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Giovedì 27 gennaio 2011, Giorno della Memoria

La Fondazione CDEC
insieme a
Figli della Shoah
Comunità ebraica di Milano
Conservatorio G. Verdi di Milano
Fondazione Memoriale della Shoah
Radio 3 RAI

presentano

CONCERTO

musiche di 

Alberto Gentili, Leone Sinigaglia, Renzo Massarani, Mario Castelnuovo Tedesco
esecuzione a cura degli allievi del Conservatorio,
con la partecipazione dei violinisti della Scala di Milano 

Il concerto sarà trasmesso in diretta radiofonica da Radio3 Rai

Presentano la serata

Oreste Bossini
Marino Sinibaldi

Intervengono

Ferruccio De Bortoli, presidente del Memoriale della Shoah di Milano
Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz
Goti Bauer, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz 
Liliana Picciotto, storica della Shoah della Fondazione CDEC
Daniela Padoan, scrittrice
Sonia Bo, direttrice del Conservatorio G. Verdi di Milano
Moreno Gentili, scrittore e critico della fotografia 

 

Programma della serata

"Questo è stato", citazione da Primo Levi, è il titolo di una serata ricca di testimonianze e di musiche eseguite dagli allievi del Conservatorio milanese e da professori d'orchestra della Filarmonica della Scala. Filo conduttore di un appuntamento in cui si intrecceranno riflessioni e ricordi sarà quest'anno il tema dell'empatia, chiave interpretativa per analizzare le diverse reazioni possibili di fronte a una tragedia come lo sterminio nazista, dalla solidarietà all'indifferenza, dal rischio personale fino alla delazione.

- ore 20.00 - 20.30: trasmissione del Radiodocumentario realizzato nel cantiere della Fondazione Memoriale della Shoah del Binario 21 per evocare le storie legate a quel luogo tristemente noto

- ore 20.30 - 23.00: diretta dal Conservatorio Giuseppe Verdi con interventi, tra gli altri, di Ferruccio de Bortoli, Presidente della Fondazione del Memoriale della Shoah di Milano, le sopravvissute all'esperienza del lager Liliana Segre e Goti Bauer, la scrittrice Daniela Padoan, che da anni si occupa del tema della testimonianza legata alla Shoah, Liliana Picciotto, storica della Fondazione CDEC, che presenta il progetto "Volti della memoria. Fotografie degli ebrei deportati dall'Italia", Moreno Gentili, scrittore e critico della fotografia, Sonia Bo, direttrice del Conservatorio Giuseppe Verdi.

Gli allievi del Conservatorio eseguiranno musiche dei compositori di origine ebraica Mario Castelnuovo Tedesco, Alberto Gentili, Leone Sinigaglia, Renzo Massarani. In conclusione di serata, i violinisti della Filarmonica della Scala, Gianluca Scandola e Pierangelo Negri con il soprano Ljuba Bergamelli, proporranno Lettres de Westerbork di Olivier Greif su testi di Etty Hillesum, e alcuni Salmi.

Programma musicale

Leone Sinigaglia, Romanza per corno e quartetto d'archi 

A. Gentili, Sognando per arpa sola 
Trio per archi (violino, viola, violoncello) 
Fughetta per quartetto d'arch

Renzo Massarani, Sonata per violoncello e pianoforte

Mario Castelnuovo- Tedesco, Concerto per arpa e orchestra da camera op.93
(arpa, 2 violini, viola, violoncello, 2 clarinetti, clarinetto basso). 20'

Olivier Greif, Lettres de Westerbock per due violini e soprano 

 

Note biografiche sui compositori

Alberto Gentili (Vittorio Veneto, 21.5.1873 - Torino, 15.9.1954) studiò a Padova con Francesco Pollini e a Bologna con Giuseppe Martucci. La sua formazione continuò a Milano e a Monaco di Baviera: qui si affermò come compositore e direttore d'orchestra. Pubblicò nel 1925 la "Nuova teorica dell'armonia" ed ottenne presso l'Università di Torino la cattedra di Storia della musica, dalla quale venne radiato nel 1938. Riuscì a sfuggire ai nazi-fascisti nascondendosi a Lasalle, in val d'Aosta. Il nome di Gentili è legato alla straordinaria vicenda del fondo Foà-Giordano della Biblioteca Nazionale di Torino: anche per questo, nel 1957, il ministero della Pubblica Istruzione decretava alla sua memoria la medaglia d'oro per meriti nel campo della Cultura, dell'Arte e della Scuola.

