Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC ONLUS  via Eupili, 8 - 20145 Milano  CF: 97049190156  IVA: 12559570150  Telefono 02.31.63.38; 02.31.60.92  Fax: 02.33.60.27.28
           

 

 

 

 

 

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Fondazione CDEC

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Mostra sulla Shoah in Italia

I Nomi della Shoah Italiana

Ebrei stranieri internati in Italia (1940-1943). Indice generale

Catalogo della Biblioteca / Library Catalogue

Quest. Issues in Contemporary Jewish History

Osservatorio antisemitismo

 

 

 

RASSEGNA STAMPA 17/07/2018

Bollettino della Comunità ebraica di Milano
01/01/2011  
pagina:  25

Una donna da ricordare
Eloisa Ravenna, che fece grande il CDEC
Liliana Picciotto
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L'Unione informa
09/06/2010  

Un’immagine per il contributo ebraico alla vita del paese
Rossella Tercatin
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Bollettino della Comunità ebraica di Milano
06/06/2010  

“Creatività ed ebraismo”: il tema del premio fotografico CDEC
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Corriere della Sera
01/06/2010  
pagina:  39

Avvenne nel ’42 in Bielorussia
Liliana Picciotto
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L'Unione informa
10/05/2010  

Qui Milano – Come cambia l’antisemitismo
Rossella Tercatin
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L'Unione informa
23/04/2010  

Qui Milano - La rassegna cinematografica del Cdec. Non solo memoria, ma anche cultura contemporanea
Rossella Tercatin
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Moked.it
20/04/2010  

"Quest" la nuova rivista della Fondazione CDEC
Lucilla Efrati
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Moked.it
20/04/2010  

Gli ebrei negli anni del Fascismo
Lucilla Efrati
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Corriere della sera
16/04/2010  
pagina:  55

I volenterosi alleati di Hitler
Michele Sarfatti
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Corriere della sera
16/04/2010  
pagina:  55

Rivista on line del CDEC
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Il Piccolo
19/03/2010  

Gli orrori del campo di concentramento di Fossoli
Marco Coslovich
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L'Unione informa
12/03/2010  

Memoria - Visitare il campo di Auschwitz. La responsabilità di aiutare a comprendere
Michele Sarfatti
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L'Unione informa
05/03/2010  

Qui Torino – Italiani brava gente, ma non sempre
Manuel Disegni
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Bollettino della Comunità ebraica di Milano
01/03/2010  
pagina:  35

I volti della memoria
La "Yad Vashem italiana": un progetto di archivio digitale di fotografie on line
Aurelio Ascoli
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Bollettino della Comunità ebraica di Milano
01/03/2010  
pagina:  28-29

Indifferenza. Il male è libero di agire
Ebrei italiani traditi e consegnati ai tedeschi; da Fossoli ad Auschwitz, nel pozzo dell’angoscia
Alessandro Dusio Schapira
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Bollettino della Comunità Ebraica di Milano
01/02/2010  
pagina:  41

Un nuovo successo della Fondazione CDEC
Aurelio Ascoli
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East
01/02/2010  
pagina:  130-135

Quegli ebrei nel campo di Fossoli. Intervista a Liliana Picciotto
Marina Gersony
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Pagine ebraiche
01/02/2010  
pagina:  26

Quell’ordine del papa non è una questione di fede
Michele Sarfatti
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Pagine ebraiche
01/02/2010  
pagina:  26

Pio XII, lasciamo che a parlare sia la storia
Liliana Picciotto
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L'Unione informa
31/01/2010  

Per combattere il pregiudizio, l'emotività dei media non serve
Guido Vitale
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Osservatore romano
27/01/2010  
pagina:  5

Nessuno si chiedeva perchè
Gaetano Vallini
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Gazzetta di Bari
27/01/2010  
pagina:  24

Gli ebrei di Albania. Il popolo ora ha un nome
Maria Grazia Rongo
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Corriere della Sera
27/01/2010  
pagina:  32

Fossoli, i repubblichini nel cono d’ombra dell’Olocausto ebraico
Antonio Carioti
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Vanity Fair
27/01/2010  
pagina:  43

L’amore italiano non la salvò da Auschwitz
Intervista a Liliana Picciotto
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Il Tirreno
24/01/2010  
pagina:  6

Shoah, i volti nel sacrario web
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Gazzetta di Bari
23/01/2010  
pagina:  16

Gli ebrei in Albania e la Shoah
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L'Espresso
22/01/2010  
pagina:  64-67

Quella Italia complice dell’Olocausto
Gianluca De Feo
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Corriere fiorentino
20/01/2010  

I volti della Shoah
Mauro Bonciani
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Corriere della Sera
19/01/2010  

I sorrisi dei bambini prima del lager
Gian Antonio Stella
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Bollettino della Comunità Ebraica di Milano
01/12/2009  
pagina:  41

Shoah: un progetto comune per gli archivi
Aurelio Ascoli
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Moked.it
10/11/2009  

Vent’anni dalle Intese - Giorgio Sacerdoti, una lezione sempre valida
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Ansa
09/11/2009  

EBREI: GATTEGNA, INTESA CON STATO CELEBRA COSTITUZIONE
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Bollettino della Comunità Ebraica di Milano
06/11/2009  
pagina:  39

Leah Rabin e il Libro della Memoria. La preziosa opera del CDEC a Milano
Aurelio Ascoli
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Mosaico.it
04/11/2009  

Vent’anni da pari a pari. L'Intesa tra Stato Italiano e Comunità ebraiche
Ester Moscati
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L'Unione informa
03/11/2009  

Vent'anni dalle Intese - Il convegno
Adam Smulevich
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Shalom
01/11/2009  
pagina:  31

Approvata la legge che finanzia il CDEC
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Corriere della Sera
16/09/2009  
pagina:  Lettere al Corriere

