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Il progetto Scuola-Memoria


treno_della_memoria.jpgA 10 anni dall'introduzione del Giorno della Memoria e dell'inizio dell'organizzazione dei viaggi degli studenti al campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau la Fondazione CDEC ritiene importante stabilire un bilancio sul lavoro educativo svolto nelle scuole superiori della provincia di Milano: comprendere il significato profondo del viaggio per i ragazzi, stabilire come l'obiettivo culturale che gli organizzatori si erano posti sia stato raggiunto, se occorrano miglioramenti o ripensamenti.

Questa indagine è stata avviata lo scorso gennaio 2011 con l'obiettivo di valutare l'impatto di questo genere di iniziativa. L'idea che sta alla base di questa indagine è di fornire uno strumento di ausilio sia per i decisori politici, sia per gli educatori/insegnanti/guide, sia per gli stessi ragazzi che hanno partecipato al viaggio. 

L'indagine, condotta per ora fra i ragazzi e gli insegnanti delle scuole superiori della provincia di Milano, prevede tre fasi:

a) per ogni scuola che ha partecipato al viaggio negli ultimi anni viene indagato il livello di preparazione culturale e scolastica che ha preceduto il viaggio. La preparazione può avvenire a vari livelli: frequenza ad un seminario da parte degli insegnanti coinvolti, partecipazione dei ragazzi a giornate di studio, lezioni frontali in classe impartite ai ragazzi, semplice riunione di raccomandazioni comportamentali, ricorso ad un esperto di storia esterno, richiesta di assistenza ad un istituto storico specializzato (Istituto Nazionale per il Movimento di Liberazione in Italia, Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC-onlus, altro)

b) alla fine dei prossimi viaggi, verrà distribuito un questionario ad insegnanti/educatori/guide e ai ragazzi perché diano un parere fondato sull'iniziativa sia dal punto di vista organizzativo (durata, percorso, tipo di trasporto scelto per giungere in Polonia, altro), sia dal punto di vista didattico, sia dal punto di vista del lascito morale che essa ha prodotto.
Verrà convocata una riunione interscolastica dei ragazzi che hanno partecipato al viaggio per una discussione pubblica in sede da destinarsi ed è prevista la ripresa in video dell'intera discussione in modo da non disperdere il patrimonio di idee e di confronto che ne scaturirà. Alcuni dei ragazzi più responsabili e volonterosi verranno inoltre intervistati direttamente per lasciare testimonianza diretta dell'esperienza vissuta.

c) il progetto ha inoltre come obiettivo non secondario di costituire un archivio per raccogliere gli ingenti materiali prodotti dai ragazzi al termine dei viaggi: CD Rom, gallerie fotografiche, temi, disegni, filmati, diari di viaggio. Materiali che ora giacciono inutilizzati e dispersi in varie sedi.
La Fondazione CDEC-onlus offre la sua sede per la raccolta e la conservazione dell'archivio che si istituirà.

Il progetto Scuola Memoria è curato da Francesca Costantini (insegnante di ruolo di Storia e filosofia e guida per il prossimo viaggio ad Auschwitz organizzato dalla Provincia di Milano 2011) con la supervisione di Betti Guetta e Liliana Picciotto

Quello che segue è il risultato dell'indagine condotta nel gennaio 2011.

Progetto Scuola Memoria. ...voci dalle scuole

Sintesi dei risultati dell'indagine sul viaggio ad Auschwitz degli studenti della Provincia di Milano 2010- 2011
a cura di Betti Guetta e Francesca Costantini 

Presentazione

A 10 anni dall'introduzione del Giorno della Memoria e dell'inizio dell'organizzazione dei viaggi per il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau per gli studenti delle scuole superiori della provincia di Milano, la Fondazione CDEC Onlus e Insmli, in collaborazione con l'Assessorato all'istruzione della Provincia di Milano ritengono importante stabilire un bilancio sul lavoro educativo svolto: comprendere il significato profondo del viaggio per i ragazzi, stabilire come l'obiettivo culturale che gli organizzatori si erano posti sia stato raggiunto, se occorrano miglioramenti o ripensamenti.

Per ogni scuola che ha partecipato si è indagato il livello di preparazione culturale e scolastica che ha preceduto il viaggio.  

Alla fine del viaggio, è stato distribuito un questionario ad insegnanti  e ai ragazzi per raccogliere un parere fondato sull'iniziativa sia dal punto di vista organizzativo, sia dal punto di vista didattico, sia dal punto di vista del lascito morale che essa ha prodotto.

I risultati sono molto positivi  e incoraggianti. Questi viaggi lasciano un segno profondo.

La relazione che segue ha soprattutto il valore di ascolto dei pensieri degli studenti. Per questo abbiamo riportato molti verbatim, per permettere a tutti di condividere queste emozioni.

