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Convegno / Medici Ebrei nell'Italia unita

medici_invito.jpgIn occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la Fondazione CDEC, insieme all'Associazione Medici Ebrei (AME) organizza un convegno su

Medici ebrei nell'Italia unita

La figura del medico nella storia ebraica è sempre stata presente, in modi diversi, sin dal Pentateuco e dal Talmud. Il corpo nell'ebraismo ha un ruolo di primaria importanza, esso in quanto immagine divina va mantenuto sano, nel pieno delle forze, non deve essere corrotto ed è strettamente in relazione con la mente.
Anche per questa ragione, la scienza medica, sin dal suo sviluppo in età medievale, ha trovato fra gli ebrei alcuni dei suoi maggiori esponenti.
Anche in Italia i medici rabbini traducono testi di medicina, curano chi detiene il potere invertendo, per certi aspetti, il rapporto forza - debolezza esistente sia all'interno della scala gerarchica dei Gentili sia tra mondo ebraico e mondo non ebraico. Pur emarginati dai centri di potere scientifico, risultano sovente più preparati dei loro colleghi cristiani, facilitati dalla possibilità di consultare testi scientifici in lingua originale, dal bisogno di trovare dei rimedi alternativi a quelli, spesso impuri, dei medici cristiani, mossi da considerazioni etiche d'antica data. La loro opera, perciò, era molto richiesta e apportava un significativo contributo alla società circostante.
Quanto è rimasto di questa lunga tradizione medica, dopo l'Unità d'Italia?
Scopo di questo Convegno è di mettere in luce sia la continuità col passato sia le novità che la scienza medica applicata dagli ebrei ha trovato anche grazie all'ingresso generalizzato nelle Università dopo l'emancipazione. Si cercherà di valutare quali conseguenze hanno avuto sulla pratica di medico le nuove conoscenze acquisite e quanto esse abbiano contribuito al benessere della società, lungo l'intero periodo della storia dell'Italia unita. Verrà anche affrontato il tema dell'espulsione dalle Università e dell'interdizione dalla professione medica imposte dalla legislazione antiebraica del 1938.
La ricostruzione del panorama storico pertanto sarà parallela allo svolgimento del pensiero ebraico relativamente alla sofferenza e al dolore fisico e, di conseguenza, alla riflessione sulla funzione del medico in un siffatto contesto. Un'esplicitazione del tutto speciale è quella dell'antinomia che separa e distingue il medico ebreo dal medico nazista dei campi di sterminio.
Il tema di cosa rimarrà della tradizione e dell'approccio medico ebraico nei prossimi 150 anni è affidato all'analisi e al dibattito di pensatori ed esperti. Nel complesso, il convegno offre l'occasione, da un lato, per uno sguardo alla storia della sanità nell'Italia unita, dall'altro, a ciò che gli ebrei hanno dato al Paese per la crescita e lo sviluppo della scienza medica.

Il convegno si svolgerà domenica 18 settembre, dalle ore 10.00 alle 16.30,  presso il Museo del Risorgimento di Milano di via Borgonuovo, 23

Intervengono: Maria Silvera, rav Giuseppe Laras, Giorgio Cosmacini, Michele Sarfatti, Annalisa Capristo, Angelo Del Boca, Andrea Finzi, Massimo Sher, Sergio Harari, Amos Luzzatto, Giorgio Mortara, Marco Soria.

Scarica la locandina con il programma completo della giornata. 

 

 

 

 

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