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Rassegna Nuovo Cinema Israeliano 2013

La Rassegna Nuovo Cinema Israeliano quest'anno anticipa i tempi: l'appuntamento infatti è fissato per il 23-28 febbraio allo Spazio Oberdan di Milano

L'iniziativa, organizzata dalla Fondazione CDEC in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Milano e il Pitigliani Kolno'a Festival, è curata da Nanette Hayon e Paola Mortara, con la direzione artistica di Dan Muggia e Ariela Piattelli.
I film in programma per questa sesta edizione della Rassegna, sono una scelta dell'ultimo Pitigliani Kolno'a Festival, svoltosi a Roma lo scorso novembre, e comprende titoli come il recente La sposa promessa di Rama Burshtein, Footnote di Joseph Cedar, God’s Neighbors di Meni Yaesh, e Life in Stills di Tamar Tal. 

 

 

 

 

Avviso: 
Martedì 26 febbbraio per ragioni tecniche la proiezione del film documentario "
Leibowitz - Faith, Country and Man" di Uri Rosenwanks verrà sostituita da i cortometraggi realizzati nell'ambito del corso di cinema dell'Università di Tel Aviv, "Giovani Registe" e "Crescere in Israele".

 

PROGRAMMA DEI FILM E DEGLI INCONTRI

 

SABATO 23 FEBBRAIO

h. 20:30 Serata inaugurale alla presenza delle Autorità.
a seguire Footnote di Joseph Cedar, 105'

DOMENICA 24 FEBBRAIO

h. 11:00 Giovani registe. 1° programma Università di Tel Aviv, 74' a seguire lezione di Dan Muggia, direttore artistico
h. 15:00 The Cutoff Man di Idan Hubel, 76'
h. 16:45 Life in Stills di Tamar Tal , 60'
h. 18:00 The Last Flight of Peter Ginz di Sandy Dickson e Churchill Roberts, 67'
h. 19:30 One Day After Peace di Miri e Erez Laufer , 64'
h. 21:00 God's Neighbors di MeniYaesh, 98'

LUNEDI 25 FEBBRAIO

h 15:00 Tinghir-Gerusalemme. Gli echi della Mellah di Kamal Ahachkar , 52' (sottotitoli in francese)
h 17:00 Crescere in Israele. 2° programma Università di Tel Aviv, 60'
a seguire il Consigliere Comunale Ruggero Gabbai parlerà su: Milano-Tel Aviv, due città gemellate: affinità e differenze.
Al termine Happy Jewish Hour
h. 19:00 Six Million and One di David Fisher, 97'
h 21:15 The Exchange di Eran Kolirin, 98'

MARTEDI 26 FEBBRAIO

h. 15:30 Vita estrema. 3° programma Università di Tel Aviv, 59'
h. 17:00 Leibowitz - Faith, Country and Man di Uri Rosenwanks, 60'
a seguire incontro con lo studioso di ebraismo Marco Ottolenghi. Attualità del pensiero di Yeshayahu Leibowitz.
h. 19:00 Woody di Robert Weide, 103'
h. 21:15 Restoration di Joseph Madmony, 103'

MERCOLEDI 27 FEBBRAIO

h. 17:00 Restoration di Joseph Madmony, 103'
h. 19:15 The Last Flight of Peter Ginz di Sandy Dickson e Churchill Roberts, 67'
h. 21:00 Footnote di Joseph Cedar , 105'

GIOVEDI 28 FEBBRAIO

h. 17:00 God's Neighbors di MeniYaesh, 98'
a seguire presentazione del libro di Rony Hamaui "Il Mediterraneo degli altri. Le rivolte arabe tra sviluppo e democrazia." Janiki Cingoli, direttore del CIPMO (Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente), a colloquio con l'autore.
h. 19:30 Life in Stills di Tamar Tal, 60'
h. 21:00 La Sposa Promessa di Rama Burshtein, 90'

