Konrad REPGEN, La politica estera dei papi nel periodo delle guerre mondiali, in Storia della Chiesa, La Chiesa nel ventesimo secolo 1914-1975, Milano, Jaka Book Edizioni, 1980, p. 80.
[...] Fino alla morte del papa [Pio XI] la situazione della chiesa in Germania non migliorò, al conrario: il divieto delle associazioni giovanili e la soppressione delle scuole confessionali vennero ora applicati da parte governativa. Contemporaneamente si ebbero territori esenti dal concordato in Austria (Anschluss: 13 marzo 1938) e nel paese dei Sudeti (1° ottobre 1938). Il governo tedesco si rifiutò con argomenti giuridici di estendere a queste regioni la validità del proprio concordato, ma ricusò anche nuovi accordi. Le conseguenze effettive di quel concordato nell'Altreich [antico territorio tedesco], nonostante le gravi effrazioni proprio nel 1938 e nel 1939, furono qui manifeste. Contro il pogrom ebraico del novembre 1938 la Santa Sede, come molte altre potenze (1), che venivano toccate soprattutto sotto l'aspetto economico, non interpose una protesta diplomatica, mentre negli stessi giorni portava al massimo la sua lotta sulla legislazione razziale di Mussolini. A lungo termine l'enciclica [Mit brennender Sorge] non ebbe altra conseguenza se non che, dopo di essa, i rapporti oggettivi non migliorarono, anzi peggiorarono. [...]
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(1) Cfr. l'enunciazione del rapporto tedesco del Berliner Auswärtiger Amt del 20 dicembre 1938: Akten zur Deutschen auswärtigen Politik 1919 - 1945, Göttingen 1966 ss., D v, 769-773.