Tutti frutti
Dopo l’attacco a Giorgio Israel, la tentazione di ronde elettroniche anti-razzismo
Gian Antonio Stella
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Moked.it
14/09/2009  

Giornata della Cultura Ebraica – Ritratti di riti e tradizioni millenarie in un concorso fotografico promosso dal CDEC
Rossella Tercatin
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L'Unione informa
14/05/2009  

Il ruolo dell'ebraismo italiano
Rossella Tercatin
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Mosaico
14/05/2009  

Il comune senso del pregiudizio
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Antisemiti che adorano Israele, intellettuali che disprezzano i Rom. Sono gli estremi paradossi dei molteplici volti del pregiudizio, del razzismo e dell’intolleranza xenofoba. Se ne è parlato in una sala gremita all’incontro “Il comune senso del pregiudizio” organizzato dalla Fondazione CDEC, per presentare due ricerche, l’una condotta da Renato Mannheimer (Una nuova tipologia di pregiudizio antiebraico) per conto del CDEC e l’altra da Tommaso Vitale (Le rappresentazioni dello zingaro: continuità e mutamento). Hanno dialogato con i due ricercatori Gad Lerner, Milena Santerini e Gian Antonio Stella, introdotti dal presidente della Fondazione CDEC Giorgio Sacerdoti.

Tommaso Vitale, ricercatore di Sociologia all’Università di Milano Bicocca dove insegna Scienza politica e sviluppo locale, ha presentato dati inquietanti e per certi versi inattesi: l’idea che la convivenza con gli zigani sia pressoché impossibile è propria delle persone più colte della società italiana, con il più alto tasso di istruzione, lettori di giornali e interessati alla vita politica del Paese. Sono invece le persone più umili, abitanti in città meno popolose, più vicine al mondo rurale che pensano ad una convivenza possibile. Forse in loro non si è del tutto cancellata la memoria storica di un tempo in cui l’arrivo degli zingari era una festa di paese e un’occasione di scambio e collaborazione: quando gli zingari, divisi nelle loro molte “nazioni”, con tradizioni e anche religioni diverse, diverse abilità e mestieri, erano giostrai, carpentieri, artisti del rame, e giravano ancora di città e paesi come facevano in Italia da centinaia d’anni. Cittadini del mondo ma anche italiani da generazioni. Nelle campagne ferravano i cavalli, che domavano con abilità. Altri gruppi erano famosi per la forgiatura di utensili, ma anche per riparare i caldai di rame, un bene prezioso di tante famiglie contadine. “In Italia sono molti di più di quanto si pensi” dice Vitale. “Non è così facile per loro dichiarare la propria appartenenza al popolo Rom, o Sinto, o Zigano, parlando con i gaji (non zingari- non ricorda qualcosa agli ebrei? ndr)”. È stato solo a partire dagli anni Settanta che gli zingari, ghettizzati nei campi nomadi ai margini delle città in condizioni degradanti, hanno iniziato a costituire un "problema".

Giorgio Sacerdoti ha ricordato in apertura che "Schiavi fummo nel Paese d'Egitto" e il Signore nel Decalogo si presenta come nostro Liberatore, ammonendoci a non dimenticare mai la condizione di straniero che abbiamo vissuto. E a lui si è riallacciato nel suo intervento Gad Lerner, ricordando quando Rav Arbib, rabbino capo della Comunità di Milano, invitò in Sukkà alcuni rappresentanti di un campo nomadi appena sgomberato dalla forza pubblica. "Un momento in cui sono stato orgoglioso di appartenere alla Comunità"