Le scuole presenti

Allende

Bellisario (Inzago)

Bertarelli

Besta

Boccioni

Bramante (Magenta)

Giordano Bruno

Falck (Cologno M.)

Tenca

Varalli

Vico (Corsico)

Casiraghi (Cinisello)

Mattei (San Donato)

Tito Livio

Galilei

Majorana (Rho)

Cesaris (Lodi)

S.Carlo (Casalpusterlengo - Lo)                                 

Galilei

Majorana (Rho)

 

Numero questionari raccolti

Allende, 16

Bellisario (Inzago), 18

Bertarelli, 10

Besta, 27

Boccioni, 7

Bramante (Magenta), 14

Giordano Bruno, 31

Casiraghi (Cinisello), 28

Falck (Cologno M.), 9

Tenca, 21

Varalli, 11

Vico (Corsico), 25

Tito Livio, 29

Galilei, 4

Primo Levi, 4

Cesaris, 18

S.Carlo, 12

TOTALE, 284

 

Gli insegnanti

Gli insegnanti che hanno risposto al questionario sono stati 22 su 27 ; appartengono a 13 scuole su 16 della Provincia di Milano  che hanno partecipato al viaggio.

Tutti gli insegnanti coinvolti  hanno partecipato per la prima volta al viaggio "Un treno per la memoria", che prevede la visita ai campi di Auschwitz - Birkenau.

Cinque insegnanti hanno accompagnato tutta la classe mentre gli altri hanno  scelto alcuni studenti, in base soprattutto alla motivazione e all'interesse personale. In molti casi si è tenuto conto anche della responsabilizzazione e del desiderio degli studenti di diventare testimoni. In due casi la scelta ha riguardato anche il merito raggiunto dagli studenti sul piano didattico ed educativo.

Per quanto riguarda l'idoneità degli insegnanti ad accompagnare gli studenti in questo viaggio le risposte fanno riferimento soprattutto alla motivazione personale e al grado di sensibilizzazione dei docenti nei confronti del tema dello sterminio e molto meno alla disciplina insegnata, come storia e filosofia, letteratura e religione.

La preparazione al viaggio è stata ritenuta da tutti gli insegnanti fondamentale per raggiungere un livello maggiore di responsabilità e comprensione degli argomenti trattati, ma anche indispensabile per ottenere una migliore risposta sul piano formativo ed educativo.

Inoltre gli insegnanti hanno valutato l'attività preparatoria al viaggio molto positiva e curata; addirittura ottima e completa per quanto riguarda la qualità dei docenti e l'interesse per i contenuti affrontati . Molto incisivo, anche per il forte impatto emotivo è stato ritenuto l'intervento della testimone: Liliana Segre.

Per una delle insegnanti coinvolte l'attività preparatoria è stata "adeguata anche se  molto intensa per i docenti accompagnatori"; in un caso è stata posta la richiesta di spostare gli incontri in un periodo non coincidente con gli scrutini di fine quadrimestre.  

Certamente utile viene ritenuta una pubblicazione ad hoc che accompagni questo viaggio e ancora più utile, se non necessario, viene giudicato il supporto di un film documentario di base come Memoria del CDEC , che raccoglie le testimonianze degli ebrei italiani deportati ad Auschwitz e le interviste fatte ai 90 sopravvissuti della deportazione, soprattutto perché in futuro non sarà più possibile ascoltare i testimoni ancora in vita.


Quale contributo può dare ai ragazzi questo viaggio?

La risposta è stata nella maggior parte dei casi molto positiva; è stato detto che questo viaggio ha dato dei segnali forti che hanno arricchito il bagaglio sia umano che culturale dei ragazzi, accrescendo la loro sensibilità, permettendo loro di analizzare gli eventi storici e la realtà sotto un nuovo punto di vista.

Inoltre la conoscenza, anche attraverso il coinvolgimento emotivo, di un evento fondamentale della storia dell'umanità, aiuta a diventare cittadini più consapevoli e responsabili. Questa esperienza quindi può dare importanti stimoli per approfondire le tematiche e i pericoli della discriminazione razziale e del pregiudizio.

Un insegnante auspica che questa esperienza aiuti a conoscere le dimensioni effettive dell'Olocausto e che un rapporto così intenso e diretto con queste pagine di storia porti a una riflessione sui valori imprescindibili in cui credere. 

Molti insegnanti ritengono che la conoscenza di un evento storico, resa più profonda perché filtrata attraverso un'esperienza vissuta in prima persona, possa portare all'acquisizione di una maggiore sensibilità nei confronti di fenomeni di intolleranza, razzismo, esclusione delle diversità e xenofobia.

E ancora questa esperienza può portare anche alla maturazione della dimensione della cittadinanza attiva e a una maggiore  vigilanza sul rispetto dei diritti umani.

