiudizio
Rossella Tercatin
leggi tutto

Il Sole 24 Ore
26/04/2009  

Ma Pio XII non firmò
MIchele Sarfatti
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Moked.it
24/04/2009  

25 aprile - I mille ebrei italiani che combatterono per la libertà
leggi tutto

Gazzetta di Parma
26/03/2009  

Quelle voci riaffiorate dai campi di sterminio
Pubblicato da Einaudi «Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto»
Rita Guidi
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L'Unione informa
23/03/2009  

Qui Milano - Il cinema di Israele
Rossella Tercatin
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La Provincia di Lecco
17/03/2009  

Quante sorprese dal nuovo cinema israeliano
Non stop fino a giovedì allo Spazio Oberdan con le pellicole di giovani registi di talento.
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La Repubblica
14/03/2009  

Il nuovo cinema israeliano combatte per un paese normale
Una società che si reinventa ogni giorno dove l´età media degli abitanti è di 30 anni. Storie quotidiane di amore e di amicizia sullo sfondo di un conflitto permanente Anna Momigliano, una giovane reporter milanese che conosce bene la nazione, raccon
Sara Chiappori
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Avvenire
12/03/2009  

Un Israele da vedere
Dal 14 al 19 marzo allo Spazio Oberdan una serie di filmati dedicati a un Medioriente mai visto
Alberto Figliola
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Il Giorno
12/03/2009  

Rassegna Nuovo Cinema Israeliano 2010
Intervista a Anna Momigliano
Silvio Danese
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Mosaico
09/03/2009  

Amore, guerra e voglia di futuro
Seconda Rassegna del Cinema Israeliano
leggi tutto

La Repubblica
12/02/2009  
pagina:  Pagina 9 - Interni

"Lerner a Maroni "odio razziale a radio padania""
Il caso Lerner a Maroni "Odio razziale a Radio Padania" A giudizio un giornalista. Il Viminale: "Saremo parte civile"
leggi tutto

Il Messaggero
12/02/2009  

Quando legge nella lista dei 96 professori ebrei cacciati dalle università ...
FRANCESCA NUNBERG
leggi tutto

Mosaico
09/02/2009  

Parole di testimonianza » Intervista a Marcello Pezzetti.
Sara Pirotta
leggi tutto

Moked.it
03/02/2009  

Memoria 10 – “Il libro della Shoah italiana”. Lo sguardo dei perseguitati e il loro sentire
Liliana Picciotto
leggi tutto

Moked.it
03/02/2009  

Memoria 9 – Marcello Pezzetti: “In Italia manca ancora una presa di coscienza”
Rossella Tercatin
leggi tutto

Il Piccolo di Trieste
03/02/2009  

"Marcello Pezzetti: racconto la shoah italiana"
OGGI PRESENTAZIONE DEL LIBRO PUBBLICATO DA EINAUDI Marcello Pezzetti: «Racconto la Shoah italiana» Le testimonianze di oltre cento ebrei deportati, tra cui molti triestini
Daniela Gross
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Mosaico
29/01/2009  

Il Libro della Shoah Italiana
Presentazione al Teatro Dal Verme di Milano de: IL LIBRO DELLA SHOAH ITALIANA I racconti di chi è sopravvissutodi Marcello Pezzetti, Einaudi editore
Pia Jarach
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Il Giornale
27/01/2009  
pagina:  8

Quei cento racconti dai sopravvissuti della Shoah italiana Al Dal Verme
il Centro studi di ebraismo presenta un’inedita raccolta di testimonianze.
Marina Gersony
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Corriere della Sera
26/01/2009  

Antisemiti, in Italia sono il 12 per cento
Il 56% è estraneo ai pregiudizi contro gli ebrei nel restante 44% restano tracce di ostilità
Renato Mannheimer ( Ha collaborato Leone Hassan)
leggi tutto

Moked.it
23/12/2008  

Il Cdec di Milano presidio insostituibile
Rossella Tercatin
leggi tutto

La Repubblica
23/12/2008  
pagina:  54 -Cultura

Il fondo Israel Kalk pubblicato dal Cdec Il lager di Ferramonti sul web
"il lager di ferramonti sul web"
leggi tutto

La Repubblica
19/12/2008  
pagina:  44 - Cultura

Così l'italia esportò le leggi antisemite
L´influenza internazionale del fascismo nella campagna contro gli ebrei Così l´Italia esportò Le leggi antisemite Budapest e Bucarest, Tirana e la Spagna di Franco. Sono diversi i paesi che guardarono al modello italiano. Un terreno ancora da esp
Michele Sarfatti
leggi tutto

Moked.it
19/12/2008  

Chiesa e leggi antiebraiche: i punti fondamentali
Liliana Picciotto
leggi tutto

Moked.it
19/12/2008  

L’infamia del 1938: i silenzi e i ripensamenti della Chiesa
Michele Sarfatti
leggi tutto

