Le zone d'ombra
9 novembre 1938 Mgr Bernhard Lichtenberg, rettore della cattedrale di Sant'Hedwige di Berlino, condanna pubblicamente la spettacolare azione delle SS contro gli ebrei. Il nunzio in Germania invia a Pio XII, eletto sei mesi dopo, un rapporto sulla vicenda. Anche Mgr. Amleto Cicognani, delegato apostolico negli Stati Uniti d'America gli comunica la condanna dei vescovi americani. Nonostante ciò la cosiddetta Notte dei Cristalli non suscita in Vaticano alcuna reazione. Domanda della commissione: gli archivi vaticani possono rivelare delle discussioni avvenute fra i responsabili sulla reazione più appropriata da opporre a questo pogrom ?
1- All'epoca dei fatti il card. Pacelli, segretario di Stato del Vaticano fino alla morte di Pio XI 9-10 febb. 1939, poi eletto papa col nome di Pio XII, in quali trattative diplomatiche era impegnato ?
1.1-Storia della Chiesa, vol. X/1, La Chiesa nel ventesimo secolo 1914-1975, Konrad. REPGEN, La politica estera dei papi nel periodo delle guerre mondiali, Milano, Jaka Book Edizioni, 1980, p. 80
1.2 - Approfondimento - Le trattative del Vaticano con il governo Mussolini a proposito delle leggi razziali.
1.2.1- La protesta della chiesa contro le leggi razziali di Mussolini
1.2.2- Notes de la Secrétairerie d'Etat - Vatican, 14 novembre 1938
1.2.3- Le nonce à Berlin Orsenigo au cardinal Pacelli - Renseignements sur le pogrom du 9-10 novembre 1938.
1.2.4- Protesta ufficiale, per via diplomatica, contro l'atteggiamento antireligioso della rivista La difesa della razza - Vaticano 20 marzo 1939
2 - E' stato un caso isolato, o il culmine di una strategia che ha percorso tutto il 1938 ?
2.1 - Popolo e Libertà, 18/06/38- La ripresa della lotta antisemita in Germania
2.2 - Popolo e Libertà 20/06/38 - Nuovi episodi dell'antisemitismo berlinese
2.3 - Popolo e Libertà 22/06/38 - L'antisemitismo a Vienna - Ancora dimostrazioni antisemite a Berlino - Un nuovo codice penale anche in Germania!
2.4 - Popolo e Libertà 24/06/38 - I beni degli ebrei tedeschi
3 - Pio XI nei sui discorsi dell'estate del 1938 aveva chiaramente espresso il suo parere e la condanna del razzismo?
3.1- Popolo e Libertà 02/08/38 - Un nuovo, monumentale discorso del Papa in condanna del razzismo
4 - Perché le autorità italiane (Min. Cul.Pop.) si allarmavano e ripetutamente chiedevano ai prefetti di vigilare affinché i discorsi di Pio XI non venissero ripresi dalla stampa, soprattutto cattolica: bollettini parrocchiali ecc. ?
Nel discorso del 28 luglio 1938 (Popolo e Libertà 02/08/38 ) Pio XI affermò dei principi non solo religiosi e teologici, ma anche antropologici in contrasto con le tesi razziste del fascismo e soprattutto con il Manifesto degli "scienziati" razzisti (vedi il testo nel sito) affermando che: « Si dimentica che il genere umano, tutto il genere umano, è una sola, grande, universale razza umana [...]». Quindi il Ministero della cultura popolare temeva che si diffondessero, attraverso la stampa, soprattutto cattolica, le idee espresse dal Papa e con ripetute circolari fece in modo che nessun quotidiano o periodico potesse riferire il discorso di Pio XI, attuando una stretta e rigorosa censura. Emergevano chiaramente contrasti tra le tesi antiebraiche del Vaticano e le affermazioni razziste e soprattutto antisemite del regime. Le prime erano basate su considerazioni teologiche ed interpretazioni bibliche, mentre le seconde si basavano su affermazioni di tipo pseudo-scientifiche, diffuse nella cultura europea e, in particolare italiana, dei primi decenni del '900. (Vedi argomentazione successiva alla domanda 5)
5 - Perché lo stesso Ministro Alfieri invitò gli intellettuali ad utilizzare l'espressione anti-giudaismo invece di anti-ebraismo, usata fino ad allora? Non vi è un richiamo antisemita e negativo nel nome Giuda, usato dai cristiani in forma di aggettivo dispregiativo ?
