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"Wir sind so weit..."

Martedì 29 ottobre la Fondazione CDEC in collaborazione con la Comunità ebraica di Milano, presenta il libro
"Wir sind so weit...  Storia di una famiglia ebraica nell’Europa nazista. Ricordi e riflessioni dal 1939 al 1945" di Menachem Mendel Selinger. 

"Wir sind so weit", siamo così lontani, era ciò che aveva scritto la sorella del'autore, Hania Selinger, sulla cartolina che gettò dal treno che la stava trasportando dal ghetto di Bochnia, in Polonia, al campo di Belzec (dal quale non tornerà mai più).
Da quell'espressione prende il titolo il diario che Menachem Selinger cominciò a scrivere nel 1944 e che la nipote Tania Beilin ha deciso ora di dare alle stampe.
Un'opera di 800 pagine, in tre tomi, in cui Selinger ripercorre nei dettagli, fatti e vicende del ghetto di Bochnia, in Polonia, dal momento dell'occupazione tedesca nel 1939 fino al momento della fuga in Ungheria. Il diario prosegue poi giorno per giorno dal 1944 fino alla salvezza in Belgio nel 1945. 

Presentano quest'opera eccezionale: 
Marcello Pezzetti, direttore del Museo della Shoah di Roma
Iwona Zawidzka, del Museo Stanisława Fischera di Bochnia
Tanja Beilin, nipote dell'Autore e curatrice del volume.    

Introduce, Fiona Diwan, direttrice del Bollettino della Comunità Ebraica di Milano. 

Menachem Mendel Selinger nacque il 21 novembre 1897 a Tarnów poco distante da Cracovia, all'epoca sotto l’impero austro-ungarico. 
Selinger, durante il servizio militare a Bochnia, conobbe Taube Engelstein che sposò nel giro di pochi mesi. Insieme si trasferirono a Lipsia, in Germania,
dove Menachem Selinger cominciò a lavorare come pellicciaio e dove diedero alla luce le due figlie, Bianca e Ruth.
Nel 1933, dopo l’ascesa di Hitler al potere, la famiglia Selinger tornò a Cracovia, con l’intenzione di emigrare poi in Sud Africa.
Il piano fallì; i Selinger furono costretti a rimanere in Polonia, dove rimasero travolti dai tragici eventi della Seconda
guerra mondiale.
Scampati alla deportazione dopo una miracolosa fuga in Ungheria e poi in Romania (le figlie Ruth e Bianca emigrarono invece in Palestina),Taube e Menachem Selinger nel 1945 si stabilirono a Bruxelles, dove morirono entrambi, a poco tempo di distanza, agli inizi degli anni '50. 


 

 

 

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