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Gruppo di ricerca su Fiume - Palatucci

Storia del Gruppo

Il Gruppo di ricerca su Fiume-Palatucci 1938-1945 è stato istituito dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC, su richiesta dell'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane, con il compito di "Svolgere nuove approfondite ricerche sulla situazione degli ebrei a Fiume/Rijeka nel periodo 1938-1945 e sull'opera di Giovanni Palatucci (funzionario di polizia a Fiume, deportato nel 1944 nel campo di concentramento nazista di Dachau, nella
Germania meridionale, e ivi ucciso nel febbraio 1945), esaminando la documentazione già nota e ricercandone ulteriore, al fine di definire quanto più possibile le vicende storiche in questione".

Il GRUPPO è stato composto da Mauro Canali (Università di Camerino), Matteo Luigi Napolitano (Università degli Studi Guglielmo Marconi), Marcello Pezzetti (Fondazione Museo
della Shoah di Roma), Liliana Picciotto (Fondazione CDEC), Micaela Procaccia (dirigente della Direzione generale per gli archivi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo),

Michele Sarfatti (Fondazione CDEC; coordinatore del GRUPPO), Susan Zuccotti (Centro Primo Levi, New York).

I lavori del GRUPPO sono consistiti nelle attività di identificazione e acquisizione di nuove fonti documentarie, esame di queste e riesame dei documenti già noti e degli studi già pubblicati, consultazione con altri studiosi.

Il GRUPPO si è impegnato a utilizzare sempre il metodo scientifico e ad applicare le specifiche metodologie di analisi e interpretazione per i documenti scritti, sia coevi, sia postbellici, e per le testimonianze postbelliche.

Il GRUPPO si è insediato il 17 dicembre 2013; ha tenuto sei riunioni plenarie a Roma e Milano; ha sviluppato un intenso scambio di corrispondenza sui temi della ricerca.

Il GRUPPO ha ricevuto ampia collaborazione da molti responsabili di istituti storici e archivi e da molti studiosi, i quali hanno generosamente messo a disposizione le proprie conoscenze storiche e le proprie competenze documentarie. In particolare il GRUPPO ringrazia il personale dell'Archivio statale di Rijeka, il personale dell'Archivio federale svizzero e dell'Archivio di Stato
di Bellinzona, Iael Orvieto e Irena Steinfeldt di Yad Vashem, Natalia Indrimi del Centro Primo Levi di New York, Christian Groh dell'International Tracing Service (ITS) di Bad Arolsen, Raffaele Camposano e Ornella Di Tondo dell'Ufficio Storico della Polizia di Stato, Michele Roccheggiani e Maria Fumaroli del Servizio Dirigenti Direttivi e Ispettori della Polizia di Stato, il personale
dell'Archivio Centrale dello Stato di Roma, Claudia Salmini dell'Archivio di Stato di Trieste, Euride Fregni e Laura Bondini dell'Archivio di Stato di Modena, il personale dell'Archivio di Stato di Ravenna, Alessandro Pierotti dell'archivio della diocesi di Pisa, Walter Bellisi, Sara Berger, Enrico Ferri, Ravel Kodric, Fabio Montella del Comune di Mirandola, Milovan Pisarri, Alan Poletti, inoltre Alberta Bezzan, Laura Brazzo, Chiara Ferrarotti e gli altri collaboratori della Fondazione CDEC. Per l'apporto di ricerca storica e di commento il GRUPPO ringrazia in
particolare Ivan Jelicic, Anna Pizzuti, Carlo Spartaco Capogreco, Davide Rodogno e Klaus Voigt.

Esito dei lavori del GRUPPO

Dopo molti mesi di lavoro e un'intensa attività di ricerca documentaria e di dibattito storiografico, l'esperienza del GRUPPO si conclude senza la produzione di una Relazione finale.

I motivi risiedono nella complessità dell'esame delle testimonianze orali concernenti l'operato di Giovanni Palatucci, in particolare nel periodo 1943-1944.

Sulla base della metodologia condivisa dalla storiografia e dall'archivistica, ciascuna testimonianza va esaminata sia per se stessa, sia connettendola alla documentazione coeva depositata in archivi, innanzitutto quello statale di Fiume, in secondo luogo l'Archivio Centrale dello Stato e altri, o ai giacimenti ancora inesplorati di memorie personali.

L'intensificarsi del reperimento di nuove testimonianze proprio negli ultimi mesi, ha posto il GRUPPO nell'impossibilità di svolgere questo indispensabile lavoro di analisi in tempi ragionevoli.

A fronte di questa situazione, il GRUPPO ha riflettuto su quale fosse il comportamento deontologicamente appropriato, convenendo infine di non poter presentare dette testimonianze nellaRelazione finale.

Il GRUPPO ha quindi dibattuto con diversità di opinioni se fosse o no giusto produrre una Relazione finale priva della parte sulle testimonianze, convergendo infine sulla non opportunità di produrla per evitare ad essa critiche di parzialità o di incompletezza.

Il GRUPPO ha svolto questa riflessione con amarezza, essendo consapevole che il proprio lavoro di ricerca documentaria e analisi storiografica aveva raggiunto un livello importante e innovativo.

L'impegno dei singoli studiosi del GRUPPO è di perfezionare i rispettivi filoni di ricerca e renderli noti alla comunità degli storici.

Milano, 22 marzo 2015

Michele Sarfatti

Leggi anche l'articolo di Antonio Carioti, Gli storici ancora divisi sul "giusto" Palatucci (Corriere della Sera, 24 marzo 2015)

 

 

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