Tommaso Vitale: “Come ti sentiresti a sapere che il tuo vicino di casa è un rom?”: è questa la domanda che l’Eurostat ha posto un anno fa, a cavallo fra febbraio e marzo, a 26.746 cittadini dei 27 Stati dell’Unione Europea, di cui 1.046 in Italia. E’ un quesito tipico degli studi sul pregiudizio e la xenofobia. Una questione che chiede di ragionare a partire da sé, di fare i conti con le proprie sensazioni, finalizzata a misurare il comfort – come dicono gli inglesi - nei confronto di un gruppo specifico. Se ne ricava un indice che permette di ordinare i Paesi su una scala ordinata da 1 a 10, in cui i punteggi più alti sono quelli degli Stati in cui la maggior parte dei cittadini si sente a proprio agio con i gruppi zigani. Polonia, Svezia e Francia sono ai primi posti, l’Italia e la Repubblica Ceca sono agli ultimi posti. Nel campione italiano solo il 14% si sente pienamente a proprio agio all’idea di avere un vicino di casa “zingaro”, e solo il 5% dichiara di avere un rapporto personale con almeno un rom o un sinto.
E’ solo l’ennesimo dato che conferma ciò che è ampiamente noto nella letteratura scientifica sulle dinamiche dell’opinione pubblica e il razzismo. Sappiamo che un pregiudizio anti-zigano è diffuso in tutta l’Europa e che a partire dagli anni ‘90 è diventato più forte in Italia rispetto altri Paesi europei. Soprattutto, negli ultimi dieci anni il tasso di ostilità verso gli zigani è cresciuto in maniera molto più rapida e intensa che nelle altre nazioni. Certo, negli ultimi anni le indagini demoscopiche ci dicono che il sentimento di ostilità si è accresciuto nei confronti di tutti gli “stranieri”, a prescindere dai loro luoghi di provenienza. Tuttavia…
In primo luogo occorre ricordare che molti gruppi rom e sinti non sono gruppi immigrati, ma sono di cittadinanza italiana, presenti nella vita sociale del nostro paese da centinaia di anni.
In secondo luogo, l’aumento dell’ostilità nei confronti dei rom e dei sinti è giunto ad un livello sconcertante, per cui solo il 6,7% degli italiani gagi (non rom) dichiara di non avere ostilità nei confronti di questi gruppi. Se paragonato ai filippini, che invece godono della simpatia del 64,9% della popolazione (sebbene questa percentuale fosse molto più alta, al 77,7%, nel 1999), ci accorgiamo che il trend di ostilità ha spinto i rom in una zona di ostilità sociale che dà le vertigini.
In terzo luogo, l’ostilità nei confronti dei rom pur avendo alcuni picchi di diffusione in tutto il territorio nazionale, si caratterizza attraverso mobilitazioni molto locali. Certo, questo fa parte della dinamica del panico morale, che parte sempre dall’avversione verso un gruppo situato in un contesto locale molto ristretto, di cui si stigmatizzano i comportamenti, generalizzandoli all’insieme della popolazione identificata. Queste mobilitazioni non sono mai “spontanee”: sono appunto mobilitazioni cioè azioni collettive, organizzate da “imprenditori”, in cui gli attori coinvolti sollevano dei problemi locali e li rendono pubblici, interagendo con autorità e politiche pubbliche e perseguendo uno o più obiettivi condivisi. Vi sono soggetti che intraprendono un’azione intenzionale, reperendo risorse che mettono a disposizione per organizzare e sostenere una mobilitazione. Non a caso, con riferimento alle mobilitazioni, spesso si parla di imprenditori politici, o di imprenditori morali (spesso sono partiti o comunque soggetti organizzati e strutturati). L’osservazione analitica della presenza di imprenditori della mobilitazione è importante perché permette di non presupporre che il pregiudizio anti-zigano si traduca direttamente e senza mediazioni in azioni ostili.
Quarto: i dati di un indagine ISPO condotta su un panel di 2.171 casi in Italia nel giugno 2007 mostrano come i sentimenti di ostilità siano ampiamente trasversali alle classi sociali e agli orientamenti politici, con piccole differenze, e che –paradossalmente– crescano al crescere del titolo di studio. Il dato va interpretato, ovviamente, perché il titolo di studio in questo caso costituisce una variabile spuria: l’aumento del pregiudizio è un effetto di età. Più si è giovani (più, quindi, il proprio titolo di studio è alto), più aumenta l’ostilità verso i rom e i sinti. Le persone più anziane, invece, sono meno spaventate e conservano memoria di momenti positivi di interazione e complementarietà economica fra questi gruppi e le società urbane e rurali di cui è composta l’Italia.
Perché si è persa la memoria della presenza di gruppi zigani nel cuore stesso delle società italiane? L’ipotesi più accreditata è da ricondurre alle politiche di estrema segregazione con cui è stato gestito il cosiddetto “problema nomadi” in molte città prima del Nord e poi del Centro Italia a cavallo fra gli anni ’70 e gli anni ’80, in assenza di un quadro regolativo comune di coordinamento a livello nazionale. La scelta è stata quella di attrezzare delle aree di sosta in luoghi periferici, marginali e invisibili delle città e di fare confluire e coabitare gruppi itineranti e gruppi stanziali: è stata l’invenzione, solo italiana, del “campo nomadi”. Nel corso degli anni questi luoghi segregati hanno costituito una trappola per molti gruppi, da cui solo pochi sono riusciti a uscire. Luoghi visti con ostilità, hanno contribuito a costruire un’immagine caricaturale dei gruppi zigani, e a costruire lo stereotipo dell’eterno straniero, ri-attivando l’immaginario stereotipico del XIX e XX secolo. Negli anni ’90 i campi sono diventati uno strumento di politiche locali usato inerzialmente nei confronti anche di gruppi zigani di nuova immigrazione, che scappavano dalle guerre balcaniche. Molte città si sono limitate a un modello di politica locale molto scarno e controproducente, basato sul connubio perverso fra “campo nomadi & sgomberi ciclici”, in cui la scelta di costituire grandi campi segregati ha spinto verso la moltiplicazione degli sgomberi forzati. L’inferiorizzazione dei rom, la loro relegazione spaziale, la loro stigmatizzazione come stranieri (a prescindere dalla loro cittadinanza) pericolosi da contrapporre agli immigrati laboriosi sono state perseguite come mezzi attraverso cui è stata governata la città e gestito il consenso.
L’esito è stato un effetto di de storicizzazione. La perdita della memoria è strettamente correlata all’aumento del pregiudizio. Meccanismi di diffusione della protesta e di certificazione di questa da parte di molte autorità municipali hanno fatto il resto.


Renato Mannheimer:
L’altro da sè
L’indagine sul pregiudizio effettuata in un clima sociale condizionato dalla crisi economica e dall’immigrazione extracomunitaria evidenzia preoccupazioni in termini di sicurezza sociale e in termini di identità culturale: gli italiani sentono minacciata la propria identità e, per certi versi il proprio futuro.
Le risposte alle domande sugli immigrati extracomunitari, i mussulmani e gli zingari mostrano il permanere di stereotipi.

Ebrei: conoscenza personale e stereotipi culturali
L’84% della popolazione non conosce personalmente alcun ebreo, il 15% circa dichiara di averne conosciuti alcuni e solo lo 0,9% sostiene di conoscerne molti. Fra chi dichiara di aver conosciuto degli ebrei – non importa se pochi o molti - sono sovrarappresentati i titoli di studio più alti, le libere professioni e gli abitanti di Roma, Milano e Torino, sedi delle più importanti comunità ebraiche italiane.
A parte quindi un 16% di italiani che conosce gli ebrei anche attraverso l’esperienza diretta, per la grande maggioranza la conoscenza degli ebrei è una conoscenza mediata. Il ruolo cardine in questo processo di mediazione è svolto dai grandi mezzi di comunicazione di massa come tv, radio, cinema. Alla domanda sulla numerosità degli ebrei in Italia oltre la metà degli intervistati (56,3%) non sa rispondere, mentre il 19,5% sovrastima la presenza ebraica (da più di 100.000 fino a oltre un milione).