La circolare porta la data dell'8 settembre 1938, quando la legislazione razziale, per la difesa della razza, non era ancora stata ben definita e promulgata, quindi in attesa dei provvedimenti di legge si invitava la stampa ad attenersi alle indicazioni del ministro. Si può notare il richiamo alla benevolenza verso il mondo islamico; già precedentemente Mussolini, come anche Hitler, aveva appoggiato la causa araba contro i tentativi di parte ebraica di ottenere dagli inglesi l'indipendenza dello Stato d'Israele. Indipendenza ottenuta nel 1948.
Si invita poi ad utilizzare il termine giudaismo e antigiudaismo al posto di ebraismo e antiebraismo poiché il termine giudaismo e antigiudaismo veniva ampiamente utilizzato dalla stampa cattolica che considerava l'ebraismo una «Religione equivoca, perché, se ha il vanto di essere stata l'unica vera religione - cioè il Giudaismo dell'antico Testamento, figura e preambolo del Nuovo, preparazione quindi del Cristianesimo - è ormai, in realtà, una religione profondamente corrotta: il Giudaismo del Talmud, antitesi del Cristianesimo [... concludendo] che non si può dare soluzione definitiva alla questione giudaica, se non con la conversione di tutto Israele al Cristianesimo». (vedi: La Civiltà Cattolica, Roma, 2 aprile 1938, a. 89, vol. II, quad. 2107, pp. 76-82; a tale proposito vedi il particolare concetto di tolleranza verso gli ebrei testimoniatoci dalla relazione a Cordell Hull da Emanuel Cellar, inviato dal Congresso degli Stati Uniti in rappresentanza per l'incoronazione di Pio XII).
In ambiente cristiano quindi il richiamo a Giuda, il traditore di Cristo, colui che ha fatto catturare Gesù per trenta denari, assume una connotazione negativa, se non dispregiativa, come viene comunemente usato l'epiteto Giuda al posto dell'aggettivo traditore.
L'antiebraismo dei cattolici era quindi rivolto essenzialmente alla religione e non alle singole persone di religione ebraica, nel modo, invece previsto dalla legislazione fascista, basata sul concetto razzista di discendente da famiglia di origine ebraica. «L'articolo del decreto Legge che definisce "di razza ebraica colui che est nato da genitori entrambi di razza ebraica" est il dato di fatto su cui si deve basare la campagna razzista». (Vedi: Circolare telegrafica del Ministero della Cultura Popolare del 8 - 09 - 1938, n. 313 s.I. 19091/II).
Questa distinzione dei cattolici, che li porta ad intraprendere una campagna contro l'ebraismo, esercitando però nei confronti degli ebrei un atteggiamento di "carità e di comprensione", tendente a convertirli al cristianesimo, è alla base dell'atteggiamento della Chiesa come elaborato dalla Civiltà Cattolica (vedi: La Civiltà Cattolica, Roma, Anno 89 - Vol. IV 1° ottobre 1938, Quaderno 2119, La questione giudaica e "La Civiltà Cattolica"), si contrappone quindi alla visione puramente razzista del problema, impostata dal fascismo. Ci si chiede però, quanto tale distinzione sia percepita a livello di popolo cristiano e di clero, quanto invece sia solo una elaborazione di teologi e specialisti, lontana dal sentire della gente, che in definitiva nutre nei confronti degli ebrei un atteggiamento di antisemitismo intransigente, aggravato dal razzismo fascista?
Nell'agosto del 1941, il maresciallo Petain chiede all'ambasciatore presso la Santa Sede, Léon Bérard, di assicurarsi sull'accordo del Vaticano circa le misure anti-ebraiche assunte dal governo di Vichy. Nella loro risposta i collaboratori di Pio XII Giovanni Battista Montini, (futuro Paolo VI) e Domenico Tardini pensano che non ci sia nulla da obiettare, poiché da lungo tempo questi provvedimenti sono amministrati con giustizia e carità . La commissione di storici si domanda se il papa è stato consultato su questa risposta e se esistano dei documenti che permettano di saperne di più sui rapporti tra il Vaticano e il maresciallo Pétain:
1- E' una risposta in sé contraddittoria, il Vaticano ha più volte dichiarato come questi provvedimenti siano ingiusti, come possono essere amministrati con carità ?
2 - La Santa Sede era favorevole al governo di Vichy ?
3 - Appoggiava tutti i governi autoritari che s'ispirassero ai principi etici cattolici ed antisocialisti, come il governo di Franco in Spagna ?
4 -Nel 1922 altrettanto speravano dal governo di Mussolini, l'uomo della Provvidenza ?