ACTES ET DOCUMENTS DU SAINT SIÈGE RELATIFS À LA SECONDE GUERRE MONDIALE, vol. 6, Le Saint Siège et les victimes de la guerre, mars 1939 - décembre 1940, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1972, pp. 52-56.
4. La Secrétairerie d'Etat à l'Ambassade d'Italie
(A.E.S. 1057/39 minute corrigé par Pie XII)
Vatican, 20 mars 1939
Protestation contre l'attitude antireligieuse de la revue «La difesa della razza»; les erreurs qu'elle contient sont indiquées dans la mémoire ci-joint.
La Segreteria di Stato di Sua Santità sente il dovere di sottoporre alla considerazione dell'Eccellentissima Regia Ambasciata d'Italia quanto appresso.
Dall'agosto 1938 si pubblica a Roma sotto la direzione del signor Telesio Interlandi la rivista La difesa della razza.
Con vivo rammarico si è constatato che sovente i quaderni bimensili di detta rivista contengono non soltanto gravi offese alla Religione cattolica, ma anche veri errori ed eresie, come si rileva dal qui unito promemoria.
La Santa Sede non può non preoccuparsi seriamente del dannoso influsso della rivista - già largamente diffusa soprattutto fra le istituzioni scolastiche - verrà ad avere sulle coscienze cattoliche, ingenerando in esse massime in contrasto con la dottrina cattolica, che il Concordato ha meritamente dichiarato di considerare fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica.1
La Segreteria di Stato confida, pertanto, che la Regia Ambasciata vorrà interporre i suoi buoni uffici affine di ottenere che la menzionata rivista usi maggior cautela nel trattare questioni attinenti la fede cattolica, in modo che in avvenire non si debbano deplorare altri erronei scritti.2
PRO-MEMORIA
CIRCA LA RIVISTA LA DIFESA DELLA RAZZA
Se per Difesa della razza s'intendesse «totale risanamento della nazione dai germi che tentano corromperla» (anno I, fasc. 6, pag. 48), la dottrina e la religione cattolica non avrebbero nulla da opporre. Ma per quanto la rivista «La Difesa della Razza» affermi, qua e là, che razzismo significa «difesa e preservamento dei valori molteplici della propria razza contro gli elementi che in maniera varia attentano ad essi» (anno I, fasc. 1, pag. 24), che «il razzismo italiano non ha nessuna fisionomia teologica allarmistica» (anno I, fasc. 3, pag. 31) o che i «suoi fondamenti sono e debbono essere eminentemente spirituali» (anno I, fasc. 5, pag. 28), nel fatto invece contrasta e offende apertamente la dottrina e la religione cattolica.
Infatti in essa si nota la confusione pericolosa fra l'elemento umano e l'elemento divino e la globale squalificazione, come quando si parla del mito dell'elezione divina (anno I, fasc. 3, pag. 38), del disfattismo fatto risalire alla Bibbia (anno I, fasc. 6, pag. 14) e quando si vituperano i Libri sacri (anno II, fasc. 1, pag. 12).
In modo speciale la documentazione dell'offesa che la rivista in parola fa alla dottrina e alla religione cattolica è data dagli articoli «Leopardi e gli Ebrei» (anno I, fasc. 3, pag. 42): «Dionisio Clericale» (anno I, fasc. 6, pag. 45): «Una gente senza eroi» (anno II, fasc. 1, pag. 12): «Razzismo e Cattolicismo» (anno II, fasc. 2, pag. 46), nei quali è facile riscontrare quanto di falso e di ereticale vi si trovi.
E per venire al particolare e al dettaglio:
Si accusa la religione di aver reso imbelli i popoli. «Quel vigoroso amore di sé sarebbe ancora in ogni individuo... se la cosidetta civiltà e la religione cristiana non lo avessero, quell'amore, logorato a poco a poco, fino a ridurre i popoli e gli individui imbelli, deboli e però accoglienti verso gli stranieri... » (anno I, fasc. 3, pag. 42).
Contro la rivelazione e la Chiesa. «La grazia di creare e farci davvero vedere il suo volto, Dio la fece ai greci, non alle società sacerdotali, ai popoli religiosi, al popolo eletto; non agli ebrei... » (anno I, fasc. 6, pag. 45).
«Il popolo ha vita quando l'umanità esce dalla fase mistica e dall'incubo clericale dell'essere e diventare, della volontà e dell'agire» (anno I, fasc. 6, pag. 45).
«Dal governo dei filosofi, sacerdoti, possono nascere soltanto tirannia, come le orientali, quella della rivoluzione francese, la bolscevica» (ivi pag. 46).
«La parola di Cristo era anche essa comune, era cattolica, doveva essere romana; a Roma trovò un impero, un senato, una magistratura del mondo, che furono... il senato, la stessa magistratura della Chiesa» (ivi pag. 46).
La Fede non è cattolica. «Sebbene l'esercito italiano sia cattolico, come cattolica non è la fede ma la midolla della civiltà italiana, nulla vieta ad un ufficiale di essere ateo, e quindi di educare i figli senza fede ecc.» (anno I, fasc. 6, pag. 62).