Ebrei e stereotipi
Pochi conoscono personalmente gli ebrei ma molti se li immaginano.
Per il 27% degli intervistati l’omogeneità del gruppo ebraico è significativa in rapporto agli aspetti economico-politici, una omogeneità per così dire “corporativista”. Il 16,9% enfatizza l’omogeneità degli ebrei in termini specificamente culturali: si tratta del gruppo dalle dimensioni più ridotte che significativamente non è propenso a riconoscere agli ebrei una particolare influenza dal punto di vista sociale ed economico nella vita del Paese. Il 27 % tende a considerare “gli ebrei” un gruppo marcatamente omogeneo rispetto a tutti i criteri proposti (classe sociale, istruzione, reddito, tendenza a isolarsi) L’ultimo gruppo (29,2%) infine non ritiene gli ebrei un gruppo particolarmente omogeneo, da nessuno dei punti di vista considerati.
Opinioni e atteggiamenti verso gli ebrei
Agli intervistati è stato chiesto di esprimere un livello di accordo con 16 affermazioni relative agli ebrei: alcune rimandano al pregiudizio classico, altre al pregiudizio moderno, altre riguardano il pregiudizio contingente, legato a Israele
Una percentuale molto elevata - talvolta superiore alla metà del campione - non concorda né dissente con le affermazioni proposte. Questa area è correlata alla scarsa conoscenza del tema. Un primo interesse dei risultati risiede nell’individuazione, all’interno della batteria di affermazioni, di una sottostruttura interna al pregiudizio formata da tre differenti tipologie di pregiudizi.
- La prima riunisce i classici stereotipi antiebraici, quelli che tendono a sottolineare la distanza sociale che separa gentili ed ebrei, descrivendo questi ultimi come gente diversa e un po’ infida. Si tratta di item che, nel loro complesso, propongono un’immagine ebraica che affonda le sue radici in un epoca, il medioevo cristiano, in cui gli ebrei erano per lo più un gruppo alieno rispetto al resto della cittadina. Questa tipologia di pregiudizio di tipo classico raggruppa le seguenti proposizioni
­ Gli ebrei non sono italiani fino in fondo
­ Non ci si può mai fidare del tutto degli ebrei
­ Sotto sotto gli ebrei sono sempre vissuti alle spalle degli altri

- La seconda tipologia riguarda gli stereotipi moderni, quelli che richiamano un’idea d’ebreo formatasi principalmente dopo la rivoluzione francese, in cui il problema principale non è più la presunta diversità ebraica (diversità che dopo la rivoluzione aveva iniziato a farsi sempre meno evidente), bensì il supposto potere di cui gli ebrei avrebbero cominciato a disporre, unito all’ambiguità dei loro legami identitari e di fedeltà. Questa tipologia di pregiudizio di tipo moderno raggruppa le seguenti affermazioni
­ Gli ebrei controllano i mezzi di comunicazione in molti paesi del mondo.
­ Gli ebrei riescono sempre ad avere un potere politico sproporzionato,
­ Gli ebrei muovono la finanza mondiale a loro vantaggio,
­ Gira e rigira i soldi sono sempre in mano agli ebrei
­ Gli ebrei sono più fedeli verso lo Stato d’Israele che verso il loro Paese

- La terza tipologia, infine, riguarda i nuovi pregiudizi, il pregiudizio di tipo contingente che rimanda alle due più recenti dimensioni dell’identità ebraica: quella collegata al ricordo della Shoah e quella che concerne i legami con lo Stato d’Israele:
­ Gli ebrei si sono trasformati da un popolo di vittime in un popolo di aggressori
­ Gli ebrei fanno ai palestinesi quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei
­ Gli ebrei approfittano dello sterminio nazista per giustificare la politica d’Israele
­ Gli ebrei parlano troppo delle loro tragedie e trascurano quelle degli altri

L’analisi dei dati ci ha permesso di suddividere il campione in 6 gruppi distinti, ciascuno dei quali mostra atteggiamenti peculiari nei confronti di ciascun tipo di pregiudizio.
Tre di questi gruppi mostrano lo stesso atteggiamento rispetto a tutte e tre le tipologie di pregiudizio: i “neutrali”, che rappresentano circa 43% della popolazione, e che tendono a non prendere una posizione pronunciata su nessun tipo di pregiudizio; i “senza pregiudizi” (12,5%) che respingono con forza tutte le tipologie di pregiudizi mentre gli “antisemiti” (12,4%) mostrano di condividerle tutte con altrettanta convinzione.
Gli altri tre gruppi hanno dimensioni ridotte (10-11% ciascuno), ma risultano particolarmente interessanti in virtù del loro atteggiamento “ambivalente”. I membri di questi condividono infatti solamente alcune tipologie di pregiudizio respingendone altre. Il primo, gli “ambivalenti di tipo classico”, è composto da persone che tendono a fare propri i pregiudizi classici, sono mediamente neutrali su quelli moderni mentre respingono i tipi di pregiudizi contingenti. Un’altro, “gli ambivalenti di tipo moderno”, respingono quelli delle altre due tipologie. “Gli ambivalenti di tipo contingente”, infine, si mostrano neutrali rispetto ai moderni e respingono con forza quelli classici. Questi gruppi, oltre a distinguersi per un diverso atteggiamento nei confronti degli ebrei, mostrano anche profili sociodemografici e ideologici fortemente caratterizzati. Nel gruppo che possiede unicamente i pregiudizi di tipo classico, ad esempio, vi è una presenza più che proporzionale di persone di destra, legate alle tradizioni religiose, con forti pregiudizi nei confronti delle altre minoranze e con un giudizio positivo nei confronti dello Stato d’Israele.
Il gruppo soggetto principalmente ai pregiudizi contingenti, al contrario, vede una presenza più che proporzionale di persone di sinistra, laiche, laureate, con meno pregiudizi rispetto alle altre minoranze e con un giudizio negativo verso lo Stato d’Israele.
Interessante anche la composizione di chi condivide tutti i pregiudizi, dove si registra una presenza più che proporzionale sia delle persone di estrema sinistra che di quelle di estrema destra.
Da quest’analisi dunque, il pregiudizio antiebraico emerge quale fenomeno multiforme e complessivamente trasversale e non più come conseguenza di una mentalità o atteggiamento xenofobo.
E’ vero ad esempio che oggi un pregiudizio di matrice xenofoba colpisce gli ebrei in maniera decisamente inferiore rispetto a quanto non colpisca altre minoranze (rom, islamici, extracomunitari ecc). E’ altrettanto vero però, che il calo “dell’antiebraismo xenofobo” rischia di essere ampiamente rimpiazzato dalla nascita di tutta una serie di nuovi stereotipi, che poco hanno a che fare con la xenofobia, ma che non per questo devono venir tenuti in minor considerazione. Pregiudizi espressi da persone decisamente più laiche, progressiste, aperte alla diversità etnico-culturali, che si autocollocano all’estrema sinistra e con meno stereotipi nei confronti delle altre minoranze rispetto alla media della popolazione.
L’indagine è stata effettuata da Ispo su un campione di 2156 casi - metodo CAPI