Corriere della Sera
19/11/2008  
pagina:  Cronaca di Milano pagina 7

«Io, deportato, vi spiego le leggi razziali»
leggi tutto

L'Unità
10/10/2008  

"Pio XII ordinò di salvare gli ebrei?"
Michele Sarfatti
leggi tutto

Corriere della Sera
26/09/2008  
pagina:  55

QUANDO GLI ITALIANI SI SCOPRIRONO ARIANI
In pochi dissero no alle leggi razziali
Michele Sarfatti
leggi tutto

L'Unità
03/09/2008  

"1938, Mussolini segue la strada di Hitler"
Michele Sarfatti
leggi tutto

L'Arena
03/09/2008  

"Sarfatti striglia i giovani Ignoranti sul fascismo"
LA STORIA CHE INSEGNA. Alla cooperativa La Genovesa serie d’incontri sui diritti dell’uomo
Silvia Bernardi
leggi tutto

La Repubblica
01/09/2008  
pagina:  XI

Un museo virtuale della shoah per la giornata della memoria
È visitabile online sul sito Internet del Centro di documentazione ebraica di via Eupili  Un museo virtuale della Shoah per la giornata della Memoria    Fotografie, lettere, documenti sulla persecuzione antisemita a Milano
Zita Dazzi
leggi tutto

ASCA
19/03/2008  

LOMBARDIA: FORMIGONI IN ISRAELE, OMAGGIO AL LUOGO DELLA MEMORIA
leggi tutto

Rassegna stampa on line Regione Lombardia
13/03/2008  

Incontri con Fayyad e Peres, accordi di collaborazione sanitaria e omaggio allo Yad Vashem
"Un ponte di pace", missione di Formigoni in Palestina e Israele
leggi tutto

Il Messaggero
29/01/2008  

In Italia nessuno ha paura di uscire di casa con la kippà, in Francia …
FRANCESCA NUNBERG
leggi tutto

Il Corriere della Sera
18/09/2007  
pagina:  sezione: Cronaca di Milano pag: 7

«Binario 21, entro due anni il Museo della Shoah»
«Fondi in arrivo, ma servono altri due milioni di euro».
Paola D'Amico
leggi tutto

La Repubblica
18/09/2007  

Via al memoriale della Shoah "Un baluardo contro il razzismo"
L'allarme del presidente giovani ebrei: c'è ancora odio
FRANCO VANNI
leggi tutto

Mosaico
17/09/2007  

Memoriale alla Stazione Centrale: siamo alla firma
Ester Moscati
leggi tutto

Il Giorno
16/09/2007  
pagina:  Milano

Memoriale della Shoah, domani la costituzione ufficiale
LA CERIMONIA NELLA SALA REALE DELLA STAZIONE CENTRALE
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La Repubblica
25/07/2007  
pagina:  IX

"Ritirate le bottigliette di hitler - franco vanni"
De Corato LE MIGNON Le mignon con le immagini del fuhrer sparite dopo la denuncia di "Repubblica". De Corato: "Vigileremo sulle vetrine" Ritirate le bottigliette di Hitler Il negozio di souvenir in piazza Scala si scusa con gli ebrei Il Comune
FRANCO VANNI
leggi tutto

La Stampa
19/04/2007  

Ebrei, c'è una velina che discolpa Pio XII
Arrigo Levi
leggi tutto

L'Unità
16/02/2007  

La scelta di Toaff: "Inevitabile il ritiro del suo libro"
DISCUSSIONI Sarfatti, Portelli, Cardini e Ovadia commentano la decisione di togliere dalle librerie il contestato saggio «Pasque di sangue»
Marco Innocente Furina
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Il Messaggero
03/02/2007  

Il Giusto è un segno di speranza, è la persona che non fa perdere la fiducia nell..."
Marco Giovannelli
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La Nuova Ferrara
29/01/2007  
pagina:  7

Rispetto per la verità storica
Il sindaco: sarà il contenitore delle tradizioni di un popolo Si sono mossi i primi passi verso la realizzazione della nuova istituzione
Annarita Bova
leggi tutto

Il Resto del Carlino
29/01/2007  

LA RIVALITÀ con Roma? Dal nostro punto di vista noi non è mai esistita.
STEFANO LOLLI
leggi tutto

Corriere della Sera
27/01/2007  
pagina:  Cronache

L'OLOCAUSTO
Si cercano altri Perlasca nelle storie di chi si è salvato
Gian Guido Vecchi
leggi tutto

Il Mattino
27/01/2007  

Quando gli ebrei divennero razza
«Andremo in città» di Edith Bruck racconta invece l’anti giudaismo
leggi tutto

