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  Foto da "Kadima. Da Pellestrina alla Terra Promessa", mostra realizzata da Keren Hayesod Italia, Comunità ebraica di Venezia e Fondazione CDEC  
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Fondazione CDEC

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I Nomi della Shoah Italiana

Ebrei stranieri internati in Italia (1940-1943). Indice generale

Catalogo della Biblioteca / Library Catalogue

Quest. Issues in Contemporary Jewish History

Osservatorio antisemitismo

I Linked Open Data: una nuova prospettiva per la Fondazione CDEC

Gli archivi e la biblioteca della Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea conservano il più importante e ampio patrimonio documentario per la storia degli ebrei in Italia nell'età contemporanea (dall'età dell'Emancipazione ai giorni nostri). Le svariate migliaia di documenti, incluse fotografie e registrazioni audio-video, raccolte nel corso degli ormai 60 anni di attività del CDEC documentano, sotto varie forme, la storia degli ebrei in Italia e vengono conservate per la futura memoria dell'ebraismo italiano, come previsto anche dallo Statuto della Fondazione. Fa parte integrante di questa documentazione anche quella raccolta nell'ambito delle attività dell'Osservatorio antisemitismo, relativa alla percezione e all'immagine degli ebrei e di Israele nella società e nell'opinione pubblica italiana contemporanea.
La biblioteca, oltre a una collezione di quasi 30.000 volumi sulla storia e la cultura ebraica in Italia e nel mondo, conserva la più ricca e completa collezione di riviste ebraiche italiane dall'unità d'Italia ai giorni nostri.
La parte più consistente dell'intero patrimonio documentario della Fondazione CDEC riguarda la persecuzione e deportazione degli ebrei dall'Italia. I diari, le lettere, le fotografie lasciate da chi è scomparso, così come le voci e i volti di chi è sopravvissuto, costituiscono oggi la testimonianza forse più vivida e diretta di ciò che fu la Shoah.
Nel suo insieme, il patrimonio della Fondazione CDEC si distingue oltre che per la sua unicità e preziosità, per l'eterogeneità delle tipologie documentarie, e, al contempo, per la sua omogeneità tematica.


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A partire dalla fine del 2012, grazie al sostegno ricevuto con la legge speciale dello Stato n. 155 del 15 ottobre 2009, la Fondazione CDEC ha dato avvio ad un importante progetto per 1) la risistemazione dell'intero suo sistema di archiviazione, 2) la digitalizzazione dei materiali più preziosi o soggetti a deterioramento; 3) la pubblicazione on line delle informazioni inventariali e catalografiche circa il proprio patrimonio.
Ha preso corpo così il progetto per la realizzazione di una Digital Library, la cui prima fase di sviluppo si concluderà alla fine del 2014.

Il progetto

Nell'avviare il progetto della Digital Library, si è delineata sin da subito l'esigenza di una delimitazione dell'area "tematica" di intervento. Rispetto all'ampiezza e complessità dell'intero patrimonio, sia bibliotecario che archivistico, si è deciso di dare la priorità alle risorse sulla storia della Shoah di cui la Fondazione CDEC è senz'altro il principale conservatore in Italia e che costituiscono l'oggetto di maggiore richiesta anche da parte della nostra utenza.

Individuata l'area tematica di lavoro, il passo successivo è stato l'integrazione delle molteplici banche dati in uso in ciascun settore di lavoro - l'archivio storico, l'archivio fotografico, l'archivio degli audiovisivi, la biblioteca.

In questo, la partnership stabilita sin dalle prime fasi di elaborazione del progetto, con Regesta.exe, è stata fondamentale. La proposta infatti di migrare i nostri dati dalla pluralità di software in uso ad un'unica piattaforma (open source) per la gestione dei diversi archivi, come Xdams - già testato e consolidato, in uso presso l'Archivio Centrale dello Stato, l'Accademia di Santa Cecilia, l'Archivio storico della Camera dei Deputati - rispondeva all'esigenza espressa dal CDEC di poter ricercare informazioni e i relativi documenti, con un'unica interrogazione.
L'adozione di Xdams,  la migrazione dei dati e la loro integrazione, nell'arco di circa un anno, ci ha consentito di procedere verso una riunificazione "virtuale" della pluralità degli archivi del CDEC; ciò senza rinunciare all'autonomia di lavoro dei singoli settori e alle specificità che la catalogazione di documenti di nature diverse richiede.
Con questa prima operazione abbiamo così non solo creato un unico punto di accesso ai contenuti descrittivi e alla risorse d'archivio digitalizzati (o native digitali), ma posto e basi per quello che sarà poi il passaggio più importante: la possibilità per gli utenti, con interrogazione per chiavi di accesso (temi, nomi di persona, famiglia, luogo) di trovare informazioni provenienti dalle diverse basi di dati del CDEC.
Ciò sarà possibile sia dalle postazioni informatiche presso la sede del CDEC, sia tramite un nuovo portale web creato ad hoc.
Alla fine del 2014, al termine cioè di questa prima fase si sviluppo del progetto "Digital Library", il nucleo di dati accessibili via web sarà costituito da descrizioni inventariali e catalografiche di vari livelli, e da una scelta di documenti digitalizzati, tutti inerenti la storia della Shoah in Italia: gli inventari di alcuni dei principali fondi d'archivio - il fondo Comitato Ricerche Deportati Ebrei, il fondo Emanuele Artom, la collezione delle carte raccolte dal CDEC fra gli anni '60 e '90 per la ricerca sulla deportazione degli ebrei dall'Italia, per fare qualche esempio. E ancora la collezione delle fotografie degli ebrei deportati, raccolte dalla fine della guerra in avanti, prima dal Comitato Ricerche Deportati Ebrei e dalle singole Comunità ebraiche italiane e poi via via dal CDEC; le testimonianze dei sopravvissuti della Shoah, che il CDEC ha raccolto sin dai primi anni ‘80.
Dallo stesso portale web, tramite motore di ricerca, sarà possibile ottenere anche le informazioni catalografiche su volumi e articoli di riviste dedicati a questi temi, presenti nella biblioteca del CDEC.