La Fondazione Cdec

La Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – CDEC onlus è un istituto storico culturale indipendente e senza fini di lucro, con personalità giuridica, riconosciuto con DPR 4 aprile 1990, con sede a Milano. Nel 1955, in occasione del decimo anniversario della Liberazione e della fine della Repubblica sociale italiana e dell’occupazione nazista, la Federazione giovanile ebraica d’Italia costituì il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – CDEC, avente per scopo, secondo il suo primo Statuto del 1957, «la ricerca e l’archiviazione di documenti di ogni tipo riguardanti le persecuzioni antisemite in Italia e il contributo ebraico alla Resistenza» e la loro divulgazione. Nel 1986, dopo vari ampliamenti, il CDEC si è costituito in Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – CDEC: un istituto indipendente posto sotto l'egida dell'Unione delle comunità ebraiche italiane. «La Fondazione non ha scopo di lucro. L’attività della Fondazione consiste nel promuovere lo studio delle vicende, della cultura e della realtà degli Ebrei, con particolare riferimento all’Italia ed all’età contemporanea, assicurando la raccolta di ogni relativa documentazione. Tramite la sua attività la Fondazione intende contrastare ogni forma di razzismo e antisemitismo, anche al fine di promuovere la tutela dei diritti civili al riguardo. La Fondazione conserva nel tempo, tramite le sue strutture e la sua attività, la memoria della persecuzione antiebraica fascista e nazista. Il materiale acquisito dalla Fondazione di interesse storico, archivistico, bibliografico è patrimonio inalienabile dell’ebraismo italiano». Oggi la Fondazione CDEC costituisce il principale punto di riferimento per lo studio degli ebrei in Italia nell’età contemporanea, per la ricerca sul periodo della persecuzione fascista e nazista, per il monitoraggio dell’antisemitismo, per la diffusione della storia e della presenza culturale degli ebrei nel mondo. La Fondazione CDEC è articolata in cinque settori principali: Biblioteca, Archivio storico, Videoteca, Archivio fotografico, Archivio del pregiudizio. L’Archivio del pregiudizio e dell’antisemitismo contemporaneo con il suo Osservatorio ha il compito di indagare, documentare e studiare il pregiudizio e l’antisemitismo in Italia. La documentazione raccolta costituisce la base di lavoro dell’Osservatorio sul pregiudizio antiebraico contemporaneo in Italia che cura un sito internet, (www.osservatorioantisemitismo.it ) per monitorare in tempo reale il pregiudizio antisemita. La struttura del sito comprende: una sezione per la conoscenza di base del fenomeno; tre sezioni geografiche (Italia, Paesi europei, Paesi extraeuropei). Ciascuna di esse fornisce informazioni relative agli episodi di antisemitismo e alle conseguenti iniziative di contrasto del fenomeno.

 

Moked.it
13/05/2009  

Esperienza ebraica e comune senso del pregiudizio
Rossella Tercatin
leggi tutto

Il Sole 24 Ore
26/04/2009  

Ma Pio XII non firmò
MIchele Sarfatti
leggi tutto

Moked.it
24/04/2009  

25 aprile - I mille ebrei italiani che combatterono per la libertà
leggi tutto

Gazzetta di Parma
26/03/2009  

Quelle voci riaffiorate dai campi di sterminio
Pubblicato da Einaudi «Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto»
Rita Guidi
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L'Unione informa
23/03/2009  

Qui Milano - Il cinema di Israele
Rossella Tercatin
leggi tutto

La Provincia di Lecco
17/03/2009  

Quante sorprese dal nuovo cinema israeliano
Non stop fino a giovedì allo Spazio Oberdan con le pellicole di giovani registi di talento.
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La Repubblica
14/03/2009  

Il nuovo cinema israeliano combatte per un paese normale
Una società che si reinventa ogni giorno dove l´età media degli abitanti è di 30 anni. Storie quotidiane di amore e di amicizia sullo sfondo di un conflitto permanente Anna Momigliano, una giovane reporter milanese che conosce bene la nazione, raccon
Sara Chiappori
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Avvenire
12/03/2009  

Un Israele da vedere
Dal 14 al 19 marzo allo Spazio Oberdan una serie di filmati dedicati a un Medioriente mai visto
Alberto Figliola
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Il Giorno
12/03/2009  

Rassegna Nuovo Cinema Israeliano 2010
Intervista a Anna Momigliano
Silvio Danese
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Mosaico
09/03/2009  

Amore, guerra e voglia di futuro
Seconda Rassegna del Cinema Israeliano
leggi tutto