L'eco di Bergamo
27/01/2007  

"Legge per perseguire chi nega la Shoah? «Proposta senza senso»"
leggi tutto

Giornale di Brescia
25/01/2007  
pagina:  cultura

OGGI A DESENZANO: Convegno su razzismo e persecuzioni antiebraiche durante la Repubblica di Salò 
Lo storico Michele Sarfatti
Enrico Mirani
leggi tutto

L'Unità
17/01/2007  

La Shoah e le case della memoria
Michele Sarfatti
leggi tutto

Corriere della Sera
13/01/2007  
pagina:  Cronaca di Milano

Martedì la visita di Napolitano. Cinquemila metri quadrati dedicati alle testimonianze dei deportati nei campi di sterminio
Immagini e voci della Shoah in Centrale
Maria Grazia Vernuccio
leggi tutto

Il Corriere della Sera
21/09/2006  
pagina:  sezione: Cultura - pag: 49

"ANTISEMITISMO Il Duce non fu razzista fino alla svolta d'Etiopia"
Il convegno
Inizia oggi a Salò e si conclude sabato il convegno «L'intellettuale antisemita», organizzato dal Centro studi e documentazione sulla Rsi.
Tra i relatori, oltre a Belardelli: Renato Moro, Michele Sarfatti, Angelo Ventura, Ales
GIOVANNI BELARDELLI
leggi tutto

Il Messaggero
03/07/2006  

«Italia, antiebraismo aggressivo»  L’Ucei: ma è meno violento che nel resto d’Europa
leggi tutto