Sensibilizzare su tragedie che hanno riguardato e possono riguardare qualsiasi popolo può attivare i giovani a compiere scelte di vita favorevoli all'accettazione del diverso. L'impatto emotivo rende più facile la costruzione di un percorso storico-interpretativo. Inoltre  rende i partecipanti testimoni nei confronti dei loro coetanei.

Un'insegnante di diritto ed economia così si esprime: "Farli crescere sviluppa senso civico e rende migliori: quando si fa una cosa che brilla come un pezzo di sole, sembra che tutti gli uomini brillino di quella luce. E' la speranza di un mondo migliore che dobbiamo contribuire a costruire con impegno e serietà."

Un'insegnante di storia e filosofia confessa che sia lei che alcuni suoi studenti sono rimasti delusi, perché la visita ad Auschwitz-Birkenau ha ricordato "il turismo di massa", per la grande concentrazione di gente e la pausa al ristorante, situato troppo vicino ai luoghi di dolore; ciò ha comportato la difficoltà a provare sentimenti ed emozioni, che luoghi così tragici dovrebbero suscitare.

"E' necessaria - sostiene - una riflessione, da parte degli studenti, per mettere insieme conoscenze,  letture fatte, impressioni ed emozioni provate rispetto a testimonianze ascoltate in precedenza, con il dato oggettivo di quanto hanno visto."


Attività post-viaggio previste dalle scuole

Non prevedono nessuna attività due scuole su sedici

Non precisano, ma parlano genericamente di testimonianza (due scuole)

Prevedono di  fare testimonianza all'interno della scuola attraverso le seguenti attività

(undici scuole):

- allestire una mostra fotografica, in alcuni casi permanente all'interno della scuola e con didascalie e testi di accompagnamento. (sette scuole)

- fare uno spettacolo, attraverso l'elaborazione del materiale raccolto dagli studenti durante il viaggio: interviste, filmati e fotografie. (Liceo Sc. Casiraghi di Cinisello Balsamo) 

- organizzare dibattiti nelle classi, visione di film, letture (due scuole)

- produrre un audiovisivo (due scuole)

Tre delle scuole già comprese nell'elenco, oltre alle attività descritte prevedono anche la partecipazione di uno storico esperto e di un testimone.  Al Liceo Galilei è stato previsto un incontro con la prof.ssa Chiappano, storica; l'ITIS Varalli prevede un incontro con la testimone Liliana Segre.

Un giovane studente ha scritto nel questionario: "Al ritorno non è prevista nessuna attività. Sarebbe bello condividere la nostra esperienza con i compagni che sono rimasti in Italia"

 

Gli studenti

I ragazzi che hanno risposto hanno un'età compresa tra i 18 e i 19 anni, sono di ambo i generi, con una leggera prevalenza femminile.

Il questionario somministrato non era composto da domande con risposte predefinite ma da domande aperte.

Gli studenti hanno fornito quindi risposte spontanee. Spesso il gruppo classe è determinante nell'orientare le risposte in un senso piuttosto che in un altro, nel sottolineare particolarmente alcuni aspetti, nell'esprimere alcune considerazioni con una certa omogeneità.

Tuttavia è abbastanza sorprendente che la maggioranza delle risposte abbia mostrato un orientamento di fondo comune, anche se con sensibilità, capacità di riflessione differenti e spesso con un forte accento personale.

Motivi che spingono a partecipare al viaggio

I motivi che hanno spinto i ragazzi a partecipare al viaggio sono molteplici: alcuni riguardano  la conoscenza e la comprensione di una pagina della storia molto dolorosa, altri - più complessi - sembrano riferirsi alla necessità di comprensione della natura umana.

Colpisce la necessità di "vedere con i propri occhi", "toccare con mano"  la realtà dei campi di concentramento come a superare una sorta di incredulità verso un evento di dimensioni incomprensibili, incontrollabili, inesprimibili.

La volontà di vedere luoghi nei quali si sono svolti fatti che sono affrontati tanto frequentemente a scuola, ma che appaiono nelle lezioni e nei libri di storia lontani nel tempo e nello spazio

"Vedere con i propri occhi quello che si è letto nei libri o sentito raccontare "

"Volevo rendermi conto, ma ancora adesso faccio fatica a credere".

"Toccare con mano e non attraverso lo schermo di una tv, provare a capire quello che sentivano loro"

"Volevo vedere da vicino ciò che era successo perché penso che ricordare sia importante, la storia non va dimenticata"

"Ero curiosa di sapere e vedere il luogo di distruzione di un intero popolo, ancora non credevo alla storia e gli argomenti studiati ma ascoltando i testimoni e visitando i luoghi ho capito che era tutto realtà"

"la volontà di vedere luoghi nei quali si sono svolti fatti che sono affrontati tanto frequentemente a scuola, ma che appaiono nelle lezioni e nei libri di storia lontani nel tempo e nello spazio. il dovere di capire che potevamo esserci noi al posto di quelle persone e che forse avremmo fatto le stesse cose, che non sono fatti estranei a noi, ma umani, possibili , veri e che potrebbero ricapitare."