La Repubblica
12/02/2009  
pagina:  Pagina 9 - Interni

"Lerner a Maroni "odio razziale a radio padania""
Il caso Lerner a Maroni "Odio razziale a Radio Padania" A giudizio un giornalista. Il Viminale: "Saremo parte civile"
leggi tutto

Il Messaggero
12/02/2009  

Quando legge nella lista dei 96 professori ebrei cacciati dalle università ...
FRANCESCA NUNBERG
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Mosaico
09/02/2009  

Parole di testimonianza » Intervista a Marcello Pezzetti.
Sara Pirotta
leggi tutto

Moked.it
03/02/2009  

Memoria 10 – “Il libro della Shoah italiana”. Lo sguardo dei perseguitati e il loro sentire
Liliana Picciotto
leggi tutto

Moked.it
03/02/2009  

Memoria 9 – Marcello Pezzetti: “In Italia manca ancora una presa di coscienza”
Rossella Tercatin
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Il Piccolo di Trieste
03/02/2009  

"Marcello Pezzetti: racconto la shoah italiana"
OGGI PRESENTAZIONE DEL LIBRO PUBBLICATO DA EINAUDI Marcello Pezzetti: «Racconto la Shoah italiana» Le testimonianze di oltre cento ebrei deportati, tra cui molti triestini
Daniela Gross
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Mosaico
29/01/2009  

Il Libro della Shoah Italiana
Presentazione al Teatro Dal Verme di Milano de: IL LIBRO DELLA SHOAH ITALIANA I racconti di chi è sopravvissutodi Marcello Pezzetti, Einaudi editore
Pia Jarach
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Il Giornale
27/01/2009  
pagina:  8

Quei cento racconti dai sopravvissuti della Shoah italiana Al Dal Verme
il Centro studi di ebraismo presenta un’inedita raccolta di testimonianze.
Marina Gersony
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Corriere della Sera
26/01/2009  

Antisemiti, in Italia sono il 12 per cento
Il 56% è estraneo ai pregiudizi contro gli ebrei nel restante 44% restano tracce di ostilità
Renato Mannheimer ( Ha collaborato Leone Hassan)
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Moked.it
23/12/2008  

Il Cdec di Milano presidio insostituibile
Rossella Tercatin
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La Repubblica
23/12/2008  
pagina:  54 -Cultura

Il fondo Israel Kalk pubblicato dal Cdec Il lager di Ferramonti sul web
"il lager di ferramonti sul web"
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La Repubblica
19/12/2008  
pagina:  44 - Cultura

Così l'italia esportò le leggi antisemite
L´influenza internazionale del fascismo nella campagna contro gli ebrei Così l´Italia esportò Le leggi antisemite Budapest e Bucarest, Tirana e la Spagna di Franco. Sono diversi i paesi che guardarono al modello italiano. Un terreno ancora da esp
Michele Sarfatti
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Moked.it
19/12/2008  

Chiesa e leggi antiebraiche: i punti fondamentali
Liliana Picciotto
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Moked.it
19/12/2008  

L’infamia del 1938: i silenzi e i ripensamenti della Chiesa
Michele Sarfatti
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Corriere della Sera
19/11/2008  
pagina:  Cronaca di Milano pagina 7

«Io, deportato, vi spiego le leggi razziali»
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L'Unità
10/10/2008  

"Pio XII ordinò di salvare gli ebrei?"
Michele Sarfatti
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Corriere della Sera
26/09/2008  
pagina:  55

QUANDO GLI ITALIANI SI SCOPRIRONO ARIANI
In pochi dissero no alle leggi razziali
Michele Sarfatti
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L'Unità
03/09/2008  

"1938, Mussolini segue la strada di Hitler"
Michele Sarfatti
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L'Arena
03/09/2008  

"Sarfatti striglia i giovani Ignoranti sul fascismo"
LA STORIA CHE INSEGNA. Alla cooperativa La Genovesa serie d’incontri sui diritti dell’uomo
Silvia Bernardi
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La Repubblica
01/09/2008  
pagina:  XI

Un museo virtuale della shoah per la giornata della memoria
È visitabile online sul sito Internet del Centro di documentazione ebraica di via Eupili  Un museo virtuale della Shoah per la giornata della Memoria    Fotografie, lettere, documenti sulla persecuzione antisemita a Milano
Zita Dazzi
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ASCA
19/03/2008  

LOMBARDIA: FORMIGONI IN ISRAELE, OMAGGIO AL LUOGO DELLA MEMORIA
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Rassegna stampa on line Regione Lombardia
13/03/2008  

Incontri con Fayyad e Peres, accordi di collaborazione sanitaria e omaggio allo Yad Vashem
"Un ponte di pace", missione di Formigoni in Palestina e Israele
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Il Messaggero
29/01/2008  

In Italia nessuno ha paura di uscire di casa con la kippà, in Francia …
FRANCESCA NUNBERG
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Il Corriere della Sera
18/09/2007  
pagina:  sezione: Cronaca di Milano pag: 7

«Binario 21, entro due anni il Museo della Shoah»
«Fondi in arrivo, ma servono altri due milioni di euro».
Paola D'Amico
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La Repubblica
18/09/2007  

Via al memoriale della Shoah "Un baluardo contro il razzismo"
L'allarme del presidente giovani ebrei: c'è ancora odio
FRANCO VANNI
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Mosaico
17/09/2007  

Memoriale alla Stazione Centrale: siamo alla firma
Ester Moscati
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Il Giorno
16/09/2007  
pagina:  Milano

Memoriale della Shoah, domani la costituzione ufficiale
LA CERIMONIA NELLA SALA REALE DELLA STAZIONE CENTRALE
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La Repubblica
25/07/2007  
pagina:  IX