ANSA
01/07/2006  

EBREI: ITALIA, ANTISEMITISMO MENO VIOLENTO MA AGGRESSIVO
LO STUDIO SARÀ PRESENTATO A CONGRESSO UCEI
leggi tutto

L'Avvenire
26/01/2006  

OLOCAUSTO
Anche i Giusti entrino nella Storia
Roberto Beretta
leggi tutto

Riccardi: «Oggi c’è banalizzazione, si parla di olocausto per ogni evento difficile» Cardini: «La Shoah è la tragica conferma di Israele popolo eletto,altrimenti l’orrore non sarebbe comprensibile»
Cavaglion: «Non si parla dei salvatori perché non è politically correct» Picciotto: «Ma dall’alto la Chiesa non spinse ad aiutare di più gli ebrei»
A Cura Di Roberto Beretta
Domani è la Giornata della memoria: non solo per le vittime ebree della Shoah, ma anche per i Giusti che collaborarono a salvarne molte. Questa l'idea che «Avvenire» ha proposto a 4 storici, due di parte ebraica e due cattolici. Anzitutto Alberto Cavaglion, studioso d'ebraismo, che ha pubblicato «Le interdizioni del Duce. A 50 anni dalle leggi razziali» (Meynier 1988) e «La Resistenza spiegata a mia figlia» (L'Ancora del mediterraneo 2005). Andrea Riccardi è docente di Storia del cristianesimo; tra le sue opere: «La pace preventiva» (San Paolo 2004) e «Il secolo del martirio. I cristiani nel '900» (Mondadori 2000). Il medievista Franco Cardini si è occupato anche di temi contemporanei, per esempio con «Noi e l'Islam: un incontro possibile?» (Laterza 1994) e «Fratelli in Abramo. Breve storia parallela dell'ebraismo e dell'islam» (Il Cerchio 2000). Infine Liliana Picciotto Fargion del Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano ha appena pubblicato «Giusti d'Italia» (Mondadori) e ha all'attivo «Il Libro della Memoria. Gli ebrei deportati dall'Italia» (Mursia 1991) e «Per ignota destinazione. Gli ebrei sotto il nazismo» (Mondadori 1994).
Pur senza cadere in indebiti «revisionismi»: credete che sia utile o necessario (nonché possibile) «rivedere» la storia della Shoah tenendo maggior conto dell’apporto dei «Giusti», ovvero di coloro che – in tutte le forme e le nazioni – si opposero all’Olocausto con i mezzi a loro disposizione? E in che senso: fino al punto di rivedere anche l’idea filosofica di «male assoluto» spesso incarnata nell’idea dello sterminio?
CARDINI: «Cominciamo col distinguere tra il "revisionismo" – brutta e ambigua parola che ormai sta a indicare un atteggiamento ideologico travestito da istanza di ricerca storica – dalla revisione continua dei fatti del passato e dei documenti sui quali si basa la loro ricostruzione. Il lavoro dello storico è in larga parte revisione. Che la Shoah sia stata un’immensa tragedia, e dotata per giunta di caratteri che la distinguono da altri tentati genocidi, è ormai un fatto storicamente comprovato: ma la sua necessaria e doverosa memoria, che dev’essere condivisa da tutti, non sminuisce affatto il peso degli altri stermini: dagli indiani d’America agli armeni alla Bosnia e al Ruanda. Né il significato della Shoah può esser minimamente intaccato da scoperte relative ad abusi, falsificazioni, strumentalizzazioni (penso ad esempio a quanto è stato denunziato da Norman G. Finkelstein): si tratta di tentativi di adulterare la realtà che non ne sfiorano tuttavia la sostanza. Quanto al "Male assoluto", esso è una realtà metafisica: nella storia, per fortuna, esso non si trova mai allo stato puro. I "Giusti delle nazioni" ne sono appunto la prova. Per noi cristiani, bene e male crescono inestricabilmente intrecciati nelle vicende umane: solo alla Fine dei Tempi sarà possibile separare il grano dal loglio».
CAVAGLION: «Molte storie di Giusti sono da riscoprire, quelle che già si conoscono dovrebbero circolare di più. Va tuttavia distinto il lato "commemorativo", bene studiato da Tom Segev per Israele, e la ricerca storiografica in Italia. Noto che questa distinzione non viene sempre fatta. È vero che il numero di riconoscimenti è inferiore, molto inferiore, alla quantità dei salvataggi, ma lascerei da parte il Tribunale dei Giusti e mi concentrerei sui limiti progettuali della nostra storiografia. Perché nessuno ne parli è presto detto: non è politicamente corretto. Il pendolo della memoria guarda in questo momento più volentieri a Caino. Bisogna interrogarsi sul perché la salvazione della vita diventa a un certo prioritaria. Nel suo ultimo libro Gabriella Gribaudi ha dimostrato come a Napoli abbia funzionato una rete di solidarietà tutta femminile, intrisa di puro spirito evangelico, ma fedele anche a un’antica civiltà che la propaganda del fascismo non era riuscita a scalfire. In Italia il giudizio su quei tragici eventi ha oscillato fra due estremi: la bontà pura o la crudeltà assassina. Il carattere nazionale, fra 1938 e 1945, manifesta invece "il viluppo di cinismo e di pietà", di cui dice Primo Levi citando Manzoni. Districare il viluppo costa fatica. Dire che siamo tutti bravi o tutti cattivi è più comodo (e alimenta il sogno segreto dei nostri storici: spostare voti)».
PICCIOTTO: «L’apporto dei Giusti è molto importante ma non è che un dettaglio della storia della persecuzione antiebraica nel XX secolo. Se qualitativamente è un elemento di cui tener conto, quantitativamente è stato un fenomeno assai trascurabile. Molto più potente dell’altruismo emerge la mentalità contraria: il disimpegno, l’indifferenza, l’assuefazione alle disgrazie altrui, la pratica della delazione, l’esercizio della violenza. D’altra parte non amo per lo sterminio degli ebrei d’Europa definizioni filosofiche e astratte come "male assoluto", rischiamo di non intenderci. La Shoah si spiega in termini storici e sociali come il disastroso esito di una progetto ideologico teso, tramite l’uso della violenza, all’affermazione dell’ineguaglianza dei popoli e della superiorità spirituale e biologica di una nazione rispetto alle altre. Lo Stato nazista ha operato un letale connubio tra razzismo e antisemitismo e, per la prima volta nella storia, ha avuto la possibilità concreta di realizzare un mito mettendogli a disposizione le sue prerogative e la forza dei suoi apparati: il potere legislativo, il potere esecutivo, la magistratura, la polizia, la comunicazione di massa, la burocrazia, la scuola e molto altro. Queste sono le ragioni che hanno portato dall’ostilità antiebraica proclamata allo sterminio organizzato. L’apporto dei Giusti va letto in un contesto sociale, la loro opera fu resistenza civile che, accanto a quella politica e a quella armata, ha avuto i suoi eroi».
