Fondo Israel Kalk: La mensa dei bambini

storia
educazione
memoria

 
         

Home Page www.cdec.it

Home Page Fondo Kalk

I. La Mensa dei bambini di Milano con sezioni nei campi di concentramento

II. Ferramonti -Tarsia

III-IV. Confino e altri campi

V. Odissea del "Pentcho"

VI. Circolari, allocuzioni e corrispondenza

VII. Testimonianze e documentazione

VIII. Bozzetti letterari e disegni di bambini internati a Ferramonti-Tarsia

IX. Razzismo, sterminio nazista, Resistenza

X. Incontri e congressi nel dopoguerra

XI. Profughi ebrei in Austria e in Italia nell'immediato dopoguerra

 

by Token studio snc

 

 
 

Il fondo Israel Kalk

Il primo nucleo documentario del fondo Israele Kalk si costituisce nel 1939, quando il benefattore iniziò a conservare e a raccogliere le carte relative all'organizzazione di soccorso ai bambini profughi ebrei che egli stesso aveva creato nello stesso anno e denominato Mensa dei Bambini, con sede in via Guicciardini a Milano.

Si tratta di circolari agli oblatori, scambio di lettere con le autorità e con gli internati, modulistica, fotografie che ritraggono i bambini durante la mensa, le feste religiose ebraiche, le gite, o altri momenti di libero svago. Spesso le fotografie sono allegate alle lettere destinate agli oblatori, a testimonianza di ciò che l'ente benefico svolge.

Kalk ha conservato anche una grande messe di materiale documentario sulla sua attività in favore dei profughi ebrei rinchiusi dopo l'entrata dell'Italia in guerra (giugno del 1940) in campi di internamento nell'Italia meridionale. In particolare, si è occupato dei prigionieri del campo di Ferramonti di Tarsia presso Cosenza in Calabria dove, con permessi speciali, si è potuto recare più volte di persona per proseguire la sua opera di assistenza.

Si tratta di scritti con impressioni sulla vita che si svolgeva all'interno del Campo che Kalk appuntava su fogli sparsi; note a margine, foglietti sull'attività agricola e sportiva, sul commercio, sull'insegnamento privato.

Quando Kalk si rifugiò in Svizzera nel 1943, portò con se l'archivio costituito sia da carte, sia da fotografie (un accenno all'archivio che aveva costituito è nelle sue lettere degli Anni Settanta, indirizzate al rappresentante della Delasem Settimio Sorani, in cui racconta "che all'epoca il suo archivio comprendeva già 200 fotografie sulla Mensa dei bambini e su Ferramonti Tarsia1").

Tornato nell'ottobre del 1945 a Milano, Israele Kalk ideò il progetto di esporre in un volume il fenomeno dell'internamento dei profughi ebrei da parte dell'autorità fascista tra il 1940 e il 1943. A questo fine iniziò dopo qualche anno la raccolta di ulteriore documentazione soprattutto presso ex internati con cui era rimasto in contatto. I testimoni collaborarono con slancio al progetto consegnandogli sia documenti, sia memorie scritte che avevano conservato. Accettarono anche di raccontare oralmente la loro esperienza a Kalk che ne fece poi redazioni scritte successive.

Difficile è sapere con certezza quando iniziarono i primi contatti con gli ex internati: la prima data conosciuta è del 1950 e le ultime testimonianze redatte da Ernesto Lazar e da Salvatore Luria, risalgono al 1978. Risultano invece dispersi gli atti relativi all'associazione (Asebinit) degli ebrei internati in Italia, di cui fu eletto presidente. Si suppone che Kalk abbia inviato lettere, circolari, avvisi sugi incontri, ma di ciò non rimane traccia. Sono conservate invece fotografie sugli alloggi di emergenza dei profughi ebrei venuti in Italia dai campi di concentramento nazisti, dopo la loro liberazione: presumibilmente l'associazione si occupava dell' assistenza a questi profughi, fino alla loro partenza per la Palestina.

Anche negli anni in cui fu consigliere delegato della Camera di commercio italo israeliana a Milano (1953-1972), non cessò mai di continuare la sua raccolta documentaria. Nel fondo compaiono infatti foto e carte relative ai congressi e alle manifestazioni internazionali relative alla deportazione e al periodo posteriore alla Liberazione, tra cui il raduno a Tel Aviv dei naufraghi del Pentcho, ai quali partecipò attivamente.

Dopo la morte di Kalk, avvenuta per malattia nel 1980, il fondo documentario costituito da circa 1.500 documenti, 1.200 fotografie, una cinquantina di cartoline illustrate e una quarantina di disegni, è stato donato nel 1982 dalla vedova Giorgetta Lubatti Kalk al Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, che attualmente lo conserva gelosamente nella sua sede, a Milano. La consultazione all'archivio per fondati motivi di studio è libera, dietro presentazione di richiesta scritta.

I. La Mensa dei bambini di Milano con sezioni nei campi di concentramento

II. Ferramonti -Tarsia

III-IV. Confino e altri campi

V. Odissea del "Pentcho"

VI. Circolari, allocuzioni e corrispondenza

VII. Testimonianze e documentazione

VIII. Bozzetti letterari e disegni di bambini internati a Ferramonti-Tarsia

IX. Razzismo, sterminio nazista, Resistenza

X. Incontri e congressi nel dopoguerra

XI. Profughi ebrei in Austria e in Italia nell'immediato dopoguerra