"Ritirate le bottigliette di hitler - franco vanni"
De Corato LE MIGNON Le mignon con le immagini del fuhrer sparite dopo la denuncia di "Repubblica". De Corato: "Vigileremo sulle vetrine" Ritirate le bottigliette di Hitler Il negozio di souvenir in piazza Scala si scusa con gli ebrei Il Comune
FRANCO VANNI
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La Stampa
19/04/2007  

Ebrei, c'è una velina che discolpa Pio XII
Arrigo Levi
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L'Unità
16/02/2007  

La scelta di Toaff: "Inevitabile il ritiro del suo libro"
DISCUSSIONI Sarfatti, Portelli, Cardini e Ovadia commentano la decisione di togliere dalle librerie il contestato saggio «Pasque di sangue»
Marco Innocente Furina
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Il Messaggero
03/02/2007  

Il Giusto è un segno di speranza, è la persona che non fa perdere la fiducia nell..."
Marco Giovannelli
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La Nuova Ferrara
29/01/2007  
pagina:  7

Rispetto per la verità storica
Il sindaco: sarà il contenitore delle tradizioni di un popolo Si sono mossi i primi passi verso la realizzazione della nuova istituzione
Annarita Bova
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Il Resto del Carlino
29/01/2007  

LA RIVALITÀ con Roma? Dal nostro punto di vista noi non è mai esistita.
STEFANO LOLLI
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Corriere della Sera
27/01/2007  
pagina:  Cronache

L'OLOCAUSTO
Si cercano altri Perlasca nelle storie di chi si è salvato
Gian Guido Vecchi
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Il Mattino
27/01/2007  

Quando gli ebrei divennero razza
«Andremo in città» di Edith Bruck racconta invece l’anti giudaismo
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L'eco di Bergamo
27/01/2007  

"Legge per perseguire chi nega la Shoah? «Proposta senza senso»"
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Giornale di Brescia
25/01/2007  
pagina:  cultura

OGGI A DESENZANO: Convegno su razzismo e persecuzioni antiebraiche durante la Repubblica di Salò 
Lo storico Michele Sarfatti
Enrico Mirani
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L'Unità
17/01/2007  

La Shoah e le case della memoria
Michele Sarfatti
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Corriere della Sera
13/01/2007  
pagina:  Cronaca di Milano

Martedì la visita di Napolitano. Cinquemila metri quadrati dedicati alle testimonianze dei deportati nei campi di sterminio
Immagini e voci della Shoah in Centrale
Maria Grazia Vernuccio
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Il Corriere della Sera
21/09/2006  
pagina:  sezione: Cultura - pag: 49

"ANTISEMITISMO Il Duce non fu razzista fino alla svolta d'Etiopia"
Il convegno
Inizia oggi a Salò e si conclude sabato il convegno «L'intellettuale antisemita», organizzato dal Centro studi e documentazione sulla Rsi.
Tra i relatori, oltre a Belardelli: Renato Moro, Michele Sarfatti, Angelo Ventura, Ales
GIOVANNI BELARDELLI
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Il Messaggero
03/07/2006  

«Italia, antiebraismo aggressivo»  L’Ucei: ma è meno violento che nel resto d’Europa
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ANSA
01/07/2006  

EBREI: ITALIA, ANTISEMITISMO MENO VIOLENTO MA AGGRESSIVO
LO STUDIO SARÀ PRESENTATO A CONGRESSO UCEI
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L'Avvenire
26/01/2006  

OLOCAUSTO
Anche i Giusti entrino nella Storia
Roberto Beretta
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Metro
19/01/2006  

Bimbi ebrei milanesi al tempo della shoa
Una pagella come tante
Andrea Sparaciari
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IL GIORNALE
18/01/2006  
pagina:  Milano cultura

"RAZZA EBRAICA", TIMBRO CONTRO L'UMANITA'
Foto, pagelle, documenti, carteggi e diari: in mostra al museo di Storia contemporanea la persecuzione della comunità italiana negli anni 38-45
Francesca AME
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ANSA
17/01/2006  

SHOAH: MILANO, MOSTRA DOCUMENTA PERSECUZIONE EBREI IN ITALIA
L'INIZIATIVA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA
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Giornale di Brescia
22/09/2005  

Un archivio vivente di memoria e cuore: così lo ricordano gli ebrei d’Italia
DAL GHETTO DI ROMA AL CDEC DI MILANO
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Il riformista
21/09/2005  

Era un figlio della Shoà non un agente del Mossad
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Il Corriere della Sera
10/08/2005  

"È ben vero che la maggior parte degli ebrei sopravvissuti in ..."
 Liliana Picciotto
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La stampa
28/01/2005  

L'eroica vicenda di Andrea Schivo, il Perlasca di Villanova
Secondino a San Vittore morì in campo di concentramento nel 1945 per aver aiutato i prigionieri ebrei. L’EPISODIO E’ VENUTO ALLA LUCE GRAZIE ALLA RICOSTRUZIONE DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE EBRAICA DI MILANO
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Il Corriere della Sera
25/01/2005  
pagina:  Lettere al Corriere

La battaglia di El Alamein
Interventi e repliche
Michele Sarfatti
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Il Corriere della Sera
24/01/2005  
pagina:  commenti

Un saggio in aperto contrasto con le tesi di De Felice
OLOCAUSTO: lo storico Sarfatti: ci fu un accordo Berlino-Salò
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Avanti
26/10/2004  

Quando lo Stato “difendeva” la razza
INAUGURATA AL VITTORIANO LA MOSTRA “DALLE LEGGI ANTIEBRAICHE ALLA SHOAH - SETTE ANNI DI STORIA ITALIANA 1938-1945”
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La Repubblica
20/10/2004  
pagina:  19

"Qui ci sono le radici dell'Europa"
Lo storico Marcello Pezzetti è uno dei massimi esperti di Auschwitz al mondo  "Qui ci sono le radici dell´Europa"
fr. caf.
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Il Corriere della Sera
15/10/2004  
pagina:  Cronaca di Roma