 

SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO
di Dan Muggia e Ariela Piattelli

Hanno girato il mondo i film che proponiamo per la rassegna cinematografica israeliana di Milano. Molti traloro hanno portato a casa i premi più prestigiosi, o sono stati candidati a vincere in grandi festival.
Footnote di Joseph Cedar si è aggiudicato il premio per la Migliore Sceneggiatura a Cannes ed è stato poinominato agli Oscar; Hadas Yaron, protagonista di La sposa promessa di Rama Burshtein, ha vinto la CoppaVolpi al Festival di Venezia; The Exchange di Eran Kolirin è stato candidato al Leone d'Oro 2011, mentre Restoration di Yossi Madmoni ha ottenuto il Crystal Globe a Karlovy Vary; God's Neighbors di Meni Yaesh siè aggiudicato il premio SACD a Cannes e Life in Stills di Tamar Tal ha vinto, tra gli altri, il premio Talent Doveal Leipzig DOK Festival. Segno che il cinema israeliano continua a suscitare interesse, ad essere apprezzatoquasi in tutto il mondo. Un successo "conquistato" con l'alta qualità delle opere, ma anche attraverso lavarietà dei soggetti affrontati. L'unico tema che ricorre in varie forme, in alcuni dei film presentati, è ilmondo religioso.
Footnote è ambientato nella realtà accademica gerusolemitana degli studiosi del Talmud, e in chiave ironica ci rende una "lezione" universale sui rapporti tra padre e figlio.
La sposa promessa è un film drammatico su una famiglia ortodossa che affronta una situazione moltodifficile: anche in questa pellicola, malgrado la macchina da presa punti esclusivamente sul mondo deglihassidim ultra ortodossi, molti elementi rimandano ad una condizione universale.
La religione diventa una giustificazione per farsi giustizia da soli per i protagonisti di God's Neighbors:cresciuti in un quartiere povero, la violenza è il loro modo di far rispettare le leggi.
Restoration ci porta invece nel vecchio centro di Tel Aviv, per raccontarci in stile nostalgico, la battaglia e la sconfitta di chi cerca di resistere ai continui cambiamenti che le nuove economie impongono sui cittadini "di una volta".
Un film filosofico The Exchange, che si concentra sul nostro sguardo sulle cose, sui piccoli e i grandi cambiamenti, su come la vita può cambiare in un attimo: il regista affronta un tema lontano anni luce dal suo primo La banda, la commedia che lo ha reso famoso in tutto il mondo.
I tre documentari che vi presentiamo, pur trattando argomenti diversi, raccontano di viaggi che hanno una funzione narrativa, rivelatrice. Il conflitto israelo-palestinese è al centro di One Day After Peace di Erez eMiri Laufer, in cui la protagonista, una madre israeliana che ha perso suo figlio, intraprende un viaggio inSudafrica per capire se la politica post apartheid è applicabile anche al Medioriente.
David Fisher, nel suo Six Million and One, arriva fino in Austria per conoscere meglio i suoi fratelli, tutti"vittime" della Shoah, in quanto figli di un ex deportato. Infine Life in Stills, dove nipote e nonna si imbarcano in un viaggio per poi tornare a casa e capire quanto sia prezioso il loro patrimonio fotografico,che racconta la storia d'Israele, e quanto pericoloso sarebbe tenerlo a casa piuttosto che condividerlo con ilpubblico.
Attenzione particolare merita il lungometraggio su uno dei mostri sacri del cinema americano, Woody Allen, in cui vita privata e professionale si intrecciano costruendo una trama di grande impatto emotivo.
Da ultimo, come di consueto, nella rassegna viene dato spazio ai giovani. Vedremo, infatti, alcune opere degli studenti del Dipartimento di Cinema e Televisione dell'Università di Tel Aviv, la più grande scuola di cinema in Israele con 100 film prodotti all'anno.

 


 

 

 

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