"La "Shoah" è un argomento che ha sempre suscitato in me grande interesse. Dopo aver visto documentari, letto libri ed aver approfondito ogni passo dello sterminio ebraico volevo vedere con i miei occhi quello che ho sempre immaginato essere "il campo di concentramento". Dopo questa esperienza la mia concezione del Lager è cambiata notevolmente.

"Vedere di persona i campi, le baracche e i vagoni è molto più impressionante, straziante che vederli in uno schermo"

 "Sicuramente è stata un'esperienza fortissima, che mi ha toccato il cuore. Viverla direttamente in quei luoghi è totalmente diverso che studiarlo sui libri. Inoltre credo che questo viaggio serva molto a riflettere su cosa l'uomo sia in grado di compiere. Un momento della storia che non si può dimenticare!"

Ma in questo bisogno di esperienza personale, diretta, fisica, emerge anche la necessità di superare un senso di torpore sociale, la consuetudine a sapere  senza conoscere, il desiderio di superare l'indifferenza,  "l'insensibilità a cui siamo abituati".

Solo in pochissimi casi vedere di persona, toccare con mano serve a verificare quindi a credere che lo sterminio sia accaduto veramente, una medicina quindi contro tesi riduzioniste o negazioniste.

"Cercare di capire" è forse una delle risposte che i ragazzi hanno dato più di frequente.

"Capire come mai esiste anche solo la possibilità di pensare di commettere tale atrocità"

"Pur essendo sul luogo dello sterminio trovavo impossibile che degli uomini potessero essere  così cattivi".

"Mi aspettavo di reagire in modo differente alla vista del campo e invece quel che mi resta è l'incredulità davanti a quello che l'uomo può fare."

 "Pur avendo visto fino a che punto l'uomo può arrivare ad essere brutale, la mia testa fa fatica a credere a tutto questo

Provare di persona, fare l'esperienza  serve ai ragazzi a capire meglio, a ricordare meglio, a sentire la storia. Emerge molto forte anche il desiderio di diventare testimone. Molto importante in tal senso sono state le letture, la preparazione scolastica, l'avere assistito ai racconti di testimoni.

"Interesse a conoscere e ricordare e raccontare"

"Non dimenticare le atrocità che sono successe "

Emerge il desiderio di responsabilizzazione: si fa questo viaggio per dovere morale, per conoscere e ricordare, per lottare contro l'indifferenza, per evitate che atrocità simili possano ripetersi.

C'è un'assunzione di responsabilità, c'è la speranza di potere incidere nella vita e nella società, c'è il desiderio di uscire dal proprio individualismo, per entrare nell'umanità.  Superare l'indifferenza.

"la volontà di conoscere per evitare atrocità simili in futuro"

"Interesse e certezza di un cambiamento nella relazione con l'altro"

"Occhi diversi per le persone in difficoltà"

Qualcuno ha riferito il desiderio di partecipare al viaggio per motivi di interesse storico e culturale

"Desiderio di approfondire l'argomento"

"Interesse per la storia degli ebrei"

"Interesse per il periodo storico"

"Aumentare il bagaglio culturale"

Per qualcuno il viaggio ha avuto uno scopo di solidarietà nei confronti degli ebrei: "Per essere vicini alle comunità ebraiche"

Quale contributo può dare questo viaggio alla tua formazione di cittadino?

Le risposte a queste domande sono tantissime e molto positive.

I contributi che questo viaggio può dare sono molti e tutti importanti: i ragazzi parlano di educazione alla tolleranza, di maggiore consapevolezza e sensibilizzazione, di maturazione e crescita spirituale, di contributo morale.

Sono temi che fanno pensare all'importanza di questi viaggi, al potere trasformativo che hanno, ai segni che lasciano.

La risposta indicata con maggiore frequenza è quella relativa all'educazione alla tolleranza

"Un contributo fondamentale. Ho finalmente capito quanto siano importanti il rispetto per gli altri e la partecipazione attiva.. L'ignoranza e l'incoscienza sono alcune della cause che possono portare a simili tragedie e pertanto sono da evitare "

"educazione antirazzista, rispetto e tolleranza per gli altri"

"solidarietà verso il prossimo"

"Può servire a formare delle persone consapevoli, che sanno che cambiare le cose è possibile, affermare le proprie convinzioni è importante, così come comprendere e partecipare alla politica, che non è una cosa distante, ma qualcosa che può rovesciare le sorti in bene o in male, che può rendere "legale" qualcosa di mostruoso e inammissibile"

"può aiutarmi ad allontanare dalla mia testa qualsiasi forma anche la più piccola e innocua di razzismo e far sparire l'indifferenza."

