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Premessa - 4



Negli ultimi decenni del secolo assistendo al rifiorire delle comunità ebraiche e attribuendo a loro forti legami con la Massoneria ed in generale con il pensiero laico che andava diffondendosi nel mondo e in particolare anche in Italia, il Vaticano, riconoscendo l’importanza dei mezzi di comunicazione e di informazione diede grande sviluppo alla informazione cattolica dando impulso all’Osservatore Romano, portavoce della Santa Sede, e soprattutto diede grande importanza allo sviluppo del quindicinale dei Gesuiti, La Civiltà Cattolica, che sotto il diretto controllo della Segreteria vaticana e del Papa medesimo, diffondeva il pensiero ufficiale della Chiesa sui problemi del mondo contemporaneo, sugli avvenimenti politici e in particolare sul pensiero moderno. Non è questa la sede dove affrontare il problema della lotta al Modernismo, basta segnalare che la responsabilità del diffondersi di una cultura più aperta, europea, non più dominata dal dogmatismo religioso, orientata ai problemi sociali e dei diritti degli uomini, della creazione di governi sempre più orientati a una partecipazione democratica, venne in parte attribuita ai pensatori ebrei, i famosi maestri del dubbio. Nel due decenni di fine secolo La Civiltà Cattolica, lanciò una feroce campagna antiebraica, che spesso assunse significati e toni di vero e proprio antisemitismo. Questa campagna era diffusa anche in altri stati europei: Russia, Polonia, Germania, Austria ecc. dove continuavano angherie e soprusi nei confronti degli Ebrei, che spesso sfociavano in veri e propri pogroms. La Gazzetta d’Italia, sabato 15 aprile 1882, a. XVII, n. 105, Roma – Firenze, nella Rassegna della stampa scrive:

“Col titolo  La questione degli Ebrei, la Ragione stampa un articolo in difesa di questi poveri Ebrei che son fatti segno a mille angherie e soprusi anche in Austria come in Russia. Questi odii di razza, turpi avanzi di un’età defunta, debbono cessare in nome della fraternità universale, che tutti ci lega in un vincolo santo d’amore, e che tanto giova allo sviluppo delle attività morali e materiali dei popoli. In proposito la Ragione addita all’Austria l’esempio dell’Inghilterra, della Francia e dell’Italia, tre nazioni eminentemente civili, dove si è accordato agli israeliti quel largo uso delle libertà, che niente cura le differenze di culto e di fede di fronte alla legge civile ed all’opinione, ciò che è valso anche a togliere gli Ebrei da quell’isolamento. Il quale mantenendo e confermando i loro pregiudizi li rendeva odiosi alla maggioranza delle varie popolazioni”.

Era proprio quell’isolamento che La Civiltà Cattolica (Anno 89 – Vol.. IV,  1° ottobre 1938, quad. 2119, La questione giudaica e "La Civiltà Cattolica") auspicava nei suoi articoli, impedire che il popolo ebraico, traviato dal Talmud, avendo rifiutato il Cristianesimo, naturale prosecuzione dell’Antico Testamento, era un pericolo per i cristiani, soprattutto per le proprie idee, basate su un rigido dogmatismo teologico,  influenzato dalla rielaborazione metafisica della filosofia greca, e dalla convinzione profonda di essere gli unici depositari della verità rivelata.  Ma di questo argomento ne parleremo in modo più approfondito nei capitoli successivi, quando affronteremo il problema del diffondersi dell’antisemitismo nei primi decenni del secolo XX.

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