Fondazione CDEC Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea

fb

CDEC su Youtube

        
  Foto da "Kadima. Da Pellestrina alla Terra Promessa", mostra realizzata da Keren Hayesod Italia, Comunità ebraica di Venezia e Fondazione CDEC  
    Homepage   |  Contatti   |  Dove siamo   |  English   |  Trova  
           

 

 

 

Fondazione CDEC

Settori di Attività

Amministrazione trasparente


Risorse web

 

CDEC Digital Library

Mostra sulla Shoah in Italia

I Nomi della Shoah Italiana

Ebrei stranieri internati in Italia (1940-1943). Indice generale

Catalogo della Biblioteca / Library Catalogue

Quest. Issues in Contemporary Jewish History

Osservatorio antisemitismo

Il comune di Costa di Rovigo ricorda la famiglia Buchaster

siamo_qui.jpg

 

Il 18 gennaio 2016, a Costa di Rovigo, Liliana Picciotto, presenta il volume Siamo qui solo di passaggio.... La persecuzione antiebraica nel Polesine 1941-1945curato da Alberta Bezzan, collaboratrice del CDEC, e da Maria Chiara Fabian, presidente dell'Associazione Il Fiume di Stienta. 

Il volume racconta racconta le vicende e il destino delle famiglie di ebrei stranieri che le autorità italiane costrinsero al domicilio coatto nei piccoli comuni della provincia di Rovigo.

Martedì 19 gennaio, nel comune di Costa di Rovigo verranno inoltre poste le pietre di inciampo in ricordo della famiglia Buchaster, emigrata dalla Germania a Milano nel 1939 e in seguito internata a Costa.  

Qui di seguito,  la presentazione dell'evento, a cura di Alberta Bezzan. 

Il 19 gennaio alle ore 9 verranno posate a Costa di Rovigo (Rovigo) sei pietre d'inciampo in ricordo degli ebrei catturati in questo paese. Gunter Demnig è l'artista tedesco che le ha ideate e ormai da vent'anni gira l'Europa, collocandole di fronte alle case dove i deportati alloggiavano. 

A Costa di Rovigo saranno poste di fronte alla casa dove viveva la famiglia Buchaster, che era composta da Haim Leib Buchaster, sua moglie Feighe Hasenlauf, il loro figlio Jakob Buchaster con la moglie Paula Falek e il loro bambino Manfred. La sesta pietra verrà posata di fronte alla casa dove è vissuto Carl Gruen. 

La famiglia Buchaster era di origine polacca, ma viveva in Germania, a Lipsia. Nel 1939, per cercare di sottrarsi alle persecuzioni naziste, i Buchaster avevano lasciato la loro città ed erano giunti a Milano, dove erano rimasti fino al 1940, quando Haim e Feighe tentarono di arrivare in Palestina, "terra promessa"che già 6 dei loro 9 figli erano riusciti a raggiungere. 

Nel frattempo, nel giugno 1940, a seguito dell'entrata in guerra dell'Italia, Jakob, Paula e il piccolo Manfred  erano stati fermati e rinchiusi nel campo di Ferramonti di Tarsia (Cosenza), luogo in cui ben presto si ricongiunsero con i nonni Haim e Feighe. Infatti il  tentativo di fuga dei due anziani era fallito: erano stati  fermati insieme ad altri 300 ebrei, bloccati su una nave a Bengasi, porto libico ma di appartenenza territoriale italiana, e dall'Africa mandati in Calabria al campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia.

Dal comune cosentino il nucleo familiare dei Buchaster fu destinato al paese veneto di Costa di Rovigo, e sottoposto a "internamento libero", una sorta di severo domicilio coatto. La famiglia visse in Polesine per due anni, dall'autunno del 1941 all'autunno 1943, e nonostante le rigide regole di polizia cui era soggetta, riuscì probabilmente a costruirsi un angolo di tranquillità dopo tante vicissitudini. Tuttavia con l'armistizio dell'8 settembre 1943 e l'invasione tedesca quella parvenza di pace andò in frantumi. 

All'inizio di dicembre 1943 i Buchaster furono arrestati e trasferiti nel carcere di Rovigo, dove il direttore non ammetteva i bambini. Così il piccolo Manfred venne quasi subito liberato e affidato ai vicini di casa di Costa di Rovigo, mentre l'anziano e malato Haim fu ricoverato in ospedale. 

Il 24 giugno 1944 Feighe, Jakob e Paula furono trasferiti al campo di Fossoli di Carpi e da lì il 26 giugno caricati su un convoglio per Auschwitz. Feighe fu uccisa all'arrivo; Jakob, ritenuto abile al lavoro, morì successivamente. 

Paula sopravvisse. Nel luglio 1944  anche Manfred e Haim vennero presi, e tuttora ignoriamo in quali circostanze furono uccisi.

Carl Gruen era viennese, insieme alla moglie Mira e al figlio Herbert viveva a Lubiana, capitale della Provincia italiana dopo l'invasione delle truppe dell'Asse e la caduta del Regno di Jugoslavia nel 1941. A tutti e tre nell'ottobre 1941 viene comandato di raggiungere Costa di Rovigo, luogo in cui sarebbero stati sottoposti al regime di "internamento libero". Nel gennaio 1942 Herbert e Mira sono rimpatriati a Lubiana perché Mira non è ebrea. 

Carl, che è ipovedente, sfugge agli arresti del dicembre 1943 perché ricoverato in ospedale. Per lo stesso motivo  riuscirà a sottrarsi alle catture del luglio 1944. Verrà invece catturato nel settembre 1944, appena dimesso dall'ospedale di Padova. Come per Haim e Manfred, anche le circostanze della sua morte ci sono ignote.

La posa delle pietre d'inciampo, fortemente voluta dai familiari dei Buchaster, dall'amministrazione comunale di Costa di Rovigo e dall'Associazione Culturale Il Fiume di Stienta (Rovigo), vedrà la presenza, oltre che delle autorità locali, dei numerosi discendenti di Haim e Feighe Buchaster provenienti dagli Stati Uniti, da Israele e dalla Gran Bretagna, del Rabbino di Ferrara Rav Luciano Caro e della responsabile della ricerca scientifica della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporaneadi Milano CDEC onlus, Liliana Picciotto,che per prima spinse l'Associazione Il Fiume a fare ricerche sul destino dei Buchaster. 



 

 

            collega allegato

copyright Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC ONLUS  via Eupili, 8 - 20145 Milano  CF: 97049190156  IVA: 12559570150  Telefono 02.31.63.38; 02.31.60.92  Fax: 02.33.60.27.28