" Ci fa aprire gli occhi e difendere la dignità dell'uomo"

"Essere testimone di un capitolo terribile della storia per poterla proteggere dal revisionismo e prevenire il ripetersi di un qualsiasi tipo di intolleranza etnica, culturale o religiosa"

Un forte stimolo non solo a ricordare, ma anche a mantenere nella quotidianità la resistenza e il contrasto al nazifascismo e alle sue conseguenze."

" Per me non è solo un semplice "ricordare", ma è uno stimolo a migliorare sé e gli altri a favore di una società diversa e migliore, contro le ingiustizie e le violenze."

"Consapevolezza dei diritti di tutti gli altri"

"Questo viaggio mi ha portata a capire che bisognerebbe essere più solidali e aiutarsi di più l'uno con l'altro"

"essere uniti contro ogni ingiustizia, ogni sofferenza"

" Più che contributo si dovrebbe parlare di "mutamento di concezione". Dopo aver visto un lager, un uomo normale dovrebbe cambiare il proprio modo di pensare e le parole chiave di questo pensiero dovrebbero essere "tolleranza" e "ricordare". L'uomo dovrebbe diventare più tollerante nei confronti del prossimo ricordando il male che i suoi predecessori hanno compiuto.

Il contributo che può dare alla formazione di cittadino è anche quello di combattere il revisionismo e il negazionismo  e anche l'antisemitismo

"La coscienza di avere una memoria da perpetrare. Maggiore consapevolezza che bisogna fermare gli strascichi di antisemitismo e razzismo che sono rimasti" 

Un'altra risposta riguarda la maggiore consapevolezza e responsabilizzazione

"Una conoscenza della storia non passa solo dallo studio, bisogna vedere con i propri occhi per conoscere veramente qualcosa in questo caso l'orrore, il dolore, l'ingiustizia della vita ma soprattutto cosa può scaturire dal potere"

"Mi aiuta a essere meno superficiale e più interessato a quello che succede nel mondo per evitare il ripetersi di queste cose, si può fare solo sconfiggendo la superficialità e l'ignoranza"

"Questo viaggio non è un semplice contributo: è il contributo. Non si è cittadini del mondo se non si parte da questa esperienza. Questo è solo il primo passo per la  nostra formazione"

"La storia è necessaria per leggere la modernità. Un cittadino deve conoscere la storia per partecipare attivamente alla società. Inoltre questo tipo di esperienza ha una forte componente identitaria, agisce sulla persona e sulla sua sensibilità

"Il significato più profondo è stato quello di farmi riflettere sulle parole umanità e umiltà"

"E' un'esperienza che porta a porsi alcune domande : come è potuto succedere, per quale ragione: domande che però a loro volta ci permettono di crescere  come cittadini, di essere migliori di quelle persone che hanno contribuito a questa tragedia"

" Comprensione, non ripetere più questo orrore; ragionare su ciò che può arrivare a fare l'uomo"

"Aumentare la consapevolezza delle atrocità che l'uomo può compiere"

"Può servire a formare delle persone consapevoli, che sanno che cambiare le cose è possibile, affermare le proprie convinzioni è importante, così come comprendere e partecipare alla politica, che non è una cosa distante, ma qualcosa che può rovesciare le sorti in bene " 

Un'altra risposta sottolinea meno la formazione civica e più la maturazione, la crescita psicologica e spirituale 

"Come cittadino niente ma il viaggio ha rafforzato la mia persona"

" Maggiore sensibilità e capacità di comprendere e affrontare i problemi"

"una crescita spirituale, non civile"

E ancora il contributo che questo viaggio può dare alla formazione di cittadino è quella di diventare testimone, raccontare e riferire questa esperienza forti della propria esperienza.

"Quando tornerò a casa racconterò a tutti sempre quello che ho visto e provato. Possiamo chiamarlo contributo di poco conto?"

"Potrò raccontare con più lucidità e sicurezza questi argomenti. Saprò trasmette le stesse sensazioni di sconforto e incredulità che ho provato visitando i campi"

"Desiderio di opporsi alle discriminazioni  e testimoniare l'atrocità umana"

"Le argomentazioni che avrò non saranno più basate sull'astratto delle parole e dei racconti, ma sul dato reale, sulla fisicità dei miei sensi. In modo razionale potrò dire di non aver compreso quel tipo di razionalità, potrò argomentare e raccontare, trasportare altrove il ricordo di quella cenere"

"Aiutarmi a invogliare gli altri a non dimenticare perché i testimoni stanno diminuendo, diventando testimone "

"Ha fatto crescere in me la voglia di testimoniare e di fare capire al prossimo che basta poco all'uomo per cadere nell'odio e quindi è importante agire nel bene ogni giorno anche attraverso i piccoli gesti"

Il contributo di questo viaggio consiste per molti ragazzi nella funzione pedagogica, di sensibilizzazione; Altri studenti sottolineano soprattutto il contributo culturale e  morale  del viaggio.