RICCARDI: «La vicenda della Shoah è una storia complessa: storia di vittime soprattutto, tante vittime innocenti, storia di carnefici, storia di indifferenti e di impauriti, storia di stolti e di inermi, e anche storia di giusti. Scrivere la storia di questi ultimi è continuare a conoscere meglio la tragica vicenda dell’Olocausto. I Giusti sono persone singole che a mani nude si sono opposte alla forza dei persecutori e dei carnefici. È una pagina importantissima: una lezione per il nostro tempo. Ricostruire i frammenti (spesso poco documentati) della storia dei Giusti fa anche parte di una conoscenza più approfondita dell’Olocausto. Certo si pone oggi il problema di fronte all’ampiezza della storia: si può ricordare tutto? Si può ricordare sempre? Talvolta la gente non vuole ricordare. Sono convinto che è anche umano dimenticare la storia, anche alcune sue tragedie. Tuttavia, nel Novecento, la Shoah si presenta come un fatto orrendo, immotivato, senza nemmeno l’ombra di una giustificazione. È l’abisso del male. Come dimenticarla? La storia passa; ma la storia della Shoah (e dei giusti) non può passare. Sono stato sempre convinto che la Costituzione europea avrebbe dovuto fissare uno dei suoi riferimenti maggiori nella Shoah: da quell’abisso di male è nata la volontà di una nuova Europa».
Da più parti (compreso il gruppo di ricercatori di Yad Vashem) giungono ormai inviti a considerare l’Olocausto come «patrimonio storico condiviso» dell’umanità e addirittura a studiarlo in paragone con altri genocidi. È legittimo, a vostro parere? Come si accorda tale desiderio con la proclamata «unicità» e «irripetibilità» della Shoah?
PICCIOTTO: «La Shoah ha delle peculiarità, ma nella storia non è affatto l’unico genocidio consumato a danno di un intero popolo. Detto questo, trovo che paragonare la Shoah ad altri stermini sia del tutto improponibile perché questo concetto porta dentro di sè un giudizio quantitativo sul carico di sofferenze che ogni popolo può aver scontato. Gli ebrei hanno terribilmente sofferto nel corso degli Anni Quaranta ma altri popoli, sulla scena della storia, potrebbero essere gli ebrei di domani. In altri luoghi, in altri contesti, in altri tempi la Shoah è ripetibile e come!».
CAVAGLION: «Trovo legittima, anzi necessaria qualsiasi attività destinata a salvaguardare la Shoah dal culto di una memoria celebrativa, fine a se stessa. La parola "unicità", logicamente parlando, è priva di senso se disgiunta da "comparabilità". La filosofia insegna che la conoscenza cresce in proporzione alla nostra capacità di considerare insieme la differentia specifica e il genus proximum. Seconda osservazione: perché la Shoah possa diventare un "patrimonio storico condiviso" credo sia vana ogni conoscenza emotiva, "querula", diceva sempre Levi; ma temo altresì una comparazione puramente numerica, giocata a colpi di milioni di vittime, fiumi di sangue versato da vincitori e da vinti. La comparazione seria, quella che aiuta a maturare, dovrebbe innanzitutto "comparare" la storia delle singole nazioni: quelle in cui i principi dell’eguaglianza fissati nell’Ottocento sono stati calpestati e quelle in cui le libere istituzioni hanno retto all’urto dei totalitarismi. Infine, la comparazione dovrebbe avvenire ad un livello culturale più alto: storico, filosofico, ma anche di rappresentazione letteraria o religiosa (la teologia su Auschwitz ha fatto tanti e tali passi in avanti da rendere possibile un ottimo lavoro anche a scuola)».
RICCARDI: «La storia dei genocidi del Novecento è la pagina terribile di questo secolo passato. Si comincia dagli herero in Namibia, poi gli armeni e i cristiani (infatti nella strage degli armeni furono coinvolti anche altri cristiani anatolici), poi gli ebrei, i cambogiani, i tutsi… È stato un secolo terribile. La memoria della Shoah non deve evitare il confronto con questi genocidi: non è un evento metastorico. È un’esperienza che rappresenta la grande piaga del Novecento, la più grande, che mostra la capacità di male raggiunta dall’idolatria della nazione e della razza. C’è tanto dolore e c’è tanto male anche prima e dopo la Shoah nel XX secolo. Ma l’Olocausto è un patrimonio storico condiviso nel senso che per l’Europa, ma anche al di là di essa, attrae inevitabilmente la nostra attenzione: non si può evitare di parlarne e di ragionarne se si affronta il Novecento. Riflettere sulla Shoah resta un atto dovuto per chi si vuole orientare un minimo nella storia del nostro tempo. Ricordarla resta un riferimento decisivo per la coscienza storica e morale. C’è anche una banalizzazione del modello della Shoah. Oggi si parla di "olocausto" per tante situazioni difficili. Tale banalizzazione, così comune nel linguaggio vittimista del nostro tempo, è da evitare. La Shoah non ha avuto nessun motivo (storico, politico, economico), se non la follia attuata con un’esecuzione razionale. È avvenuta nel Paese del grande illuminismo, di forti tradizioni cristiane, di grande cultura. Vi hanno partecipato vari europei di altri Paesi (tra cui italiani, come è noto), e finanche – seppure in modo marginale – il gran muftì di Gerusalemme».
