Renata BROGGINI,
La frontiera della speranza. Gli ebrei dall'Italia verso la Svizzera 1943 1945,
Milano, Arnoldo Mondadori S.p.A, 1998, pp.518
ISBN: 88-04-43776-6
Negli anni dell'occupazione tedesca dell'Italia (1943-1945),
migliaia di ebrei italiani, europei e apolidi, costretti ad
abbandonare le proprie case per evitare la deportazione, tentarono di
attraversare clandestinamente il confine italo-svizzero per trovare
rifugio in territorio elvetico.
Renata Broggini nella "Frontiera
della speranza" ricostruisce - sulla base di documenti
conservati in archivi svizzeri e italiani, e grazie a testimonianze
scritte e colloqui diretti con i protagonisti - le drammatiche
vicende di queste famiglie, dal momento della partenza sino
all'atteso rientro in patria.
Alcuni fuggiaschi caddero vittime di
passatori che li tradirono ("Ogni ebreo ha il suo prezzo"),
altri vennero arrestati dalle milizie repubblichine, altri ancora
furono respinti dalle guardie di frontiera svizzere: "Chi siete?
Cosa volete? Non è vero che in Italia gli ebrei sono
perseguitati". Non tutti riuscirono, dunque, a farcela: "Siamo
ebrei, abbiamo tentato di espatriare visto che l'Italia non ci vuole,
ma nemmeno la Svizzera ci ha voluto".
Quelli che invece
riuscirono a passare, circa 6000, ebbero la possibilità di
recuperare la loro identità negata e la loro dignità:
"Sentiamo di poter presto ritornare noi stessi, seppur
attraverso altre sofferenze e altre privazione, ma non avremo più
da celare l'esser nostro sotto falsi nomi, potremo andare a testa
alta, lontani dai delatori e dai venduti allo straniero".
Gli
accolti, i meno abbienti come i benestanti, gli intellettuali di
spicco come le persone qualunque ("Ah, comodo! Viene qui a fare
il signore in Svizzera. No, no assolutamente. Qui si deve lavorare"),
furono in maggioranza internati in campi di smistamento e poi avviati
in campi di lavoro distribuiti nei vari Cantoni oppure ospitati,
dietro garanzia finanziaria, presso pensioni e case private.
(Scheda tratta da: http://www.bol.com )