"Fare capire questo anche a chi ci sta intorno "

"Educare affinchè quello che è successo non accada più"

"Consolidare una coscienza storica per impedire qualsiasi tipo di discriminazione"

""Conoscere il passato per capire meglio il presente"

"questo viaggio non può non fare riflettere. Durante la visita ai campi ci si ferma a pensare a come sia potuto accadere una strage così e ci si sente lontani da quella mentalità. Ci si sente piccoli e insufficienti. Bisogna invece farsi sentire, alzare la voce, testimoniare perché comprendere è impossibile, ricordare è necessario"

"la riflessione mi ha portato a pensare ai carnefici autori dello sterminio: ed è un obbligo morale non ripetere gli stessi errori"

"Aiuta a eliminare l'indifferenza, propone un cambiamento morale per le nuove generazioni" 

Un'altra risposta interessante e profonda rimanda a una riflessione sul sé, sul senso da dare alla propria vita. Di fronte al vuoto, al silenzio, alla desolazione, molti ragazzi riflettono sul senso della loro vita, sulle priorità, su quello che conta veramente. Considerano il proprio benessere materiale  e l'abbondanza di possibilità e ridimensionano i propri problemi o la propria infelicità.

"Imparare a valorizzare la vita perché noi siamo fortunati, non abbiamo sofferto come gli ebrei e come i giusti anche noi dobbiamo imparare a non essere indifferenti con le persone bisognose"

"Essere meno materiali e più coscienti della fortuna che noi abbiamo"

"Trovare un senso nella vita"

"Aiutarmi a riflettere: certe volte ci si lamenta per cose futili. Questa esperienza mi ha fatto capire quali sono davvero le cose importanti"

" La vita è una cosa importante e bisogna viverla felicemente, fino in fondo. Ci dobbiamo accontentare  di ciò che abbiamo. Siamo stati molto più fortunati degli ebrei in quel periodo e non dobbiamo lamentarci delle piccole cose". 

Rispetto a ciò che ti aspettavi, cosa ti ha dato questo viaggio?

Le risposte sono tante e molto articolate. Alcuni studenti sottolineano l'aspetto emotivo, altri quello cognitivo, altri ancora quello morale

Per molti, forse la maggioranza, il viaggio è stato un momento di maturazione, di crescita, di trasformazione. C'è un prima del viaggio e un dopo. C'è una riflessione  anche sul senso della vita e  della propria vita.

È molto bello e rassicurante ascoltare la varietà di emozioni, riflessioni, sentimenti espressi.

"Un modo nuovo di vedere le cose, non essere indifferenti "

"Mi ha dato tanta tristezza e rabbia però mi ha fatto crescere e dare più peso a queste cose"

"Questa esperienza mi ha dato molta forza come persona, come donna e come figlia. Spero che nella vita la crudeltà delle persone sparisca e che ci sia un rapporto armonico e di cooperazione tra le persone in modo che non si ripetano gli errori del passato. Ancora mi chiedo come l'uomo abbia usato tanta crudeltà su un suo simile. Quali sono i limiti della crudeltà umana?

"Questo viaggio mi ha cambiata; ho sempre pianto per questo massacro ma ora mi rendo conto che non avevo mai capito cosa è veramente successo. E' un emozione che non si può descrivere, comprendere che scempio è stato... Dolore, disgusto , vergogna forse possono spiegare quello che questo viaggio mi ha dato. Oltre al sentimento più importante che è il rispetto per gli ebrei e per i giusti"

"Molto di più di quanto mi aspettavo. E' stato un momento di crescita personale, sono stati giorni di riflessione e di maturazione"

Molti studenti che pensavano di essere preparati a vedere i campi di sterminio, istruiti da letture, ascolto di testimonianze, lezioni in classe riferiscono lo sbigottimento inatteso, imprevisto di fronte alla realtà dei campi.

Le risposte emotive sono talvolta forti, dirompenti, qualcuno riferisce di essere rimasto shoccato. In termini emotivi i ragazzi parlano di tristezza, di rabbia, di vergogna, di angoscia.

Emerge anche un sentimento di incredulità, una domanda corale di senso. Come è potuto accadere???