CARDINI: «Più che di "unicità", parlerei di "esemplarità" dell’Olocausto. Gli ebrei sterminati durante la Shoah rappresentano tutti gli oppressi e i perseguitati della storia, sono i testimoni del suo mysterium tremendum. Io vedo, da cristiano, nella Shoah la tragica conferma del fatto centrale della storia come Storia della Salvezza: la realtà dell’elezione del Popolo d’Israele da parte di Dio. Se non fosse così, quell’orrore sarebbe davvero incomprensibile: può esserlo solo all’interno dell’economia della salvezza. Ma ciò significa che è proprio nel nome dei martiri della Shoah che tutte le vittime di qualunque genocidio vanno ricordate e onorate: è anche a loro che si estende il dovere della memoria. Riflettendo sulla recente visita della delegazione tutsi ruandese in Israele, a Yad Vashem, credo di poter auspicare con forza che proprio da Yad Vashem nasca un’istituzione di ricerca scientifica di alto livello volta non solo allo studio sistematico di tutti i genocidi della storia, ma anche alle tecniche di elaborazione della memoria. Disponiamo già del resto di un formidabile strumento di sintesi, che dovrebb’essere tradotto in quante più lingue sia possibile ed essere studiato nelle scuole: l’Encyclopedia of Genocide edita nel 1999 negli Stati Uniti a cura di Israel W. Charny, appunto direttore generale di Yad Vashem».
La discussione storica intorno ai «silenzi» di Pio XII e comunque al ruolo dei cattolici di fronte alla Shoah ha ravvivato schieramenti ideologici altrove sepolti, e forse a dispetto della ricerca della verità storica. Come mai, secondo voi?
CAVAGLION: «Non sono un esperto di questo delicato argomento. Stimo molto Giovanni Miccoli e Renato Moro, per lo spirito di equilibrio che li anima. Rinvio pertanto ai loro studi, che guardano con scetticismo a ogni indagine unilaterale, da qualsiasi parte provenga. Del resto il loro stesso lavoro è la dimostrazione degli enormi passi avanti venuti proprio dal mondo cattolico dopo il concilio Vaticano II: conflittuali, direi, se non antagonistici, agli arretramenti della sinistra dopo il 1967. È vero, di recente, la discussione si è riaccesa sul ruolo della Chiesa, ma non mi faccio illusioni: gli schieramenti ideologici non si infiammano soltanto di fronte ai "silenzi" di Pio XII. Per tutta quanta la storia del Novecento è ancora diffusa un’idea "guerresca" di ricerca, nel caso specifico che discutiamo pesano i riflessi della tragedia mediorientale, i modi come questa viene interpretata dalla politica italiana. Spesso il lavoro dello storico è sentito come un prolungamento, con altri mezzi, della lotta politica. Quale che sia la nostra appartenenza, non bisogna arroccarsi su posizioni fortemente identitarie né contrapporre ad ogni lettura strumentale una rilettura di segno opposto. Occorre un faticoso lavoro, metodologicamente, e qualitativamente, più alto. La riscoperta dei Giusti dimenticati potrebbe essere un ottimo banco di prova».
PICCIOTTO: «La Chiesa in Italia segna più nel profondo che altrove la coscienza religiosa e anche la coscienza civile. È logico che da noi il ruolo di guida morale della Chiesa sia sotto osservazione e provochi riflessione. Del resto, quel che si rimprovera da più parti a Pio XII è l’assenza della sua parola di condanna, è mancato in un certo senso un orientamento che inducesse più massicciamente e più decisamente i cattolici a soccorrere i loro vicini ebrei».
RICCARDI: «Bisogna studiare la storia della questione dei silenzi di Pio XII e non solo la realtà. Papa Pacelli non denunciò la Shoah, come Mauriac gli rimproverò negli anni Cinquanta. La sua fu un’altra scelta. Non per questo fu insensibile al dramma degli ebrei che, però, gli sembrò uno dei capitoli – forse il più tragico – di un dramma in corso. Sentiva di avere varie responsabilità in questo dramma e di dover avere un certo equilibrio. Volle che la Chiesa fosse uno spazio d’asilo per i perseguitati, tra cui gli ebrei (lo si vede nel 1943-44 a Roma). Intendeva restare imparziale tra i belligeranti per lasciare aperta la possibilità di una mediazione di pace. Appoggiò la congiura contro Hitler, convinto che il suo regime fosse un’espressione del male. Bisogna studiare a fondo la vicenda al di là della polemica, inquadrarla nella Chiesa e nel contesto storico di quegli anni. Nuove ricerche e nuova documentazione, al di là delle polemiche, aiuteranno una più profonda comprensione non solo dell’uomo, ma della realtà».
CARDINI: «La tragedia dell’Olocausto, purtroppo, va ben al di là del 1945: le sue prossime e remote conseguenze hanno mosso tutto il fangoso fondale della storia, animando ogni sorta di speculazione e di manipolazione. Sono anche convinto che i casi di quel che Finkelstein ha definito "lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei" – a livello politico, massmediale e anche economico – abbiano sinistramente contribuito (pur, va da sé, senza minimamente giustificarle) alla sopravvivenza e perfino alla rinascita di varie forme di pregiudizio antisemitico; vero è d’altronde che, altrettanto spesso, dietro la denunzia di questo o di quell’abuso, di questa o di quella falsificazione, si è nascosta una pervicace tentazione "revisionista" se non addirittura "negazionista". Bisogna vegliare con rigore e serenità contro queste opposte forme di menzogna, che in realtà si sostengono a vicenda. Riguardo ai "silenzi" di Pio XII, se e nella misura in cui sono stati tali, debbono essere oggetto di studio anche tenendo conto dei possibili esiti di una eventuale più alta denunzia: la storia si può, anzi si deve, fare anche con i "se" e con i "ma". Che cosa sarebbe accaduto concretamente ai cattolici e anche ai molti ebrei che parrocchie, conventi e semplici fedeli proteggevano e nascondevano, in Germania e nei Paesi occupati, se Pio XII avesse parlato chiaro, poniamo nel 1944, dell’Olocausto (ammesso che avesse davvero tutti gli elementi per farlo)? Forse è vero che il conflitto ne sarebbe stato abbreviato: ma a quale prezzo? Credo che in molte "denunzie" tardive e unilaterali dell’atteggiamento di Pio XII prevalga un forte sentimento anticattolico. Invece, mi meraviglio di quanto poco si parli delle reticenze e delle responsabilità dei governi statunitense e britannico, che sapevano e che tacquero; e che addirittura si rifiutarono in alcuni casi di concedere asilo ai profughi ebrei (negli Usa non poterono entrare, fra 1941 e 1943, 40 mila bambini ebrei, respinti nel nome delle "quote d’immigrazione"). Se avessero con forza denunziato il genocidio, attraverso strumenti come Radio Londra, quello sì che avrebbe avuto un effetto dirompente: perché nulla di ciò avvenne?».