Leone Sinigaglia, torinese proveniente da un'agiata famiglia ebraica, di madre milanese, frequentò in entrambe le città i migliori salotti letterari e musicali: Lombroso, Boito, Fogazzaro, come anche Verdi, Puccini e Toscanini. Iniziò la sua formazione musicale a Torino intorno al 1880, studiando pianoforte, violino e composizione, ma gli studi che più lo formarono furono quelli di Vienna, città con la quale si sentì particolarmente in sintonia. Vi si recò dal 1894 al 1899, incontrò e strinse amicizia con importanti musicisti tra i quali Brahms e il violinista Josef Suk, che lo introdusse a Dvorak; quest'ultimo fu fondamentale nella formazione che lo portò molto più in là negli anni, al suo rientro a Torino, a studiare il repertorio di canti popolari piemontesi e a curarne un'edizione corredata da originali accompagnamenti per pianoforte.
Molte brevi composizioni cameristiche furono scritte prima della partenza per Vienna, tra cui la Romanza del programma: composizioni in cui prevale una cantabilità immediata, sempre sorretta da sapiente e fantasiosa struttura ritmica ed armonica.
Nel 1943, quando fu firmato l'Armistizio, Sinigaglia era già molto anziano. Durante quel terribile periodo il musicologo Luigi Rognoni tentò di salvarlo, nascondendolo presso l'Ospedale Mauriziano; morì di infarto nel momento in cui stava per essere deportato.

Renzo Massarani (Mantova, 26.3.1898 - Rio de Janeiro, 28.3.1975) compositore e critico musicale, studio' a Roma con Ottorino Respighi, ed in quella stessa citta' inizio' la sua carriera, fondando, insieme con Vittorio Rieti e Mario Labroca, il "Gruppo dei Tre", in chiaro riferimento ai "Sei" francesi o ai "Cinque" russi. Negli anni '20 compose le musiche di scena per le rappresentazioni del Teatro dei Piccoli di Podrecca. Critico musicale del giornale "Il Tevere" e del periodico "L'Impero", fu convinto sostenitore del regime e partecipo' alla marcia su Roma.
Proprio in quanto fascista e ben inserito nell'ambiente culturale di allora, la sua emarginazione dalla vita musicale italiana e la perdita del posto presso la SIAE in seguito alle leggi razziali costitui' per lui un trauma inaspettato e per questo tanto piu' doloroso; emigrato in Brasile, continuò la sua attività di critico, ma smise di comporre e non volle più che la sua musica venisse eseguita.
Tra le sue composizioni troviamo numerose operine e musiche di scena, pezzi pianistici e per orchestra. La Sonatina per violoncello e pianoforte risale al 1937 e fu eseguita a Roma per la IV Mostra di Musica Contemporanea e a Venezia nell'ambito del Festival.

Affermatosi fin da giovanissimo come pianista e compositore, Mario Castelnuovo-Tedesco (Firenze, 3 aprile 1895 - Beverly Hills, 18 marzo 1968) fu allievo al Conservatorio di Firenze di Ildebrando Pizzetti per la composizione e di Edgardo de Valle-Paz per il pianoforte. Nel 1925, con La mandragola, vinse un importante concorso di composizione e l'opera fu rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia, e tra gli interpreti delle sue musiche troviamo artisti del calibro di Alfredo Casella, Walter Gieseking, Jascha Heifetz, Gregor Piatigorsky e Andrés Segovia.
A causa delle leggi razziali promulgate dal regime fascista, nel 1939 Castelnuovo-Tedesco fu cacciato dalla sua cattedra all'Università di Firenze e costretto a lasciare l'Italia con la sua famiglia e a trasferirsi negli Stati Uniti, dove si affermò a Hollywood come autore "fantasma" di colonne sonore (pochissime sono quelle che gli furono accreditate) e come insegnante di composizione. Ebbe tra i suoi allievi compositori del calibro di Elmer Bernstein, Jerry Goldsmith, John Williams, Henry Mancini, André Previn, Nelson Riddle.
Nel 1958 vinse il Concorso Campari con l'opera Il mercante di Venezia, che fu rappresentata al Maggio musicale fiorentino sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni.
Dotato di una vena melodica ricchissima e fluente, Castelnuovo-Tedesco eccelse nel campo della musica vocale: compositore colto e raffinato, musicò autori come Cavalcanti, Petrarca, Vogelweide, Cervantes, Shakespeare, Lorca, Whitman. La preparazione tecnica solidissima gli permise di avere un dominio assoluto della forma e del contrappunto e di scrivere con competenza per qualsiasi strumento. Oggi è ricordato soprattutto per la sua produzione per chitarra, strumento a cui si dedicò con attenzione nella seconda meta' della sua vita, forte dell'amicizia con Andrès Segovia. Il Concerto per Arpa e Orchestra da camera appartiene alla produzione anteriore alla fuga dall'Italia; come molte sue composizioni ( tra quelle pianistiche ricordiamo Le danze del Re Davide, Tre corali su Melodie Ebraiche ecc.), anche questo Concerto incorpora melodie tradizionali ebraiche, sapientemente rielaborate e variate.

(A cura di Cecilia Missaglia, Emiliano Rossi, Francesco Steca, classe 5a B del Liceo Musicale Sperimentale del Conservatorio “G. Verdi”)

 

Per informazioni

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