Il Divino è più nei classici pagani che nella Bibbia. «Prendete quei testi che solo una malvagia bestemmia poté insegnare a considerare profani e quasi perversi, mentre in essi si aduna quanto di divino seppe sognare sotto il gran sole mediterraneo la stirpe dei nostri avi, e forse quanto di più divino mai si sognò in questo terrestre angolo dell'universo, i nostri classici: Omero, Pindaro, Virgilio, i tragici greci.
E prendete i testi sacri di Israele: la Bibbia antica, il Talmud, lo Zohar... Al primo momento resterete colpiti da tanta fantasia... ma vi avvedrete che questa fantasia assomiglia al delirio febbrile ecc.» (anno II, fasc. I, pag. 12).
Contro il concetto biblico di Dio. «La semitica volontà di Jahvé. Volontà personale di un Dio anemico e vuoto, nella sua assolutezza contro natura e antiumano, che niente ha a spartire col Fato ariano, il quale si sviluppa dal contrappunto architettonico dei motivi che circolano per la infinita vita dell'universo» (anno II, fasc. 1, pag. 13).
Crudeltà ariana e crudeltà semitica. «Per l'ariano l'universo è una architettura... E la crudeltà è essenziale al divino inno della vita, la spada deve essere snudata quando il destino lo vuole, con quella serena salute virile onde chi snuda la spada e la tuffa nel sangue del nemico sente di adempiere anche così alla divina armonia di una più vasta giustizia cosmica. Il Semita è tutt'altro. Egli desidera snudare la spada per vendetta e odio, e per dominare egli solo sulla morte di tutto» (anno II, fasc. 1, pag. 13).
Religione come derivazione dalla psicologia razzista. «La fede del popolo giudaico non riconosce all'individuo libertà alcuna, sia pure in grado minimo ed estirpa dalla sua coscienza il sentimento dell'onore concepito arianamente, in quanto nega ogni onore a tutti gli altri popoli. Poiché ogni popolo ha la religione che deriva direttamente dalla sua psicologia razzista» (anno II, fasc. 1, pag. 36).
Roma ha fondato il cattolicismo. «Roma nacque cattolica, ed era cattolica prima di diventare cristiana e perciò poté fondare il cattolicismo... Perché un prete manca al suo ufficio di insegnante... e si mette contro la questione della razza, tu vuoi buttare a mare duemila anni di cattolicismo, cioè di civiltà italiana, di civiltà, al singolare? Non sai che furono i preti a farci diventare anticlericali e irreligiosi e che il torto era nostro? I preti dovrebbero essere dei santi. Possiamo pretendere che lo siano? Quando li vedi sbagliare pensa che non sono dei santi» (anno II, fasc. 2, pag. 46).
Razza e Cattolicismo. Sotto questo titolo si svolge una specie di corrispondenza tra lettori e direzione, negli ultimi fascicoli della rivista. Vi si trovano errori ed eresie che spesso sono proprio ribaditi dalla Direzione.
Esempi: «L'Eterno, cui noi obbediamo, il nostro Dio, è solo la patria» (anno II, fasc. 5, pag. 47).
«La Provvidenza ha innestato la cattolicità divina della Chiesa sulla cattolicità dello spirito italiano» (anno II, fasc. 4, pag. 46).
«Il Cristianesimo fu la causa prima che determinò il disgregarsi ed il crollo dell'impero e della civiltà romana, spianando la via alla barbarie irrompente» (anno II, fasc. 5, pag. 46).
«In Italia è la sede e l'origine del cattolicismo» (anno II, fasc. 6, pag. 46).
«Al Rinascimento diventano sinonimi la parola classico, cattolico, italiano» (anno II, fasc. 7, pag. 44).
«Il Cattolicismo diventò cattolico facendosi romano, perché cattolica era Roma» (anno II, fasc. 3, pag. penultima).
«Il Cristianesimo prese il suo corpo cattolico facendosi romano» (anno II, fasc. 7, pag. 45).
«Non si può essere grandi se non pensando e operando contro ragione e in quanto si pensa e si opera contro ragione» Leopardi (anno II, fasc. 4, pag. 43).
«Religione e razza sono per il popolo italiano un tutto unico» (anno II, fasc. 7, pag. 47).
1- L'article 36 du Concordat du 11 février 1929 dit textuellement: «L'Italia considera fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica l'insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica»; voir AAS 21 (1929) 291.
2- L'Ambassade d'Italie répondit le 20 mai 1939: (nr. 1631, A.E.S. 2839/39): «In riferimento alla Nota nr. 1057/39 del 20 marzo u.s. Si informa che il Ministero della Cuktura Popolare, interessato in merito a quanto formava oggetto della nota più sopra indicata, ha comunicato quanto segue:
Si assicura che è stato richiamato il direttore della rivista 'La Difesa della Razza' ad usare per l'avvenire maggiore cautela nel trattare questioni attinenti alla religione cattolica».