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Michele Sarfatti
Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani di oggi


Prima edizione: 2002
Einaudi Tascabili
pp. 105
7,5
ISBN 8806161784


Cosa furono le leggi antiebraiche? Quali effetti ebbero? Cosa significarono? Quale posto hanno occupato nella storia d'ltalia?


L'autore ha elaborato quest'opera sintetica, ma scientificamente documentata e con interessanti appendici, per il mondo della scuola e per coloro che desiderano iniziare ad approfondire una delle pagine più tristi della nostra recente storia e che ha determinato il periodo cruciale del Novecento italiano.


L'opera si articola in quindici capitoli, iniziando ad illustrare I termini della vicenda che caratterizzano l'introduzione della legislazione antiebraica da parte del fascismo e “che ne porta intera la responsabilità. I provvedimenti legislativi furono elaborati dal governo dittatoriale del Regno d'Italia, presieduto da Benito Mussolini, furono approvati all'unanimità dalla Camera e a larghissima maggioranza dal Senato, furono controfirmati dal re Vittorio Emanuele III di Savoia”. Due furono i momenti in cui si può dividere la persecuzione antiebraica: il primo dal 1936-1937 al 25 luglio1943, il secondo dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945.


Nel primo periodo vi fu l'elaborazione e l'applicazione della normativa che cercava di separare gli ebrei dal resto della popolazione italiana sulla base di uno pseudo-scientifico concetto biologico di razza, nell'ambito della difesa della razza ariana. L'applicazione di tali norme fu accompagnata da una miriade di circolari emesse dal Ministero dell'interno, Direzione generale per la demografia e la razza, che in molti casi aggravarono il dettato della legge. Gli ebrei italiani e stranieri, residenti in Italia, vennero gradatamente messi nella condizione di non poter più lavorare e quindi di dover cercare rifugio all'estero e in parte di essere espulsi perché stranieri oppure per la perdita della cittadinanza italiana. Ciò fu possibile nel 1938-1939, ma dal 1940 con l'ingresso in guerra dell'Italia a fianco della Germania, la situazione degli stati europei era tale che impediva praticamente un trasferimento all'estero. L'autore analizza con puntuale precisione ogni provvedimento limitativo della libertà degli ebrei, evidenziando il concreto impedimento di svolgere un qualsivoglia lavoro; fu persino proibito loro il commercio ambulante, in particolare di prodotti da toilette. Molti vennero avviati al lavoro coatto, altri internati.


Nel secondo periodo, dopo il settembre del 1943, gli ebrei italiani rimasti nel territorio della Repubblica sociale italiana, con una direttiva del governo vennero considerati stranieri e nemici, internati e trasferiti nei campi di sterminio, per la gran parte Auschwitz.


Se in un primo tempo si tentò di addossare la responsabilità delle leggi ad una imposizione di Hitler, successivamente fu chiaro che la persecuzione antiebraica nacque dalla volontà del fascismo e in particolare di Mussolini, che ne rivendicò a più riprese la completa paternità e responsabilità, come rivendicò il proprio pensiero e spirito razzista.


L'autore spiega il significato di tale normativa, il contesto in cui venne applicata, quali furono le vittime, come venne presa la decisione di realizzarla, come se ne attuò l'elaborazione, quale fu l'impostazione, come si determinò la definizione di “ebreo”, gli obiettivi ed il contenuto. Conclude poi parlando dell'applicazione, degli effetti e delle reazioni a queste leggi. Infine analizzando il lascito e la conoscenza complessiva di ciò che è avvenuto termina il suo lavoro con questa espressione:”Giunto alla conclusione della stesura, mi accorgo che è utile anche a chi si interroga sulle radici storiche dei nuovi progetti di leggi contro persone e gruppi di persone che non sono bianchi italiani cattolici”.


Penso di dover consigliare la lettura di questo libro a tutti i giovani che non vogliono avere una visione parziale e manipolata sulla problematica delle leggi razziali, agli adulti che hanno vissuto quel periodo senza poter conoscere nei particolari ciò che avveniva e a tutti coloro che vogliono rendersi conto della ricaduta di tutta la politica razziale del fascismo, le cui conseguenze si fanno sentire pesantemente ancora oggi nella nostra società.


Lo storico Michele Sarfatti lavora presso la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano e si interessa da molti anni, con studi ed approfondimenti, delle leggi antiebraiche fasciste, di cui ne ha curato la riproduzione integrale in Documenti della legislazione antiebraica. I testi delle leggi,in Id (a cura di) 1938 le leggi contro gli ebrei, fascicolo speciale de «La rassegna mensile di Israel», vol. LIV, nn. 1-2, gennaio-agosto 1988, pp. 49-167, e ha approfondito la ricerca sulla loro elaborazione nell'opera: Mussolini contro gli ebrei. Cronaca dell'elaborazione delle leggi del 1938, Zamorani, Torino, 1994. Presso Einaudi ha pubblicato Gli ebrei nell'Italia fascista. Vicende, identità, persecuzione , Torino, 2000. Ha fatto parte poi della Commissione per la ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività di acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati, partecipando alla stesura del Rapporto generale, Presidenza del Consiglio dei ministri, Roma, 2001.


Indice


p. 1 – Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani di oggi


3 – I termini della vicenda

6 – Il significato

8 – Il contesto

10 – Le vittime

13 – La decisione

15 – L'elaborazione

18 – L'impostazione

20 – La definizione di «ebreo»

23 – Gli obiettivi

26 – Il contenuto

40 – L'applicazione

41 – Gli effetti

43 – Le reazioni

46 – Il lascito

49 – La conoscenza


57 – Appendici

89 – Tabelle statistiche

99 – Bibliografia orientativa


(recensione di Andrea Tournoud)