 

Metro
19/01/2006  

Bimbi ebrei milanesi al tempo della shoa
Una pagella come tante
Andrea Sparaciari
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IL GIORNALE
18/01/2006  
pagina:  Milano cultura

"RAZZA EBRAICA", TIMBRO CONTRO L'UMANITA'
Foto, pagelle, documenti, carteggi e diari: in mostra al museo di Storia contemporanea la persecuzione della comunità italiana negli anni 38-45
Francesca AME
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ANSA
17/01/2006  

SHOAH: MILANO, MOSTRA DOCUMENTA PERSECUZIONE EBREI IN ITALIA
L'INIZIATIVA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA
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Giornale di Brescia
22/09/2005  

Un archivio vivente di memoria e cuore: così lo ricordano gli ebrei d’Italia
DAL GHETTO DI ROMA AL CDEC DI MILANO
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Il riformista
21/09/2005  

Era un figlio della Shoà non un agente del Mossad
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Il Corriere della Sera
10/08/2005  

"È ben vero che la maggior parte degli ebrei sopravvissuti in ..."
 Liliana Picciotto
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La stampa
28/01/2005  

L'eroica vicenda di Andrea Schivo, il Perlasca di Villanova
Secondino a San Vittore morì in campo di concentramento nel 1945 per aver aiutato i prigionieri ebrei. L’EPISODIO E’ VENUTO ALLA LUCE GRAZIE ALLA RICOSTRUZIONE DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE EBRAICA DI MILANO
leggi tutto

Il Corriere della Sera
25/01/2005  
pagina:  Lettere al Corriere

La battaglia di El Alamein
Interventi e repliche
Michele Sarfatti
leggi tutto

Il Corriere della Sera
24/01/2005  
pagina:  commenti

Un saggio in aperto contrasto con le tesi di De Felice
OLOCAUSTO: lo storico Sarfatti: ci fu un accordo Berlino-Salò
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Avanti
26/10/2004  

Quando lo Stato “difendeva” la razza
INAUGURATA AL VITTORIANO LA MOSTRA “DALLE LEGGI ANTIEBRAICHE ALLA SHOAH - SETTE ANNI DI STORIA ITALIANA 1938-1945”
leggi tutto

La Repubblica
20/10/2004  
pagina:  19

"Qui ci sono le radici dell'Europa"
Lo storico Marcello Pezzetti è uno dei massimi esperti di Auschwitz al mondo  "Qui ci sono le radici dell´Europa"
fr. caf.
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Il Corriere della Sera
15/10/2004  
pagina:  Cronaca di Roma

Il «muro del pianto» in Lungotevere Sanzio
LE RICERCHE
P. Br.
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La Repubblica
15/10/2004  
pagina:  XII - Roma

Dalle leggi razziali alla shoah viaggio nell'orrore della storia
Al Vittoriano i documenti sulla persecuzione e lo sterminio degli ebrei  Dalle leggi razziali alla Shoah viaggio nell´orrore della storia    "Dedichiamo la nostra ricerca agli uomini e alle donne strappati dal ghetto di Roma"
CARLO ALBERTO BUCCI
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Il Corriere della Sera
24/09/2004  
pagina:  cultura

Omaggi
Mortara Ottolenghi
Stefano Bucci
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Il Corriere della Sera
12/06/2004  
pagina:  interni

«Era dolce, anche ad Auschwitz. Così ricordo Primo Levi»
Il lavoro del Centro di documentazione ebraica
Raccolte le testimonianze di 120 italiani sopravvissuti all’Olocausto. Saranno pubblicate il prossimo anno
Daria Gorodisky
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Il Corriere della Sera
04/06/2004  