I Linked Open Data per la storia della Shoah

Uno degli aspetti più interessanti della collaborazione stabilita con Regesta.exe è stato quello di poter accedere ad una tecnologia e ad un approccio alla fruizione dei dati decisamente avanzata.
L'architettura dell'intero progetto (che comprende anche l'utilizzo della piattaforma openDams) infatti, si basa sull'utilizzo dei Linked Open Data (LOD).
I Linked Open Data, l'approccio alle informazioni che essi consentono, sono riconosciuti oggi come uno dei principali fattori di innovazione del web - e dell'utilizzo dei dati presenti sul web.
I LOD sono essenzialmente una "modalità di pubblicazione": i dati sono strutturati in maniera tale da permettere che i metadati (i dati che "descrivono" i dati...) di ciascun oggetto digitale siano collegati e collegabili ad altri dati e metadati, non tramite hyperlink (come avviene comunemente), ma semanticamente. 

L'importanza dei LOD per lo sviluppo del web e le opportunità di ampliamento della conoscenza che il loro utilizzo porta con sé, è confermata anche dalla centralità che ad essi è stata attribuita dall'Agenda Digitale Europea e, nell'ambito più strettamente culturale, da un progetto come "Europeana".


Il video di Europeana dedicato ai Linked Open Data 

La Fondazione CDEC, grazie a questo progetto, alle competenze e alle tecnologie messe in campo, si trova quindi non solo del tutto in linea con gli istituti e i network culturali più prestigiosi e avanzati, ma anche in una posizione di forte innovazione e capacità innovativa nell'ambito degli istituti di conservazione e ricerca ebraici, sia italiani che internazionali.

In questo, un ruolo di primaria importanza la sta svolgendo anche l'elaborazione di una ontologia sul dominio (inteso come "dominio" di conoscenza) della Shoah - mai realizzata finora. Tale ontologia ha l'obiettivo di descrivere in maniera formale i concetti e le relazioni che caratterizzano e specificano il processo di persecuzione e deportazione degli ebrei dall'Italia fra il 1943 e il 1945. In generale con la realizzazione di questa ontologia si intende fornire, attraverso una rappresentazione il più possibile neutra del processo di persecuzione degli ebrei in Italia, un modello (di vocabolario) utile a descrivere esperienze di persecuzione e deportazione avvenute anche in altri paesi e contesti.
La creazione e il rilascio di questa ontologia, come supporto ai dati già in formato LOD, apre la porta ad innumerevoli opportunità di incrocio e scambio di informazioni pubblicate e rese disponibili nel medesimo formato da altri istituti (in Italia hanno già pubblicato, integralmente o in parte, i loro dati in formato LOD l'Archivio storico della Camera dei Deputati, l'Archivio Centrale dello Stato, la Biblioteca nazionale di Firenze, l'Istituto per i Beni Culturali dell'Emilia Romagna per citarne alcuni).
Le prospettive di sviluppo di ricerca e collaborazione anche su base internazionale, inerenti la storia degli ebrei in Italia e in Europa, e più specificamente la storia delle persecuzioni e dello sterminio degli ebrei, sono aperte e auspicabili, al fine di quell'arricchimento e diffusione della conoscenza che è obiettivo di tutti.

Nel corso del convegno organizzato a Roma da W3C Italia e CNR in occasione dell'International Opendataday (20-21 febbraio 2014, Archivio Centrale dello Stato) e dedicato a "Linked OpenData: where are we?", la Fondazione CDEC e Regesta hanno proposto un paper dal titolo "I Linked Open Data per la storia della Shoah". Nel corso della presentazione è stato descritto il progetto e presentata la versione beta (sperimentale) dell'ontologia sulla Shoah con un primo test di allineamento di dati in formato LOD. Grazie all'amichevole collaborazione dell'Archivio Centrale dello Stato, è stato possibile infatti incrociare i dati degli oltre 8000 nomi delle vittime della Shoah italiana provenienti dalla banca dati del CDEC con i 15.000 della banca dati dell'ACS sugli ebrei stranieri internati in Italia nel 1940-1943. 

Il test mostra come dati in formato LOD, provenienti da banche dati distinte e autonome, siano collegabili fra loro e come dall'analisi dei dati comuni (nel nostro caso, i nomi di un centinaio di ebrei stranieri) emergano informazioni aggiuntive rispetto a quelle note nelle due banche dati di partenza.

 

 

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