"È stato un insieme non soltanto di dolore e orrore nel toccare lo stesso suolo, ripercorrere le stesse stanze di quegli eroi sconfitti attraverso i loro occhi avevamo visto tutto. Ma anche inaspettatamente  di filantropica condivisione fra noi in quella consonanza di pensieri e sentimenti possibili solo di fronte alla più crudele ingiustizia"

"Emozioni forti, ho provato odio e rabbia"

"Un sentimento di ansia e isolamento"

"Incredulità per l'assoluta cattiveria e piccolezza che è stata messa in atto"

"Sinceramente pensavo di non rimanere così colpita in quanto sapevo già delle atrocità. Sono rimasta scioccata"

"Sorpresa per l'effetto suscitato nonostante la preparazione e conoscenza"

"Non riesco a a capire come le persone hanno potuto uccidere altre persone. Penso che questa esperienza la debbano fare tutti almeno una volta nella vita"

" Ha soddisfatto le mie aspettative anche per come sono stato preparato dai professori e dalle guide durante la visita ai campi. Un'esperienza del genere ha bisogno di essere elaborata. L'esperienza diretta acquista valore e sono contento di averla fatta."

 " Una cosa che mi ha lasciato allibito è l'organizzazione con la quale i tedeschi si sono preparati a svolgere il compito che si erano prefissati." 

"Un'esperienza veramente indimenticabile, che mi ha colpito proprio l'anima"

"Un'esperienza che mi ha colpito tantissimo, emozionata e mi ha fatto crescere molto. L'organizzazione è stata perfetta. Ho capito ancora di più questa esperienza vivendola"

"E' stato un viaggio molto significativo, che segna la vita di ognuno poiché vedere ciò che un uomo è stato in grado di fare fa venire i brividi"

"Una cosa inaspettata che mi ha segnata è stata la commemorazione; condividere con centinaia di testimoni  il mio dolore e il profondo senso di vuoto, in qualche modo riempito dall'amore e rispetto percepito in quel momento"

"Tristezza e malinconia ma anche gratitudine verso chi ha organizzato il viaggio e che mi reso una testimone. Grazie!

"Non ho pianto ma ho riflettuto molto sull'accaduto"

"Mi aspettavo il silenzio che ho trovato, silenzio che coloro che sono stati deportati non hanno mai avuto; visitare i posti dove  avvenuto lo sterminio è ben alto che imparare ciò che è successo a scuola"

"Il silenzio e la vastità di Birkenau, la cupezza e l'oppressione di Auschwitz

"Mi ha dato molto di più di ciò che mi aspettavo. La sensazione è stata molto più forte di quello che mi aspettavo. Non pensavo di sentire anche dentro di me tutto quel dolore" 

"Molto triste e impressionante l'Immensità di Birkenau."

"Sensazione profonda di tristezza, rabbia, depressione. Esperienza unica."

"Questo viaggio è stato interessante, ma anche molto angosciante: pensare e immaginare le condizioni di vita in cui si trovavano gli ebrei fa star male, riflettere e sperare che errori di questo tipo non si ripetano più.

"Mi ha dato emozioni che non mi sarei aspettato; andare nei campi di concentramento e vedere con i propri occhi gli oggetti che quegli uomini usavano nella loro vita quotidiana"

" Più di quanto potevo immaginare e di quello che non potevo immaginare;  era più di quanto pensavo, parecchio di più"  

"Questo viaggio ha superato le mie aspettative. Credo che debba essere fatto e vissuto in tutta la sua sofferenza, perché un'esperienza simile non può essere prevista, né essere spiegata facilmente "

"Emozioni uniche, immagini indelebili e commoventi. Più che chiarire i miei dubbi sono sorti in me interrogativi a cui credo non riuscirò mai a dare una risposta. Mi aspettavo molto da questo viaggio; sapevo che sarebbe stato indimenticabile. Per questo motivo ritengo che poche parole siano sufficienti per esprimere la mia soddisfazione."

Qualcuno diversamente riferisce dell'assenza di emozioni, di una sorta di indifferenza, di  anestesia dei sentimenti.

Questo blocco emotivo per qualcuno è una gestazione, un silenzio di elaborazione.

"Pensavo di rimanere più sconvolto da questa esperienza, invece la nostra società ci ha talmente abituato a cose orrende che sfortunatamente mi ha fatto vivere questa esperienza più "leggermente".

 "Sono rimasto impassibile e di questo non riesco a capacitarmi. Di fronte all'esperienza concreta dei fatti forse però rimane l'atteggiamento più naturale. Bisogna impedire, con la testimonianza, che questa impassibilità si tramuti in indifferenza."