Scandalo ad Auschwitz, scompare il binario dell’Olocausto
Alle ferrovie polacche mancano i soldi per la sorveglianza, e la gente si porta via i materiali pezzo per pezzo
Gian Guido Vecchi
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Liberation
20/02/2004  

Antisémitisme : divergences au séminaire de Bruxelles
Pour Romano Prodi, l'Europe d'aujourd'hui n'est pas celle des années 30.
Jean QUATREMER
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Arena di Verona
13/02/2004  

Un mostro come padre
Medico ad Auschwitz, sterminò migliaia di bambini ebrei
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Il Corriere della Sera
27/01/2004  

Viaggio nel dolore, insieme ad Auschwitz arabi ed ebrei
L’INIZIATIVA / Il lavoro del Centro di documentazione ebraica di Milano e la visita ai luoghi dell’Olocausto: conoscersi attraverso lo specchio della sofferenza
Francesco Alberti (ha collaborato Giovanna Roseghini)
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L'unità
27/01/2004  

La mia scelta: ricordare i più ignoti
Di cosa si ha memoria nel “giorno della memoria”?
Michele Sarfatti
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Il Giorno
25/01/2004  

La voce degli innocenti nel lager della memoria
Giorgio Acquaviva
leggi tutto

La Gazzetta dello Sport
25/01/2004  

Il campione morto ad Auschwitz
Anche lo sport fu complice dell'inferno
Valerio Piccioni
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Diario
23/01/2004  

Una foto all'improvviso
Marcello Pezzetti
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Diario
23/01/2004  

Le Istruttorie
Subito dopo la guerra le potenze vincitrici sottoscrissero un accordo che consentisse di perseguire i criminali nazisti.
Così nelle aule dei tribunali arrivò ufficialmente l’orrore
Liliana Picciotto
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Diario
23/01/2004  

La Shoah e i suoi numeri
Come e perché si è cominciato a usare questa parola ebraica che è poi diventata di uso comune. Quante sono e come si computano le vittime dello sterminio attuato dai nazisti
Michele Sarfatti
leggi tutto

La Gazzetta del Mezzogiorno
21/01/2004  

Antiebraica. L'Italia non per caso
Vito Antonio Leuzzi
leggi tutto

la Repubblica
21/01/2004  
pagina:  VI

LA CURIOSITÀ La mensa benefica per i bimbi in fuga
Non firmato
leggi tutto

la Repubblica
21/01/2004  
pagina:  VIII

Il miracolo della scuola ghetto, in cattedra professori scienziati
Zita Dazzi
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Il Messaggero
16/01/2004  

IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE: «Da noi aggressioni verbali, non fisiche»
Non firmato
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la Repubblica Provincia di Como
16/01/2004  

Revisione storica: troppa resistenza
Scaffale
L’amore rende l’uomo fragile
Storia/ Diatriba tra esperti sul transito di convogli da Chiasso
Treni di ebrei mistero svizzero
l’accusa «Revisione storica: troppa resistenza»
Carla Colmegna
leggi tutto

L'Unità
10/01/2004  
pagina:  15

L'antisemitismo cresce con i pregiudizi su Israele
Umberto De Giovannangeli
leggi tutto

Il Corriere della Sera
02/01/2004  
pagina:  15

Ebrei italiani e Shoah Aiutiamo a ricordare
«Il Centro di documentazione ebraica di Milano cerca fondi per un libro sui tanti che li salvarono»
LA LETTERA
Arrigo Levi
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La Repubblica, Il Corriere della Sera
31/12/2003  

Raid contro l’Opera Nomadi
Prima dell’irruzione la sede di via De Pretis a Milano era già stata danneggiata
Incendiato l’archivio, arredi distrutti e scritte naziste: non vi vogliamo
Vari
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Il Corriere della Sera
27/12/2003  
pagina:  14

Shoah, a Milano l' archivio che racconta l'orrore
Anche Spielberg e Benigni si sono rivolti al centro di documentazione ebraica più importante d' Italia
NEOILLUMINISMO. MILANO E LE ISOLE DI ECCELLENZA
Gian Guido Vecchi
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“Creatività ed ebraismo”: il tema del premio fotografico CDEC
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Bollettino della Comunità Ebraica di Milano
 
pagina:  p. 41

Vent’anni da pari a pari. L'Intesa tra Stato Italiano e Comunità ebraiche
Aurelio Ascoli
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EBREI: GATTEGNA, INTESA CON STATO CELEBRA COSTITUZIONE
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Le parole di Pio XII
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recensione l'alba
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Rivista on line del CDEC
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Ultimo aggiornamento:  23/04/2018 - Sito aggiornato tramite "Faidate" CMS by tokenstudio s.n.c.    [ Login ]