Il «muro del pianto» in Lungotevere Sanzio
LE RICERCHE
P. Br.
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La Repubblica
15/10/2004  
pagina:  XII - Roma

Dalle leggi razziali alla shoah viaggio nell'orrore della storia
Al Vittoriano i documenti sulla persecuzione e lo sterminio degli ebrei  Dalle leggi razziali alla Shoah viaggio nell´orrore della storia    "Dedichiamo la nostra ricerca agli uomini e alle donne strappati dal ghetto di Roma"
CARLO ALBERTO BUCCI
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Il Corriere della Sera
24/09/2004  
pagina:  cultura

Omaggi
Mortara Ottolenghi
Stefano Bucci
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Il Corriere della Sera
12/06/2004  
pagina:  interni

«Era dolce, anche ad Auschwitz. Così ricordo Primo Levi»
Il lavoro del Centro di documentazione ebraica
Raccolte le testimonianze di 120 italiani sopravvissuti all’Olocausto. Saranno pubblicate il prossimo anno
Daria Gorodisky
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Il Corriere della Sera
04/06/2004  

Scandalo ad Auschwitz, scompare il binario dell’Olocausto
Alle ferrovie polacche mancano i soldi per la sorveglianza, e la gente si porta via i materiali pezzo per pezzo
Gian Guido Vecchi
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Liberation
20/02/2004  

Antisémitisme : divergences au séminaire de Bruxelles
Pour Romano Prodi, l'Europe d'aujourd'hui n'est pas celle des années 30.
Jean QUATREMER
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Arena di Verona
13/02/2004  

Un mostro come padre
Medico ad Auschwitz, sterminò migliaia di bambini ebrei
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Il Corriere della Sera
27/01/2004  

Viaggio nel dolore, insieme ad Auschwitz arabi ed ebrei
L’INIZIATIVA / Il lavoro del Centro di documentazione ebraica di Milano e la visita ai luoghi dell’Olocausto: conoscersi attraverso lo specchio della sofferenza
Francesco Alberti (ha collaborato Giovanna Roseghini)
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L'unità
27/01/2004  

La mia scelta: ricordare i più ignoti
Di cosa si ha memoria nel “giorno della memoria”?
Michele Sarfatti
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Il Giorno
25/01/2004  

La voce degli innocenti nel lager della memoria
Giorgio Acquaviva
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La Gazzetta dello Sport
25/01/2004  

Il campione morto ad Auschwitz
Anche lo sport fu complice dell'inferno
Valerio Piccioni
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Diario
23/01/2004  

Una foto all'improvviso
Marcello Pezzetti
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Diario
23/01/2004  

Le Istruttorie
Subito dopo la guerra le potenze vincitrici sottoscrissero un accordo che consentisse di perseguire i criminali nazisti.
Così nelle aule dei tribunali arrivò ufficialmente l’orrore
Liliana Picciotto
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Diario
23/01/2004  

La Shoah e i suoi numeri
Come e perché si è cominciato a usare questa parola ebraica che è poi diventata di uso comune. Quante sono e come si computano le vittime dello sterminio attuato dai nazisti
Michele Sarfatti
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La Gazzetta del Mezzogiorno
21/01/2004  

Antiebraica. L'Italia non per caso
Vito Antonio Leuzzi
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la Repubblica
21/01/2004  
pagina:  VI

LA CURIOSITÀ La mensa benefica per i bimbi in fuga
Non firmato
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la Repubblica
21/01/2004  
pagina:  VIII

Il miracolo della scuola ghetto, in cattedra professori scienziati
Zita Dazzi
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Il Messaggero
16/01/2004  

IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE: «Da noi aggressioni verbali, non fisiche»
Non firmato
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la Repubblica Provincia di Como
16/01/2004  

Revisione storica: troppa resistenza
Scaffale
L’amore rende l’uomo fragile
Storia/ Diatriba tra esperti sul transito di convogli da Chiasso
Treni di ebrei mistero svizzero
l’accusa «Revisione storica: troppa resistenza»
Carla Colmegna
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L'Unità
10/01/2004  
pagina:  15

L'antisemitismo cresce con i pregiudizi su Israele
Umberto De Giovannangeli
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Il Corriere della Sera
02/01/2004  
pagina:  15

Ebrei italiani e Shoah Aiutiamo a ricordare
«Il Centro di documentazione ebraica di Milano cerca fondi per un libro sui tanti che li salvarono»
LA LETTERA
Arrigo Levi
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La Repubblica, Il Corriere della Sera
31/12/2003  

Raid contro l’Opera Nomadi
Prima dell’irruzione la sede di via De Pretis a Milano era già stata danneggiata
Incendiato l’archivio, arredi distrutti e scritte naziste: non vi vogliamo
Vari
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Il Corriere della Sera
27/12/2003  
pagina:  14

Shoah, a Milano l' archivio che racconta l'orrore
Anche Spielberg e Benigni si sono rivolti al centro di documentazione ebraica più importante d' Italia
NEOILLUMINISMO. MILANO E LE ISOLE DI ECCELLENZA
Gian Guido Vecchi
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“Creatività ed ebraismo”: il tema del premio fotografico CDEC
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Bollettino della Comunità Ebraica di Milano
 
pagina:  p. 41

Vent’anni da pari a pari. L'Intesa tra Stato Italiano e Comunità ebraiche
Aurelio Ascoli
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EBREI: GATTEGNA, INTESA CON STATO CELEBRA COSTITUZIONE
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Le parole di Pio XII
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Le parole di Pio XII
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recensione l'alba
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Rivista on line del CDEC
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Ultimo aggiornamento:  17/07/2018 - Sito aggiornato tramite "Faidate" CMS by tokenstudio s.n.c.    [ Login ]