"Uno strano stato di tranquillità interiore, quasi un'assenza momentanea di pensieri. Forse che la rielaborazione che sto provando è più profonda e finirà per esprimersi quando meno me lo aspetto. Ho provato meno terrore di quello che mi sarei aspettata, meno tristezza, ma inizialmente una "somatizzazione" fisica. Non sapevo cosa aspettarmi"

"Mi aspettavo più emozione. E' difficile entrare nell'atmosfera che si respirava davvero in quei luoghi. L'immaginazione e il pensiero non riescono a immedesimarsi completamente"

"Questo viaggio mi ha aiutato a comprendere che è difficile giudicare la Shoah mettendosi nei panni di chi l'ha vissuta. Tuttavia io credo che siamo sottoposti a un tale bombardamento di immagini o a documenti relativi a questo sterminio, che rischia poi di apparirci "normale". Questo viaggio mi ha quindi aiutato a capire come un avvenimento del genere può diventare per qualcuno "normale", un'"abitudine" e questo non può accadere"

" Sono rimasto colpito dal fatto che non sono stato colpito emotivamente, una insensibilità che si sta radicando nella nostra cultura" 

Molti ragazzi parlano di consapevolezza

"Ho visto coi miei occhi lo squallido passato e non solo attraverso documentari o film"

"La reale presa di coscienza che queste cose sono successe davvero. Guardando i film o leggendo i libri non si può capire fino in fondo perché sembra una cosa talmente malata, macabra e assurda da sembrare quasi irreale. Mentre vedendo in prima persona il campo credo che ci si renda veramente conto della sofferenza di quella povera gente"

"Un'esperienza formativa e indimenticabile, più di quanto mi sarei aspettata"

"Un impatto concreto con una realtà che mi sembrava troppo assurda per essere vera"

"Una maggiore consapevolezza e un  cambiamento  profondo della mia sensibilità che lascerà un segno nel tempo"

"Non si può soffrire né piangere  per eventi che non sono stati vissuti in modo personale, ma si può raggiungere una interpretazione  più matura e consapevole."

"Maggiore consapevolezza, ma anche senso di impotenza di fronte a un evento così incomprensibile "

"Più di quanto mi aspettassi, una cosa è studiare, l'altra è vedere di persona; il viaggio mi ha dato anche la speranza che attraverso la storia e il ricordo sia possibile evitare il ripetersi della storia"

"Maggiore consapevolezza. Vedere realmente la crudeltà a cui può arrivare l'uomo nei confronti di un suo simile"

"Vedere di persona per capire sul serio"

"E' un'esperienza fondamentale per la crescita di ognuno. Toccare con mano quello che si studia sui libri." 

"il bello di questo viaggio è che fornisce una risposta a tutti i quesiti. questo viaggio ingigantisce la concezione del lager. i numeri che leggi sono superficiali, le baracche che ho visto e l'immensità e l'estensione di questi campi e' reale e ha concretamente svelato un'altra faccia della storia che sui libri, per quanto pieni di informazioni, resterà sempre invisibile"

Alcuni riflettono sul senso della loro vita, sulla necessità di vivere con consapevolezza, godendo la propria esistenza senza recriminare, senza oziare, senza sprechi.

"Mi ha fatto riflettere sul valore della vita, sulla futilità degli aspetti materiali"

"Mi ha emozionata e fatto riflettere su quanto è importante il senso della vita e le persone che abbiamo vicino. È stata un'esperienza indimenticabile e costruttiva"

"Mi ha insegnato molte cose, soprattutto  a essere più sensibile con le persone che mi circondano. Consiglierei di fare questo viaggio ai giovani di oggi, troppo viziati e che dovrebbero aprire gli occhi per guardare la vita reale"

"Questo viaggio mi ha sconvolto lasciandomi una rabbia e un rimorso dentro e allo stesso tempo la forza di volere migliorare le cose non vivendo la mia esistenza in modo passivo"

"Mi ha trasmesso l'importanza della vita e dei beni affettivi"

" mi ha fatto molto riflettere sulla vita, bisogna accettare quello che abbiamo e bisogna aiutare chi ha bisogno"

"mi sono molto commossa, un motivo per andare avanti e non dire mai "non ce la faccio"

Rispetto a quello che si aspettavano da questo viaggio emergono alcune voci critiche - veramente poche - che riguardano la scarsa partecipazione emotiva di questa visita ai campi; qualcuno ritiene più coinvolgente ascoltare le parole di un sopravvissuto che visitare i luoghi dello sterminio. Questa mancanza di coinvolgimento viene attribuita a un approccio troppo nozionistico da parte delle guide. 

"Mi aspettavo un approccio più umano e più sentimentale. Per certe esperienze la semplice enunciazione di date  e fatti non mi sembra la migliore modalità per affrontarle.

"Nel campo già era chiarissima la grandezza del fenomeno. Quindi era inutile se non dannoso il continuo intervento con commenti da parte dello storico. Sarebbe stato più utile e proficuo un ricordo personalizzato dei morti da parte di un testimone sopravvissuto o membri della comunità ebraica."

" Più coinvolgente ascoltare le parole di un sopravvissuto che visitare i luoghi dello sterminio."

 

 

 

 

 

 

       
 
     

Ultimo aggiornamento:  26/08/2014 - Sito aggiornato tramite "Faidate" CMS by tokenstudio s.n.c.    [ Login ]

     
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